Pompei. La lettera del vescovo Tommaso Caputo alla città: «Francesco ci parlerà attraverso la preghiera alla Madonna»

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Pompei. «Il nostro cuore esulta di gioia all’avvicinarsi del 21 marzo 2015, giorno in cui il nostro amato Papa Francesco sarà qui a Pompei per affidarsi alla Madonna del Rosario. Il nostro Santuario sarà, infatti, la porta della preghiera del suo nuovo viaggio in Campania». Il vescovo di Pompei, S.E. Monsignor Tommaso Caputo, ha affidato in una lettera ai fedeli i sentimenti e aspettative della comunità ecclesiale e cittadina in merito alla visita di Papa Francesco nella città della Vergine Maria. «La visita del Papa – ha stigmatizzato il vescovo Caputo – è un dono grande alla nostra comunità e pone significativamente la “Nuova Pompei”, fondata sulla fede a Maria e sull’operosa carità del Beato Bartolo Longo, come porta della preghiera a questo nuovo incontro del Santo Padre con la terra campana. Sono molteplici i motivi per i quali la presenza di Papa Francesco a Pompei rappresenta un evento di straordinario rilievo ecclesiale. La filiale e tenera devozione mariana che il Papa continua a manifestare è anche alla radice del forte impegno della Chiesa di Pompei verso gli ultimi e i più bisognosi, impegno che ha dato vita all’esistenza stessa della città mariana. Più che mai oggi, le motivazioni di carità, legate intimamente alle esigenze di giustizia e rispetto della dignità di ogni persona, non sono venute meno. Oltre all’esultanza per la sua venuta, attendiamo che Papa Francesco ci indichi la strada da percorrere per essere ancora più vicini e più solidali con la nostra gente». Già il 21 ottobre 1979, San Giovanni Paolo II visitò assieme Pompei e Napoli, iniziando il suo viaggio proprio dal santuario mariano, dove tornò il 7 ottobre 2003, per la chiusura dell’Anno del Rosario. Il 19 ottobre 2008 anche Papa Benedetto XVI ha visitato il Santuario di Pompei. L’invito di monsignor Caputo alla comunità pompeiana è accorato. Secondo il vescovo (che stamattina alle 11 presenterà, in una conferenza stampa, il programma religioso della visita del Santo Padre ndr), i fedeli che attendono Papa Francesco devono prepararsi all’evento – che pur nella sua brevità, è davvero importante per tutti i devoti della Madonna di Pompei – «Sappiamo che Papa Francesco desidera vivere questa breve visita come un pellegrino che viene ad affidarsi alla Madonna, ponendosi così sulla strada percorsa tante volte da ognuno di noi. Si tratterà, in tutti i sensi, di una sosta di preghiera. Il desiderio di venire a pregare ai piedi del quadro della Vergine del Santo Rosario scaturisce da una radice ben riconoscibile: la profonda devozione mariana che il Papa venuto dall’altra parte del mondo ha manifestato fin dai primissimi atti della sua elezione. A più riprese, e in diverse occasioni, Papa Francesco ha avuto modo di esprimere la propria predilezione per la preghiera del Rosario. Ha detto infatti: “Il Rosario è la preghiera che accompagna sempre la mia vita; è anche la preghiera dei semplici e dei santi… è la preghiera del mio cuore”. È per questo che, pur nella brevità della visita, il Santo Padre, a Pompei, potrà cogliere e verificare come la devozione mariana si trasformi ogni giorno in un concreto e incessante impegno caritativo». Monsignor Caputo spiega che: «È del tutto comprensibile immaginare che la comunità ecclesiale di Pompei ed i devoti della Madonna del Rosario desidererebbero vedere da vicino il Santo Padre; salutarlo personalmente, magari abbracciarlo, potergli parlare, esprimergli tutto il proprio amore filiale. Altrettanto evidente, fin d’ora, dovrà apparire l’impossibilità di esaudire un tale, non solo legittimo, ma naturale desiderio. Ciò che ci viene innanzitutto chiesto, e che in parte si è già espresso con l’esultanza seguita al semplice annuncio, è di essere grati – profondamente grati – al Santo Padre per aver voluto inserire nel suo già intenso programma della visita a Napoli la sosta di preghiera presso il nostro Santuario. Il Papa ci parlerà attraverso un gesto che è fin troppo eloquente: pregare davanti al quadro della Vergine del Rosario e affidare a Maria, madre e modello della Chiesa, la nostra vita. Tutti, ognuno nel suo specifico campo di azione, faremo il possibile per accogliere il Papa nel modo migliore. La sua pur breve visita sarà un evento straordinario e un dono grande alla nostra comunità». (Carmela Scarano – Metropolis)

