Marano. Avances a un ragazzino fidanzato, dodicenne picchiata dal branco su ordine della rivale

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Marano. Picchiata brutalmente dal branco perché aveva osato inviare foto e messaggi, tramite WhatsApp, a un ragazzino già fidanzato. Vittima dell’aggressione una studentessa di 12 anni, malmenata su ordine della sua “rivale” in amore nonché coetanea. Una vera e propria spedizione punitiva che, secondo il racconto di alcuni giovani testimoni, sarebbe costata all’adolescente persino una frattura alla costola. Il grave episodio di violenza, che non è stato denunciato alle forze dell’ordine, si è verificato nella serata di venerdì, intorno alle 19. Hanno tutti tra i 12 e i 15 anni i protagonisti di questa sconvolgente, assurda vicenda. Hanno da poco riposto i loro giochi nel cassetto, che sono stati subito sostituiti dalla spavalderia e dall’estrema facilità nell’usare metodi spicci e violenti. Ad organizzare l’aggressione sarebbe stata la “rivale” in amore della ragazzina che ha avuto la peggio. Lei ed i suoi complici l’hanno attesa all’esterno della scuola media dove di solito si radunano decine di giovani e dove ogni giorno gli insegnanti cercano di trasmettere loro i valori della non violenza. L’hanno offesa e, dopo qualche scambio di battute, affrontata con violenza: capelli tirati, calci, pugni mentre la vittima era a terra e nessuno, almeno nei primi, concitatissimi momenti, sembrava disposto a darle una mano. Anzi, tutti a ridere o incitare al pestaggio. Dopo alcuni minuti di furia, i ragazzi sono stati persuasi ad interrompere le violenze. La 12 enne si è così rialzata e ha preferito tornarsene a casa senza chiedere l’intervento dell’ambulanza o delle forze dell’ordine. Soltanto in un secondo momento, accompagnata dai genitori, si sarebbe recata in un ospedale per farsi visitare. Alla famiglia però non avrebbe raccontato quel che è realmente accaduto, forse nel timore di non essere compresa. Un caso di inaudita violenza, insomma, l’ennesimo di questi ultimi tempi, che ha scosso la comunità e che ha fatto, come spesso accade in questi casi, rapidamente il giro dei social network. «Siamo profondamente disgustati da questi comportamenti violenti e ormai, purtroppo, all’ordine del giorno», scrivono alcune mamme sulle pagine di Facebook. «È il fallimento della nostra generazione o siamo di fronte all’incapacità degli insegnanti e del sistema scolastico nel suo complesso?», si chiede invece Teresa, madre di due ragazze che frequentano lo stesso istituto della giovane vittima. Nella discussione intervengono anche alcuni insegnanti: «Cerchiamo ogni giorno di trasmettere ai ragazzi i valori della non violenza e della legalità – dicono Rosario e Giovanna, entrambi insegnanti di Marano – In molti casi non basta: le nuove generazioni sono continuamente bombardate da messaggi di violenza che circolano attraverso internet e i social network. I genitori – aggiunge – dovrebbero vigilare maggiormente e prestare attenzione ai loro figli anche e soprattutto quando navigano sul web». (Ferdinando Bocchetti – Il Mattino)

Marano. Picchiata brutalmente dal branco perché aveva osato inviare foto e messaggi, tramite WhatsApp, a un ragazzino già fidanzato. Vittima dell'aggressione una studentessa di 12 anni, malmenata su ordine della sua “rivale” in amore nonché coetanea. Una vera e propria spedizione punitiva che, secondo il racconto di alcuni giovani testimoni, sarebbe costata all'adolescente persino una frattura alla costola. Il grave episodio di violenza, che non è stato denunciato alle forze dell'ordine, si è verificato nella serata di venerdì, intorno alle 19. Hanno tutti tra i 12 e i 15 anni i protagonisti di questa sconvolgente, assurda vicenda. Hanno da poco riposto i loro giochi nel cassetto, che sono stati subito sostituiti dalla spavalderia e dall'estrema facilità nell'usare metodi spicci e violenti. Ad organizzare l'aggressione sarebbe stata la “rivale” in amore della ragazzina che ha avuto la peggio. Lei ed i suoi complici l'hanno attesa all'esterno della scuola media dove di solito si radunano decine di giovani e dove ogni giorno gli insegnanti cercano di trasmettere loro i valori della non violenza. L'hanno offesa e, dopo qualche scambio di battute, affrontata con violenza: capelli tirati, calci, pugni mentre la vittima era a terra e nessuno, almeno nei primi, concitatissimi momenti, sembrava disposto a darle una mano. Anzi, tutti a ridere o incitare al pestaggio. Dopo alcuni minuti di furia, i ragazzi sono stati persuasi ad interrompere le violenze. La 12 enne si è così rialzata e ha preferito tornarsene a casa senza chiedere l'intervento dell'ambulanza o delle forze dell'ordine. Soltanto in un secondo momento, accompagnata dai genitori, si sarebbe recata in un ospedale per farsi visitare. Alla famiglia però non avrebbe raccontato quel che è realmente accaduto, forse nel timore di non essere compresa. Un caso di inaudita violenza, insomma, l'ennesimo di questi ultimi tempi, che ha scosso la comunità e che ha fatto, come spesso accade in questi casi, rapidamente il giro dei social network. «Siamo profondamente disgustati da questi comportamenti violenti e ormai, purtroppo, all'ordine del giorno», scrivono alcune mamme sulle pagine di Facebook. «È il fallimento della nostra generazione o siamo di fronte all'incapacità degli insegnanti e del sistema scolastico nel suo complesso?», si chiede invece Teresa, madre di due ragazze che frequentano lo stesso istituto della giovane vittima. Nella discussione intervengono anche alcuni insegnanti: «Cerchiamo ogni giorno di trasmettere ai ragazzi i valori della non violenza e della legalità – dicono Rosario e Giovanna, entrambi insegnanti di Marano – In molti casi non basta: le nuove generazioni sono continuamente bombardate da messaggi di violenza che circolano attraverso internet e i social network. I genitori – aggiunge – dovrebbero vigilare maggiormente e prestare attenzione ai loro figli anche e soprattutto quando navigano sul web». (Ferdinando Bocchetti – Il Mattino)