Castellammare di Stabia. Terme di Stabia: 50 licenziamenti. Le ore di lavoro garantite dal privato non bastano per tutti

0

Castellammare di Stabia. Terme di Stabia: è tempo di resa dei conti. E proprio quelli non tornano ai 100 dipendenti dell’azienda partecipata dal Comune. Le ore di lavoro, proposte dall’aggiudicatario Centro Laser, non basteranno a soddisfare tutti i lavoratori. Almeno 50, quindi, dovrebbero essere licenziati. Il provvedimento potrebbe arrivare già entro il mese di aprile. Il punto è capire come e in base a cosa si sceglieranno i lavoratori che, nella migliore delle ipotesi, potrebbero tornare in servizio con l’ipotetica riapertura dello stabilimento. I sindacati sono in subbuglio e ieri sono tornati alla carica a Palazzo Farnese perché i problemi da affrontare sono tanti. I 50 licenziamenti, paradossalmente, sono l’ipotesi più ottimistica. Sul tavolo di ieri mattina, infatti, s’è discusso anche del “Naspi”, il nuovo decreto varato dal governo Renzi e che entrerà in vigore dal prossimo 1 maggio. Una procedura prevista per l’attribuzione degli assegni di disoccupazione e orientata a quei lavoratori che non rientreranno nel ciclo produttivo. Le norme del “Naspi” parlano chiaro e gettano ancora più ombre sul futuro dei 50 dipendenti che dovrebbero essere licenziati e che non potrebbero usufruire nemmeno della disoccupazione. Per ricevere il sussidio statale, infatti, bisogna aver conseguito almeno un mese di lavoro nell’anno del licenziamento. Vale a dire che se per gli operai scatterà il licenziamento entro il 2015, dovranno aver lavorato almeno un mese in quest’anno. La preoccupazione è fortissima anche perché il decreto entrerà in vigore il prossimo 1 maggio e se i dipendenti non riusciranno a lavorare almeno un mese entro la fine di aprile potrebbero ritrovarsi a casa e senza nemmeno il sussidio degli ammortizzatori sociali. Un vero e proprio dramma che potrebbe coinvolgere altre 50 famiglie stabiesi, già da anni costrette a barcamenarsi con la cassa integrazione. E’ scattata, quindi, la corsa contro il tempo per cercare di riaprire lo stabilimento termale. Centro Laser, aggiudicatario dell’affido temporaneo di Terme di Stabia, ha preso possesso di una struttura che tuttavia non è ancora pronta. Anche per questo, nelle ultime ore, s’è alzata la tensione tra i sindacati e l’amministrazione comunale. Dopo l’incontro di lunedì con Amedeo Di Nardo (presidente dell’assise cittadina), nella giornata di ieri c’è stato un nuovo confronto con il sindaco Nicola Cuomo. Il Comune dovrebbe sbloccare circa 80mila euro per completare i lavori nello stabilimento del Solaro e favorire la riapertura delle Terme di Stabia. Ci sono ancora da risolvere alcuni problemi relativi all’impianto termo-idraulico e alle infiltrazioni d’acqua. La ditta incaricata ha bloccato i lavori, in attesa di ricevere i pagamenti per realizzare ulteriori interventi. Una situazione, quindi, bloccata e sulla quale ora vogliono vederci chiaro i lavoratori ormai allo strenuo e che per lungo tempo hanno sperato di aver intrapreso la strada giusta per un pronto ritorno al lavoro. Il rischio, invece, è che già entro la fine di aprile potrebbero scattare i licenziamenti, almeno per 50 dipendenti, che a questo punto hanno paura anche di perdere il sostegno degli ammortizzatori sociali. (Tiziano Valle – Metropolis) 

Castellammare di Stabia. Terme di Stabia: è tempo di resa dei conti. E proprio quelli non tornano ai 100 dipendenti dell’azienda partecipata dal Comune. Le ore di lavoro, proposte dall’aggiudicatario Centro Laser, non basteranno a soddisfare tutti i lavoratori. Almeno 50, quindi, dovrebbero essere licenziati. Il provvedimento potrebbe arrivare già entro il mese di aprile. Il punto è capire come e in base a cosa si sceglieranno i lavoratori che, nella migliore delle ipotesi, potrebbero tornare in servizio con l’ipotetica riapertura dello stabilimento. I sindacati sono in subbuglio e ieri sono tornati alla carica a Palazzo Farnese perché i problemi da affrontare sono tanti. I 50 licenziamenti, paradossalmente, sono l’ipotesi più ottimistica. Sul tavolo di ieri mattina, infatti, s’è discusso anche del “Naspi”, il nuovo decreto varato dal governo Renzi e che entrerà in vigore dal prossimo 1 maggio. Una procedura prevista per l’attribuzione degli assegni di disoccupazione e orientata a quei lavoratori che non rientreranno nel ciclo produttivo. Le norme del “Naspi” parlano chiaro e gettano ancora più ombre sul futuro dei 50 dipendenti che dovrebbero essere licenziati e che non potrebbero usufruire nemmeno della disoccupazione. Per ricevere il sussidio statale, infatti, bisogna aver conseguito almeno un mese di lavoro nell’anno del licenziamento. Vale a dire che se per gli operai scatterà il licenziamento entro il 2015, dovranno aver lavorato almeno un mese in quest’anno. La preoccupazione è fortissima anche perché il decreto entrerà in vigore il prossimo 1 maggio e se i dipendenti non riusciranno a lavorare almeno un mese entro la fine di aprile potrebbero ritrovarsi a casa e senza nemmeno il sussidio degli ammortizzatori sociali. Un vero e proprio dramma che potrebbe coinvolgere altre 50 famiglie stabiesi, già da anni costrette a barcamenarsi con la cassa integrazione. E’ scattata, quindi, la corsa contro il tempo per cercare di riaprire lo stabilimento termale. Centro Laser, aggiudicatario dell’affido temporaneo di Terme di Stabia, ha preso possesso di una struttura che tuttavia non è ancora pronta. Anche per questo, nelle ultime ore, s’è alzata la tensione tra i sindacati e l’amministrazione comunale. Dopo l’incontro di lunedì con Amedeo Di Nardo (presidente dell’assise cittadina), nella giornata di ieri c’è stato un nuovo confronto con il sindaco Nicola Cuomo. Il Comune dovrebbe sbloccare circa 80mila euro per completare i lavori nello stabilimento del Solaro e favorire la riapertura delle Terme di Stabia. Ci sono ancora da risolvere alcuni problemi relativi all’impianto termo-idraulico e alle infiltrazioni d’acqua. La ditta incaricata ha bloccato i lavori, in attesa di ricevere i pagamenti per realizzare ulteriori interventi. Una situazione, quindi, bloccata e sulla quale ora vogliono vederci chiaro i lavoratori ormai allo strenuo e che per lungo tempo hanno sperato di aver intrapreso la strada giusta per un pronto ritorno al lavoro. Il rischio, invece, è che già entro la fine di aprile potrebbero scattare i licenziamenti, almeno per 50 dipendenti, che a questo punto hanno paura anche di perdere il sostegno degli ammortizzatori sociali. (Tiziano Valle – Metropolis)