Napoli. Emergenza all’ospedale San Giovanni Bosco, camere operatorie chiuse: stop a tutti gli interventi

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Napoli. Emergenza senza precedenti al San Giovanni Bosco con camere operatorie «invase» da pazienti di rianimazione, interventi di elezione rinviati a data da destinarsi – tra le sacrosante proteste di chi aspettava da mesi di essere messo sul tavolo chirurgico – e pronto soccorso ingolfato da ben diciassette barelle. È, in sintesi massima, la radiografia dell’ospedale della Doganella datata ieri mattina. L’ultima criticità del nosocomio della Doganella – dove fino a qualche settimana fa pioveva letteralmente nei reparti e finanche nella rianimazione, al punto che i pazienti vennero trasferiti con un vero e proprio blitz in altri nosocomi cittadini – vede oggi medici e personale sanitario vivere una nuova, grave difficoltà. Due camere operatorie da ieri mattina ospitano tre pazienti in bilico tra la vita e la morte che non hanno trovato posto nella rianimazione (che ha tutti i dieci posti letto occupati). Per questo motivo una dozzina di interventi programmati non sono stati eseguiti. E questo ha fatto andare su tutte le furie chi è stato a lungo in lista di attesa per essere sottoposto all’intervento del chirurgo. I tre pazienti che impegnano due camere operatorie, tutti in gravissime condizioni, sono politraumatizzati intrasportabili. L’unica camera operatoria funzionante è quella per le emergenze. E lavora, come è facilmente immaginabile, a pieno regime. Nel frattempo il pronto soccorso scoppia letteralmente di pazienti. E non si tratta di persone affette dalle complicanze dell’influenza di stagione che è stata la causa dell’ingolfamento dei pronto soccorso cittadini nelle scorse settimane. Chi ha bussato alla porta del reparto di emergenza del San Giovanni Bosco nelle ultime ore è essenzialmente paziente in codice giallo o rosso. Vale a dire con problemi gravi o gravissimi. Per esempio infartuati, anziani con embolia o con crisi respiratorie. O con traumi cerebrali. Insomma emergenze importanti. Diciassette, come detto, le barelle che rendevano difficoltoso, se non impossibile, il lavoro di medici e infermieri costretti a vere e proprie gimkane tra le lettighe. Per fortuna le infiltrazioni sono state riparate. E non piove più nei reparti, negli ambulatori, nelle camere operatorie e nella rianimazione. I lavori di riparazione sono stati ultimati, assicurano in direzione. Almeno questo problema è stato risolto. Ma, come detto, ieri l’emergenza è stata senza precedenti. Anche perché sono giunti da altri ospedali pazienti che andavano trattati dal punto di vista neurochirurgico. Un mese fa, come si ricorderà, al San Giovanni Bosco un paziente di trentaquattro anni, Ernesto Biancolino, autista precario, padre di un bimbo di sette anni, morì nella rianimazione del San Giovanni Bosco dopo aver trascorso un giorno e una notte in barella, al freddo perché una finestra era rotta e coperta da un cartone. Per quel decesso la magistratura avviò subito un’inchiesta con l’ipotesi di omicidio colposo dopo la denuncia dei familiari di Ernesto Biancolino. (Marisa La Penna – Il Mattino) 

Napoli. Emergenza senza precedenti al San Giovanni Bosco con camere operatorie «invase» da pazienti di rianimazione, interventi di elezione rinviati a data da destinarsi – tra le sacrosante proteste di chi aspettava da mesi di essere messo sul tavolo chirurgico – e pronto soccorso ingolfato da ben diciassette barelle. È, in sintesi massima, la radiografia dell’ospedale della Doganella datata ieri mattina. L’ultima criticità del nosocomio della Doganella – dove fino a qualche settimana fa pioveva letteralmente nei reparti e finanche nella rianimazione, al punto che i pazienti vennero trasferiti con un vero e proprio blitz in altri nosocomi cittadini – vede oggi medici e personale sanitario vivere una nuova, grave difficoltà. Due camere operatorie da ieri mattina ospitano tre pazienti in bilico tra la vita e la morte che non hanno trovato posto nella rianimazione (che ha tutti i dieci posti letto occupati). Per questo motivo una dozzina di interventi programmati non sono stati eseguiti. E questo ha fatto andare su tutte le furie chi è stato a lungo in lista di attesa per essere sottoposto all’intervento del chirurgo. I tre pazienti che impegnano due camere operatorie, tutti in gravissime condizioni, sono politraumatizzati intrasportabili. L’unica camera operatoria funzionante è quella per le emergenze. E lavora, come è facilmente immaginabile, a pieno regime. Nel frattempo il pronto soccorso scoppia letteralmente di pazienti. E non si tratta di persone affette dalle complicanze dell’influenza di stagione che è stata la causa dell’ingolfamento dei pronto soccorso cittadini nelle scorse settimane. Chi ha bussato alla porta del reparto di emergenza del San Giovanni Bosco nelle ultime ore è essenzialmente paziente in codice giallo o rosso. Vale a dire con problemi gravi o gravissimi. Per esempio infartuati, anziani con embolia o con crisi respiratorie. O con traumi cerebrali. Insomma emergenze importanti. Diciassette, come detto, le barelle che rendevano difficoltoso, se non impossibile, il lavoro di medici e infermieri costretti a vere e proprie gimkane tra le lettighe. Per fortuna le infiltrazioni sono state riparate. E non piove più nei reparti, negli ambulatori, nelle camere operatorie e nella rianimazione. I lavori di riparazione sono stati ultimati, assicurano in direzione. Almeno questo problema è stato risolto. Ma, come detto, ieri l’emergenza è stata senza precedenti. Anche perché sono giunti da altri ospedali pazienti che andavano trattati dal punto di vista neurochirurgico. Un mese fa, come si ricorderà, al San Giovanni Bosco un paziente di trentaquattro anni, Ernesto Biancolino, autista precario, padre di un bimbo di sette anni, morì nella rianimazione del San Giovanni Bosco dopo aver trascorso un giorno e una notte in barella, al freddo perché una finestra era rotta e coperta da un cartone. Per quel decesso la magistratura avviò subito un’inchiesta con l’ipotesi di omicidio colposo dopo la denuncia dei familiari di Ernesto Biancolino. (Marisa La Penna – Il Mattino)