COSTA D’AMALFI: ISOLE O ARCIPELAGO? GLI ESEMPI DI AMALFI E RAVELLO

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Un contributo al dibattito elettorale per Amalfi, ma anche per Positano e Maiori

Gaetano Salvemini già un secolo fa sosteneva,con lucida previggenza, l’importanza di puntare su classi dirigenti meridionali direttamente responsabili delle loro comunità e non semplici intermediarie del potere romano, dando la spinta ad un meridionalismo attivo, della responsabilità, della volontà e della ragione e condannando quello lagnoso, bravo a litaniare giaculatorie nell’attesa messianica degli interventi dall’alto. Mi piacerebbe se a questo tipo di meridionalismo si ispirassero i sindaci e in carica e quelli che saranno eletti nelle Amministrative di maggio. E sarei contento se gli uni e gli altri operassero per accorpare le amministrazioni dell’intera costiera, almeno nelle funzioni primarie e nei servizi, ipotizzando una qualche forma di organismo sovracomunale che abbia una visione comprensoriale dello sviluppo. Ne ho scritto e parlato altre volte, ma ritorno sul tema, che ritengo attuale e non più procrastinabile. Un’analisi serena della situazione attuale suggerisce di affermare, mutuando  il linguaggio marinaresco in linea con il territorio, che i paesi della Costiera sono isole, belle e qualche volta felici, ma chiuse in se stesse con scarsa voglia e nessuno entusiasmo di dialogare tra loro, paghe e, spesso, orgogliose, della loro autosufficienza. Mi sia consentito affermare che  questa è una visione miope ed asfittica, senza prospettiva di futuro. Occorre un guizzo di fantasia, uno scatto di orgoglio e trasformare le isole in arcipelago con un fecondo rapporto di interconnessione e dialogo, per promuovere una progettualità d’insieme, che esalti il meglio di ogni singola comunità e la metta in sinergia virtuosa con le specificità delle altre.

Questa ipotesi di lavoro la debbono verificare e realizzare soprattutto Ravello ed Amalfi, che hanno la necessità di  trasformare in arcipelago di sviluppo armonico ed equilibrato innanzitutto il proprio territorio comunale spesso parcellizzato e coriandolizzato in frazioni, che vivono ai margini della storia dei rispettivi capoluoghi e ne raccolgono, quando le raccolgono, soltanto le briciole dello sviluppo. Lo impongono ragioni di giustizia  sociale, oltre che obiettive leggi di mercato che consigliano e consentono di espandere al massimo le potenzialità del territorio. Reclamano giustizia distributiva e più che giustificata voglia di protagonismo Castiglione, Marmorata, S.Cosma, Torello, Monte e, soprattutto, Sambuco, a Ravello, come Pastena, Lone, Vettica, Pogerola e, soprattutto, Tovere e Madonna del Rosario, ad Amalfi. Risolvere prima le difficoltà di comunicazione e interconnessione economica, sociale e di sviluppo armonico ed equilibrato interno e poi puntare alla comunicazione ed alla interconnessione esterna. Forse in questa visione sovracomunale della sviluppo, in cui le singole comunità della Costa si sentano una parte del tutto, anche i problemi di Ravello e di Amalfi subiranno un’accelerazione. Ravello risolverà celermente le non facili questioni della Fondazione, dell’Auditorium e della loro gestione, se tutta la Costiera le sentirà come patrimonio comune e si batterà con convinta determinazione per  difenderlo, riscoprirlo, esaltarlo e rilanciarlo nella sua feconda funzione di offerta dell’intero territorio .Così come nella stessa logica Amalfi recupererà ed eserciterà con convinzione, padronanza e prestigio il suo ruolo di città leader, registrando al meglio la qualità della sua offerta, recuperando e difendendo lo splendore della sua bellezza da regina, spesso sfregiato da un’immagine non sempre curata al meglio nell’arredo urbano (raccolta rifiuti, verde pubblico, caos traffico, ecc.), come lamentano molti cittadini nei dialoghi dei frequentati gruppi di fb, straordinario esempio, questo, di vitalità della democrazia.

Amalfi non può e non deve mai abbassare la guardia, perchè ha un nome da difendere e da tenere alto nell’offerta del turismo di qualità. Le persone più responsabili non rinunzino al loro ruolo di sentinelle vigili e di coscienza critica. E gridino alta e forte la loro indignazione, tanto per fare un esempio, contro la chiusura invernale dell’Hotel Cappuccini Convento, cosa che offende e ferisce a morte una tradizione secolare dell’accoglienza della città. Il Comune non può essere tollerante nei confronti di una società “straniera”, che contravviene ad una precisa clausola contrattuale che ne prevede l’apertura per l’intero arco dell’anno. Che la tolleranza non si trasformi in complicità!!! .

Ma in presenza del turismo che cambia come domanda e come offerta, forse sarebbe opportuno e necessario che Amalfi promuovesse un LABORATORIO DI POLITICA DEL TURISMO E PER IL TURISMO chiamando a raccolta amministratori, imprenditori e tecnici. Glielo impone la storia e la tradizione. Ma si muova subito con lucidità di idee/proposte e determinazione nelle decisioni. Domani potrebbe essere troppo tardi. In assenza lo faccia Ravello, che ha l’autorevolezza ed il carisma di città di cultura di livello internazionale.

Ma il discorso vale anche per tutti gli altri centri della Costa ed in particolare per Maiori e Positano, che, come Amalfi sono impegnate a rinnovare la Amministrazioni Comunali, il cui operato avrà ripercussioni che andranno ben al di là del recinto del proprio municipio. Buon lavoro, quindi, ad elettori e candidati nella speranza che i loro progetti amministrativi abbiano questa dimensione comprensoriale dello sviluppo.

