Capaccio. Iscrivono la figlia, ma l’istituto dice no. Genitori contro la dirigenza della “Vannulo”

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Capaccio. Vogliono iscrivere la figlia a scuola, ma l’istituto replica: «Non c’è posto». Il “casus belli” è scoppiato a Capaccio, dove una coppia di genitori ha protestato in maniera veemente e scritto al Miur di Napoli e all’Ufficio Scolastico della Campania dopo aver ricevuto porte in faccia dai vertici dell’istituto “Vannulo”. I due (lui direttore delle Poste, lei impiegata Telecom) si sono trasferiti dallo scorso novembre a Rettifilo, a breve distanza (circa 100 metri) dalla scuola media. Pensavano di iscrivere lì la loro bimba, ma la dirigenza avrebbe replicato che le classi erano «già fatte» e non c’era più posto, tirando in ballo una circolare del Ministero dell’Istruzione e dirottando l’iscrizione a Scigliati. I genitori, però, non hanno accettato di buon grado la cosa, e anzi hanno deciso di uscire allo scoperto e denunciare il trattamento subito: «Nella scuola pubblica non possono esserci favoritismi – dicono – La formazione delle classi deve tener conto delle esperienze precedenti e della qualità di vita degli alunni. Qui ci sono bambini che provengono da altre borgate o scuole». In seguito, è arrivata anche la replica della preside, Maria Cristina Di Geronimo, la quale ha affermato: «La classe è formata da 16 alunni provenienti dall’adiacente scuola primaria e altri 6 dalla scuola primaria Borgonuovo, che fa parte dello stesso istituto comprensivo e dunque hanno priorità. Tutti i genitori degli alunni provenienti dagli altri istituti hanno già trasferito la domanda d’iscrizione verso altre scuole, con una sola eccezione». Quella, appunto, dei due genitori infuriati, che però non sembrano intenzionati ad arretrare di un millimetro. (Metropolis)

Capaccio. Vogliono iscrivere la figlia a scuola, ma l’istituto replica: «Non c’è posto». Il “casus belli” è scoppiato a Capaccio, dove una coppia di genitori ha protestato in maniera veemente e scritto al Miur di Napoli e all’Ufficio Scolastico della Campania dopo aver ricevuto porte in faccia dai vertici dell’istituto “Vannulo”. I due (lui direttore delle Poste, lei impiegata Telecom) si sono trasferiti dallo scorso novembre a Rettifilo, a breve distanza (circa 100 metri) dalla scuola media. Pensavano di iscrivere lì la loro bimba, ma la dirigenza avrebbe replicato che le classi erano «già fatte» e non c’era più posto, tirando in ballo una circolare del Ministero dell’Istruzione e dirottando l’iscrizione a Scigliati. I genitori, però, non hanno accettato di buon grado la cosa, e anzi hanno deciso di uscire allo scoperto e denunciare il trattamento subito: «Nella scuola pubblica non possono esserci favoritismi – dicono – La formazione delle classi deve tener conto delle esperienze precedenti e della qualità di vita degli alunni. Qui ci sono bambini che provengono da altre borgate o scuole». In seguito, è arrivata anche la replica della preside, Maria Cristina Di Geronimo, la quale ha affermato: «La classe è formata da 16 alunni provenienti dall’adiacente scuola primaria e altri 6 dalla scuola primaria Borgonuovo, che fa parte dello stesso istituto comprensivo e dunque hanno priorità. Tutti i genitori degli alunni provenienti dagli altri istituti hanno già trasferito la domanda d’iscrizione verso altre scuole, con una sola eccezione». Quella, appunto, dei due genitori infuriati, che però non sembrano intenzionati ad arretrare di un millimetro. (Metropolis)

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