Face Book censura , in Francia gli fanno causa

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FACEBOOK TWITTER PINTEREST GOOGLE EMAIL Facebook censura, la Francia risponde L’origine du monde, ©photo musée d’Orsay / rmn “Je suis” … Un insegnante contro Facebook. Per l’immagine di una vagina. Considerata “hot”, da censurare e bandire da parte del social network globale. Peccato non si trattasse di una foto porno, ma della riproduzione fotografica di uno dei più celebri dipinti del pittore ottocentesco Gustave Courbet, “L’origine del mondo”. Giovedì scorso la Corte di Parigi ha considerato legittima, e quindi da portare a processo all’interno della giurisdizione francese, la causa di un docente contro Facebook, che gli aveva bloccato l’account dopo la pubblicazione delle foto d’arte, considerata “offensiva” dall’azienda californiana. A gennaio l’avvocato di Facebook aveva sostenuto che l’accusa del padre e docente francese, di non saper differenziare tra pornografia e arte, non sarebbe stata perseguibile in un tribunale di Parigi, dal momento che il sito deve rispondere solo alla giustizia della California, dove ha sede la società e così il contratto firmato dagli utenti. Ma la Corte ha rifiutato quest’interpretazione, stabilendo che il processo in Francia ci sarà. E ha fissato la prima udienza al 21 maggio. «È la prima vittoria di Davide contro Golia», ha detto l’avvocato dell’insegnante Stephane Cottineau: «La decisione farà giurisprudenza per altri social media e giganti di Internet che usano i loro quartier generali all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, per evadere la legge francese».

FACEBOOK TWITTER PINTEREST GOOGLE EMAIL Facebook censura, la Francia risponde L'origine du monde, ©photo musée d'Orsay / rmn "Je suis" … Un insegnante contro Facebook. Per l'immagine di una vagina. Considerata "hot", da censurare e bandire da parte del social network globale. Peccato non si trattasse di una foto porno, ma della riproduzione fotografica di uno dei più celebri dipinti del pittore ottocentesco Gustave Courbet, "L'origine del mondo". Giovedì scorso la Corte di Parigi ha considerato legittima, e quindi da portare a processo all'interno della giurisdizione francese, la causa di un docente contro Facebook, che gli aveva bloccato l'account dopo la pubblicazione delle foto d'arte, considerata "offensiva" dall'azienda californiana. A gennaio l'avvocato di Facebook aveva sostenuto che l'accusa del padre e docente francese, di non saper differenziare tra pornografia e arte, non sarebbe stata perseguibile in un tribunale di Parigi, dal momento che il sito deve rispondere solo alla giustizia della California, dove ha sede la società e così il contratto firmato dagli utenti. Ma la Corte ha rifiutato quest'interpretazione, stabilendo che il processo in Francia ci sarà. E ha fissato la prima udienza al 21 maggio. «È la prima vittoria di Davide contro Golia», ha detto l'avvocato dell'insegnante Stephane Cottineau: «La decisione farà giurisprudenza per altri social media e giganti di Internet che usano i loro quartier generali all'estero, soprattutto negli Stati Uniti, per evadere la legge francese».

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