Bacoli. Scatta l’allarme epatite A, caccia alle cozze col virus consegnate ai mercati di Campania e Lazio

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Bacoli. Allerta epatite A. Dopo la disposizione dell’Asl Na2 Nord che ha bloccato la raccolta di mitili nello specchio d’acqua tra punta Cento Camerelle e Punta Poggio, interviene il Ministero della Salute e raccomanda di non consumare mitili in retine provenienti dallo stabilimento Irsvem di Bacoli. Ma precisa quali. E ne definisce il codice riconducibile ad una partita contaminata da virus Epatite A e Norovirus. Per gli altri prodotti ittici non ci sarebbero rischi. Il divieto di raccolta inizialmente è stato disposto dalla locale azienda sanitaria essendo emersi – in un campione prelevato in quel tratto e in stabulazione nel centro Depurazione e spedizione molluschi Irsvem – il virus Epatite A e Norovirus, quest’ultimo della famiglia dei Calicivirida e responsabili di gastroenteriti acute di origine non batterica. Il Ministero della Salute, alla luce questa emergenza, ha comunicato che «le Autorità sanitarie della Campania hanno attivato il sistema di allerta al fine di adottare le misure di ritiro dei lotti contaminati a tutela della salute pubblica». Si tratterebbe di venti quintali smistati tra Napoli e l’hinterland, e in località del basso Lazio. Quindi precisa che «considerata la gravità del rischio per la salute umana correlata alla presenza dei due patogeni, si raccomanda di non consumare il prodotto mitile in retine e proveniente dallo stabilimento Irsvem dal numero di riconoscimento Ceit2Cdm situato a Bacoli». Sono in corso ulteriori indagini da parte della locale azienda sanitaria per risalire alle cause che hanno determinato la contaminazione dei molluschi, coltivati in un impianto autorizzato nel tratto marino flegreo. Peraltro, prosegue la nota, «essendo stata riscontrata la positività anche su campioni prelevati nell’allevamento di molluschicoltura di origine (Mitilimontese soc. coop. mitilicoltura) il Ministero della Salute ha richiesto alla Regione Campania la lista di distribuzione dei prodotti provenienti dall’allevamento, per completare le informazioni sulla tracciabilità dei lotti coinvolti e di adottare i conseguenti provvedimenti, e di verificare se essi siano stati commercializzati anche da altri centri di spedizione molluschi». Ma facciamo un passo indietro. Il 27 febbraio il Dipartimento di Prevenzione Area Sanità animale dell’Asl Na2 Nord firma la disposizione che vieta la raccolta di mitili nel tratto marino da cui provengono quelli contaminati. Il monitoraggio dell’Istituto Zooprofilattico di Portici è stato effettuato lo scorso 24 febbraio, undici giorni fa. Durante queste indagini in un campione di molluschi bivalvi di circa 2,5 chilogrammi – in depurazione nel centro Irsvem di Baia – si rilevano i due agenti virali. Ci si chiede come mai sia stata effettuata questo tipo di ricerca nei prodotti ittici se la legislazione nazionale e comunitaria prevede solo quella batteriologica. Un malore riferito dopo aver consumato mitili acquistati in una pescheria dell’hinterland partenopeo ha fatto scattare i controlli prima nell’esercizio commerciale – il cui titolare aveva comprato i mitili all’Irsvem – e poi nel Centro di Depurazione e spedizione flegreo. I molluschi bivalvi erano stati prelevati in uno degli impianti di allevamento installati lungo la costa flegrea. Da qui il divieto di raccolta. Dopo l’ordinanza dell’Asl Na2 Nord è partito il monitoraggio anche all’interno dello stabilimento e nel campo mitili direttamente sui filari di allevamento, controanalisi fondamentali per individuare l’origine del virus. La locale azienda sanitaria poi ha sequestrato lo stock di mitili prelevato, mentre per quanto possibile finora si è tentato di bloccare la partita contaminata dagli agenti virali. In base a quanto finora rilevato, l’infezione da virus di epatite A e da Norovirus interesserebbe solo i molluschi bivalvi provenienti dall’area di produzione delimitata nel campo di allevamento di Punta Cento Camerelle e Punta Poggio. (Patrizia Capuano – Il Mattino) 