 

 

Pompei. «Il nostro cuore esulta di gioia all’avvicinarsi del 21 marzo 2015, giorno in cui il nostro amato Papa Francesco sarà qui a Pompei per affidarsi alla Madonna del Rosario. Il nostro Santuario sarà, infatti, la porta della preghiera del suo nuovo viaggio in Campania». Il vescovo di Pompei, S.E. Monsignor Tommaso Caputo, ha affidato in una lettera ai fedeli i sentimenti e aspettative della comunità ecclesiale e cittadina in merito alla visita di Papa Francesco nella città della Vergine Maria. «La visita del Papa – ha stigmatizzato il vescovo Caputo – è un dono grande alla nostra comunità e pone significativamente la “Nuova Pompei”, fondata sulla fede a Maria e sull’operosa carità del Beato Bartolo Longo, come porta della preghiera a questo nuovo incontro del Santo Padre con la terra campana. Sono molteplici i motivi per i quali la presenza di Papa Francesco a Pompei rappresenta un evento di straordinario rilievo ecclesiale. La filiale e tenera devozione mariana che il Papa continua a manifestare è anche alla radice del forte impegno della Chiesa di Pompei verso gli ultimi e i più bisognosi, impegno che ha dato vita all’esistenza stessa della città mariana. Più che mai oggi, le motivazioni di carità, legate intimamente alle esigenze di giustizia e rispetto della dignità di ogni persona, non sono venute meno. Oltre all’esultanza per la sua venuta, attendiamo che Papa Francesco ci indichi la strada da percorrere per essere ancora più vicini e più solidali con la nostra gente». Già il 21 ottobre 1979, San Giovanni Paolo II visitò assieme Pompei e Napoli, iniziando il suo viaggio proprio dal santuario mariano, dove tornò il 7 ottobre 2003, per la chiusura dell’Anno del Rosario. Il 19 ottobre 2008 anche Papa Benedetto XVI ha visitato il Santuario di Pompei. L’invito di monsignor Caputo alla comunità pompeiana è accorato. Secondo il vescovo (che stamattina alle 11 presenterà, in una conferenza stampa, il programma religioso della visita del Santo Padre ndr), i fedeli che attendono Papa Francesco devono prepararsi all’evento – che pur nella sua brevità, è davvero importante per tutti i devoti della Madonna di Pompei – «Sappiamo che Papa Francesco desidera vivere questa breve visita come un pellegrino che viene ad affidarsi alla Madonna, ponendosi così sulla strada percorsa tante volte da ognuno di noi. Si tratterà, in tutti i sensi, di una sosta di preghiera. Il desiderio di venire a pregare ai piedi del quadro della Vergine del Santo Rosario scaturisce da una radice ben riconoscibile: la profonda devozione mariana che il Papa venuto dall’altra parte del mondo ha manifestato fin dai primissimi atti della sua elezione. A più riprese, e in diverse occasioni, Papa Francesco ha avuto modo di esprimere la propria predilezione per la preghiera del Rosario. Ha detto infatti: “Il Rosario è la preghiera che accompagna sempre la mia vita; è anche la preghiera dei semplici e dei santi… è la preghiera del mio cuore”. È per questo che, pur nella brevità della visita, il Santo Padre, a Pompei, potrà cogliere e verificare come la devozione mariana si trasformi ogni giorno in un concreto e incessante impegno caritativo». Monsignor Caputo spiega che: «È del tutto comprensibile immaginare che la comunità ecclesiale di Pompei ed i devoti della Madonna del Rosario desidererebbero vedere da vicino il Santo Padre; salutarlo personalmente, magari abbracciarlo, potergli parlare, esprimergli tutto il proprio amore filiale. Altrettanto evidente, fin d’ora, dovrà apparire l’impossibilità di esaudire un tale, non solo legittimo, ma naturale desiderio. Ciò che ci viene innanzitutto chiesto, e che in parte si è già espresso con l’esultanza seguita al semplice annuncio, è di essere grati – profondamente grati – al Santo Padre per aver voluto inserire nel suo già intenso programma della visita a Napoli la sosta di preghiera presso il nostro Santuario. Il Papa ci parlerà attraverso un gesto che è fin troppo eloquente: pregare davanti al quadro della Vergine del Rosario e affidare a Maria, madre e modello della Chiesa, la nostra vita. Tutti, ognuno nel suo specifico campo di azione, faremo il possibile per accogliere il Papa nel modo migliore. La sua pur breve visita sarà un evento straordinario e un dono grande alla nostra comunità». (Carmela Scarano – Metropolis)