Giugliano. Raggiri su falsi incidenti domestici. Arrestati tre dipendenti delle Poste e un tecnico radiologo

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Giugliano. Il sistema si era consolidato nel tempo e ne erano vittime sia le compagnie di assicurazione che coprivano gli edifici dentro i quali venivano collocati gli incidenti mai accaduti, sia coloro che si fingevano feriti per quegli episodi. Ieri la Procura di Napoli, sezione reati contro la pubblica amministrazione, ha alzato il velo sul nuovo confine della truffa, quella degli incidenti paradomestici, e ha chiesto e ottenuto l’arresto di quattro persone che – stando a quanto ricostruito – erano la mente e il braccio dell’organizzazione. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha colpito Marisa Cennamo, Ettore Pappagallo e Luisa Esposito, tutti e tre impiegati in un ufficio delle Poste a Giugliano, e Pasquale Morvillo, un radiologo dell’ospedale Maresca di Torre del Greco. Ciascuno aveva un ruolo preciso nell’organizzazione perché direttamente dipendente dal mestiere svolto. Il radiologo, secondo l’accusa, confezionava referti falsi, certificando fratture ossee, lesioni di ogni tipo ed a volte anche permanenti, attraverso radiografie di persone diverse da quelle che presentavano istanza di risarcimento danni alla compagnia assicurativa. Ignari medici, alla luce di quei referti, controfirmavano a loro volta le perizie. Quelle carte, stando ai dati raccolti dalla procura, hanno consentito al gruppo sgominato ieri di truffare in trentaquattro occasioni le assicurazioni Generali e Ina Assitalia. I risarcimenti ottenuti attraverso i raggiri riguardano tutti casi di cadute apparentemente accidentali che sono stati collocati all’interno di palazzi assicurati dalla Generali. Cadute che in realtà non si erano mai verificate, ma per le quali l’assicurazione ha sborsato una somma complessiva di 400mila euro. Il raggiro, stando a quanto reso noto dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, in diverse occasioni ha colpito anche le stesse – false – vittime: gli organizzatori riscuotevano direttamente le somme delle truffe e in più casi si sono rifiutati di consegnare le cifre pattuite agli «attori» che avevano simulato le cadute. Le persone finite agli arresti domiciliari sono al momento quattro: oltre al radiologo dell’ospedale Maresca, l’ordinanza di custodia cautelare ha colpito tre impiegati delle Poste che agevolavano la riscossione degli assegni per i falsi sinistri grazie alla loro posizione lavorativa. Le accuse a carico dei 4 indagati vanno dall’associazione per delinquere alla falsità in atto pubblico, fino alla truffa alla compagnia assicurativa. L’indagine però non è finita. L’organizzazione era composta da un numero ben più elevato di persone, ciascuna con un ruolo e una responsabilità precisa. Al di là dei ruoli già individuati, svolti dal radiologo e dagli sportellisti, ci sono decine di falsi infortunati, persone che si sono prestate al gioco in cambio di una ricompensa che in più di un’occasione si sono anche visti negare, e un esercito di testimoni che hanno contribuito al raggiro. Non è da escludere, infine, il concorso di altri professionisti, avvocati, medici, periti di assicurazione, che hanno accettato di prendere parte alla “commedia” per mettere a punto le trentaquattro truffe accertate. (Mary Liguori – Il Mattino) 

Giugliano. Il sistema si era consolidato nel tempo e ne erano vittime sia le compagnie di assicurazione che coprivano gli edifici dentro i quali venivano collocati gli incidenti mai accaduti, sia coloro che si fingevano feriti per quegli episodi. Ieri la Procura di Napoli, sezione reati contro la pubblica amministrazione, ha alzato il velo sul nuovo confine della truffa, quella degli incidenti paradomestici, e ha chiesto e ottenuto l’arresto di quattro persone che – stando a quanto ricostruito – erano la mente e il braccio dell’organizzazione. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha colpito Marisa Cennamo, Ettore Pappagallo e Luisa Esposito, tutti e tre impiegati in un ufficio delle Poste a Giugliano, e Pasquale Morvillo, un radiologo dell’ospedale Maresca di Torre del Greco. Ciascuno aveva un ruolo preciso nell’organizzazione perché direttamente dipendente dal mestiere svolto. Il radiologo, secondo l’accusa, confezionava referti falsi, certificando fratture ossee, lesioni di ogni tipo ed a volte anche permanenti, attraverso radiografie di persone diverse da quelle che presentavano istanza di risarcimento danni alla compagnia assicurativa. Ignari medici, alla luce di quei referti, controfirmavano a loro volta le perizie. Quelle carte, stando ai dati raccolti dalla procura, hanno consentito al gruppo sgominato ieri di truffare in trentaquattro occasioni le assicurazioni Generali e Ina Assitalia. I risarcimenti ottenuti attraverso i raggiri riguardano tutti casi di cadute apparentemente accidentali che sono stati collocati all’interno di palazzi assicurati dalla Generali. Cadute che in realtà non si erano mai verificate, ma per le quali l’assicurazione ha sborsato una somma complessiva di 400mila euro. Il raggiro, stando a quanto reso noto dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, in diverse occasioni ha colpito anche le stesse – false – vittime: gli organizzatori riscuotevano direttamente le somme delle truffe e in più casi si sono rifiutati di consegnare le cifre pattuite agli «attori» che avevano simulato le cadute. Le persone finite agli arresti domiciliari sono al momento quattro: oltre al radiologo dell’ospedale Maresca, l’ordinanza di custodia cautelare ha colpito tre impiegati delle Poste che agevolavano la riscossione degli assegni per i falsi sinistri grazie alla loro posizione lavorativa. Le accuse a carico dei 4 indagati vanno dall’associazione per delinquere alla falsità in atto pubblico, fino alla truffa alla compagnia assicurativa. L’indagine però non è finita. L’organizzazione era composta da un numero ben più elevato di persone, ciascuna con un ruolo e una responsabilità precisa. Al di là dei ruoli già individuati, svolti dal radiologo e dagli sportellisti, ci sono decine di falsi infortunati, persone che si sono prestate al gioco in cambio di una ricompensa che in più di un’occasione si sono anche visti negare, e un esercito di testimoni che hanno contribuito al raggiro. Non è da escludere, infine, il concorso di altri professionisti, avvocati, medici, periti di assicurazione, che hanno accettato di prendere parte alla “commedia” per mettere a punto le trentaquattro truffe accertate. (Mary Liguori – Il Mattino)