Bacoli. Allerta epatite A. Dopo la disposizione dell’Asl Na2 Nord che ha bloccato la raccolta di mitili nello specchio d’acqua tra punta Cento Camerelle e Punta Poggio, interviene il Ministero della Salute e raccomanda di non consumare mitili in retine provenienti dallo stabilimento Irsvem di Bacoli. Ma precisa quali. E ne definisce il codice riconducibile ad una partita contaminata da virus Epatite A e Norovirus. Per gli altri prodotti ittici non ci sarebbero rischi. Il divieto di raccolta inizialmente è stato disposto dalla locale azienda sanitaria essendo emersi – in un campione prelevato in quel tratto e in stabulazione nel centro Depurazione e spedizione molluschi Irsvem – il virus Epatite A e Norovirus, quest’ultimo della famiglia dei Calicivirida e responsabili di gastroenteriti acute di origine non batterica. Il Ministero della Salute, alla luce questa emergenza, ha comunicato che «le Autorità sanitarie della Campania hanno attivato il sistema di allerta al fine di adottare le misure di ritiro dei lotti contaminati a tutela della salute pubblica». Si tratterebbe di venti quintali smistati tra Napoli e l’hinterland, e in località del basso Lazio. Quindi precisa che «considerata la gravità del rischio per la salute umana correlata alla presenza dei due patogeni, si raccomanda di non consumare il prodotto mitile in retine e proveniente dallo stabilimento Irsvem dal numero di riconoscimento Ceit2Cdm situato a Bacoli». Sono in corso ulteriori indagini da parte della locale azienda sanitaria per risalire alle cause che hanno determinato la contaminazione dei molluschi, coltivati in un impianto autorizzato nel tratto marino flegreo. Peraltro, prosegue la nota, «essendo stata riscontrata la positività anche su campioni prelevati nell’allevamento di molluschicoltura di origine (Mitilimontese soc. coop. mitilicoltura) il Ministero della Salute ha richiesto alla Regione Campania la lista di distribuzione dei prodotti provenienti dall’allevamento, per completare le informazioni sulla tracciabilità dei lotti coinvolti e di adottare i conseguenti provvedimenti, e di verificare se essi siano stati commercializzati anche da altri centri di spedizione molluschi». Ma facciamo un passo indietro. Il 27 febbraio il Dipartimento di Prevenzione Area Sanità animale dell'Asl Na2 Nord firma la disposizione che vieta la raccolta di mitili nel tratto marino da cui provengono quelli contaminati. Il monitoraggio dell’Istituto Zooprofilattico di Portici è stato effettuato lo scorso 24 febbraio, undici giorni fa. Durante queste indagini in un campione di molluschi bivalvi di circa 2,5 chilogrammi – in depurazione nel centro Irsvem di Baia – si rilevano i due agenti virali. Ci si chiede come mai sia stata effettuata questo tipo di ricerca nei prodotti ittici se la legislazione nazionale e comunitaria prevede solo quella batteriologica. Un malore riferito dopo aver consumato mitili acquistati in una pescheria dell’hinterland partenopeo ha fatto scattare i controlli prima nell’esercizio commerciale – il cui titolare aveva comprato i mitili all’Irsvem – e poi nel Centro di Depurazione e spedizione flegreo. I molluschi bivalvi erano stati prelevati in uno degli impianti di allevamento installati lungo la costa flegrea. Da qui il divieto di raccolta. Dopo l’ordinanza dell’Asl Na2 Nord è partito il monitoraggio anche all’interno dello stabilimento e nel campo mitili direttamente sui filari di allevamento, controanalisi fondamentali per individuare l’origine del virus. La locale azienda sanitaria poi ha sequestrato lo stock di mitili prelevato, mentre per quanto possibile finora si è tentato di bloccare la partita contaminata dagli agenti virali. In base a quanto finora rilevato, l’infezione da virus di epatite A e da Norovirus interesserebbe solo i molluschi bivalvi provenienti dall'area di produzione delimitata nel campo di allevamento di Punta Cento Camerelle e Punta Poggio. (Patrizia Capuano – Il Mattino)