Sant´Agnello Al via la IV edizione di "Terre Acqua e Fuoco"

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Sant’Agnello, Penisola Sorrentina. “Terre, acqua e fuoco” fa riaprire gli antichi portoni di Maiano dal 19 agosto (dalle 19,30 alle 24,00) e, per quattro giorni, sarà festa a Sant’Agnello. Con una novità: ci saranno note disseminate nell’aria dell’antico borgo. Odori di finocchietto selvatico, immerso nelle caldaie, assieme alle foglie di fico (per la calde alle botti) per rievocare quel profumo che inondava il piccolo agglomerato da settembre ad ottobre. Riporteranno indietro la memoria a chi conosce la zona. Delizieranno l’olfatto a quanti per la prima volta si infileranno nei vicoli stretti di questo piccolo gioiello della Penisola sorrentina. Note diffuse nell’aria, tra un portone e l’altro del centro storico, dove saranno esposte ceramiche e non solo.

Perché la manifestazione – giunta alla quarta edizione e organizzata dal comitato per la promozione turistica, artigianale e culturale del borgo di Maiano, presieduta da Marcello Aversa  punta sempre più a valorizzare l’artigianato tout court della costiera sorrentina in particolare e della ceramica artistica italiana in generale.

Seguendo il filone inaugurato quattro anni fa, Sant’Agnello si gemella con un’altra città con antiche tradizione ceramista. Il 2010 è la volta di Gualdo Tadino, in Umbria. Nota da secoli per questo artigianato.

Siamo orgogliosi di ospitare gli artisti gualdesi” – ha riferito Marcello Aversa – “Le ceramiche di Gualdo sono uniche nel loro genere perché rifinite con la tecnica del lustro: l’applicazione, sul pezzo già finito, di riflessi oro e rubino, ottenuti in terza cottura con fumo di ginestra”.

Quest’anno non solo si ammireranno le opere dei virtuosi della creta, della ceramica, ma si potranno vedere tutti loro in azione: scultori, modellatori, esperti del tornio e decoratori daranno dimostrazione dal vivo della loro perizia.

Promuovere l’artigianato della ceramica di qualità, recuperare e cercare di innovare le altre attività per creare alla fine un polo dell’artigianato è la missione che da anni sta perseguendo Marcello Aversa assieme agli organizzatori di Maiano. Infatti le quattro giornate (19-22) saranno dedicate anche all’artigianato della tarsia lignea, i cui splendori si sono avuti nei secoli scorsi; fiorenti a Sorrento e dintorni le tante piccole fabbriche fino a quaranta anni fa. Oggi la famosa tarsia lignea è alla ricerca di nuovi mercati e, possibilmente, nuovi stilemi.

Ma si sa, “Terre, acqua e fuoco” punta sempre alla riscoperta delle tradizioni e dei mestieri antichi, che possono essere salvati se diffusi e resi economicamente vantaggiosi. Ed è per questo che l’evento è in stretta connessione con gli istituti d’arte della zona e della Campania tutta e si avvale dell’aiuto degli studenti del liceo scientifico “Salvemini”.

Lungo il percorso i visitatori potranno assistere a spettacoli di musica popolare umbra e campana, fino al gran finale, la sera del 22 agosto, con il concerto di Peppe Barra, anche lui custode, come gli artigiani della ceramica, di antiche tradizioni e di importanti storie locali.

Per completare il percorso sensoriale che unisce Sant’Agnello e Gualdo Tadino, ci saranno assaggi tipici di prodotti enogastronomici delle due terre. Protagonista indiscussa sarà la famosa polpetta nelle sue due versioni: la rustica e quella di San Rocco, elaborata da un antica ricetta che prevede l’utilizzo di carne, pesca, pinoli, uva passa, pera, amaretti, uova e pane raffermo, ingredienti che la rendono leggermente agrodolce e la cui ricetta è tenuta segreta dalle donne del posto.