 

Giuseppe Liuccio

g.liuccio@alice.it

Un contributo al dibattito elettorale per Amalfi, ma anche per Positano e Maiori

Gaetano Salvemini già un secolo fa sosteneva,con lucida previggenza, l'importanza di puntare su classi dirigenti meridionali direttamente responsabili delle loro comunità e non semplici intermediarie del potere romano, dando la spinta ad un meridionalismo attivo, della responsabilità, della volontà e della ragione e condannando quello lagnoso, bravo a litaniare giaculatorie nell'attesa messianica degli interventi dall'alto. Mi piacerebbe se a questo tipo di meridionalismo si ispirassero i sindaci e in carica e quelli che saranno eletti nelle Amministrative di maggio. E sarei contento se gli uni e gli altri operassero per accorpare le amministrazioni dell'intera costiera, almeno nelle funzioni primarie e nei servizi, ipotizzando una qualche forma di organismo sovracomunale che abbia una visione comprensoriale dello sviluppo. Ne ho scritto e parlato altre volte, ma ritorno sul tema, che ritengo attuale e non più procrastinabile. Un'analisi serena della situazione attuale suggerisce di affermare, mutuando  il linguaggio marinaresco in linea con il territorio, che i paesi della Costiera sono isole, belle e qualche volta felici, ma chiuse in se stesse con scarsa voglia e nessuno entusiasmo di dialogare tra loro, paghe e, spesso, orgogliose, della loro autosufficienza. Mi sia consentito affermare che  questa è una visione miope ed asfittica, senza prospettiva di futuro. Occorre un guizzo di fantasia, uno scatto di orgoglio e trasformare le isole in arcipelago con un fecondo rapporto di interconnessione e dialogo, per promuovere una progettualità d'insieme, che esalti il meglio di ogni singola comunità e la metta in sinergia virtuosa con le specificità delle altre.

Questa ipotesi di lavoro la debbono verificare e realizzare soprattutto Ravello ed Amalfi, che hanno la necessità di  trasformare in arcipelago di sviluppo armonico ed equilibrato innanzitutto il proprio territorio comunale spesso parcellizzato e coriandolizzato in frazioni, che vivono ai margini della storia dei rispettivi capoluoghi e ne raccolgono, quando le raccolgono, soltanto le briciole dello sviluppo. Lo impongono ragioni di giustizia  sociale, oltre che obiettive leggi di mercato che consigliano e consentono di espandere al massimo le potenzialità del territorio. Reclamano giustizia distributiva e più che giustificata voglia di protagonismo Castiglione, Marmorata, S.Cosma, Torello, Monte e, soprattutto, Sambuco, a Ravello, come Pastena, Lone, Vettica, Pogerola e, soprattutto, Tovere e Madonna del Rosario, ad Amalfi. Risolvere prima le difficoltà di comunicazione e interconnessione economica, sociale e di sviluppo armonico ed equilibrato interno e poi puntare alla comunicazione ed alla interconnessione esterna. Forse in questa visione sovracomunale della sviluppo, in cui le singole comunità della Costa si sentano una parte del tutto, anche i problemi di Ravello e di Amalfi subiranno un'accelerazione. Ravello risolverà celermente le non facili questioni della Fondazione, dell'Auditorium e della loro gestione, se tutta la Costiera le sentirà come patrimonio comune e si batterà con convinta determinazione per  difenderlo, riscoprirlo, esaltarlo e rilanciarlo nella sua feconda funzione di offerta dell'intero territorio .Così come nella stessa logica Amalfi recupererà ed eserciterà con convinzione, padronanza e prestigio il suo ruolo di città leader, registrando al meglio la qualità della sua offerta, recuperando e difendendo lo splendore della sua bellezza da regina, spesso sfregiato da un'immagine non sempre curata al meglio nell'arredo urbano (raccolta rifiuti, verde pubblico, caos traffico, ecc.), come lamentano molti cittadini nei dialoghi dei frequentati gruppi di fb, straordinario esempio, questo, di vitalità della democrazia.

Amalfi non può e non deve mai abbassare la guardia, perchè ha un nome da difendere e da tenere alto nell'offerta del turismo di qualità. Le persone più responsabili non rinunzino al loro ruolo di sentinelle vigili e di coscienza critica. E gridino alta e forte la loro indignazione, tanto per fare un esempio, contro la chiusura invernale dell'Hotel Cappuccini Convento, cosa che offende e ferisce a morte una tradizione secolare dell'accoglienza della città. Il Comune non può essere tollerante nei confronti di una società "straniera", che contravviene ad una precisa clausola contrattuale che ne prevede l'apertura per l'intero arco dell'anno. Che la tolleranza non si trasformi in complicità!!! .

Ma in presenza del turismo che cambia come domanda e come offerta, forse sarebbe opportuno e necessario che Amalfi promuovesse un LABORATORIO DI POLITICA DEL TURISMO E PER IL TURISMO chiamando a raccolta amministratori, imprenditori e tecnici. Glielo impone la storia e la tradizione. Ma si muova subito con lucidità di idee/proposte e determinazione nelle decisioni. Domani potrebbe essere troppo tardi. In assenza lo faccia Ravello, che ha l’autorevolezza ed il carisma di città di cultura di livello internazionale.

Ma il discorso vale anche per tutti gli altri centri della Costa ed in particolare per Maiori e Positano, che, come Amalfi sono impegnate a rinnovare la Amministrazioni Comunali, il cui operato avrà ripercussioni che andranno ben al di là del recinto del proprio municipio. Buon lavoro, quindi, ad elettori e candidati nella speranza che i loro progetti amministrativi abbiano questa dimensione comprensoriale dello sviluppo.

 

Giuseppe Liuccio

g.liuccio@alice.it