Gabbiadini protagonista: «Questo Napoli non ha limiti. La mia rete importante soltanto perché vale l’1-1»

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Su la testa. La medicina effervescente del Napoli si chiama Manolo Gabbiadini, una pasticca e la febbre si è abbassata di colpo. Non brutta come a Torino ma neppure bella come altre volte, la squadra azzurra ha rischiato di impantanarsi contro la Lazio ma il bomber di Bolgare ha risolto quella che poteva essere una serata di problemi con un suo gol. Il quinto da quando indossa la maglia del Napoli. Sotto gli occhi del ct Antonio Conte che pare intenzionato a convocarlo per la prossima partita dell’Italia contro la Bulgaria per la qualificazione a Euro 2016. D’altronde, gli attaccanti servono a questo. «È un pareggio d’oro», ammette il ragazzo che somiglia quasi a un cartone animato. Questa volta non ci sono il papà e la mamma a vederlo in azione, come invece era successo domenica sera. Per intenderci: non è stato il miglior Gabbiadini da quando è arrivato alla corte di Benitez. Eppure ha giocato proprio dove piace a lui, come seconda punta, in quello che è il posto di Hamsik a cui è toccato ieri sera il compito di fargli spazio. Il gol è stato facile perché l’assist di Higuain è una gemma rara. Un pallone di platino in cui pareva esserci scritto «basta spingere». E Manolo ha fatto proprio così. «Abbiamo sofferto molto nel primo tempo, la Lazio ci ha messo molto in difficoltà ma noi siamo usciti dallo spogliatoio con altro spirito». Il talento di mister 12,5 milioni di euro è ormai una certezza: anche per il nostro calcio. «Non conta il fatto che ho segnato, conta il risultato che è positivo e tiene aperta la porta della qualificazione». Gabbiadini ha istinto, ha cuore, ha classe, e voglia di impegnarsi. È questo che lo rende diverse, così importante e prezioso. «Le percentuali? Non credo che siamo favoriti, manca un mese alla gara di ritorno e la Lazio è una gran bella squadra. Ma prima di allora abbiamo ancora tante gare. A cominciare da quella di domenica con l’Inter. Si gioca ormai ogni tre giorni e dovremo essere bravi soprattutto a recuperare le energie. Noi non molliamo il secondo posto, ci crediamo ancora». C’è stato ritmo e pathos, un Napoli che ha aggredito la partita senza farsi imporre troppo a lungo il ritmo della Lazio. «Noi sappiamo quali sono le cose giuste da fare – spiega ancora l’ex sampdoriano – con la Lazio è stata senza dubbio una prova ad altissimo livello. Noi non ci fissiamo limiti: siamo in corsa su tre obiettivi e solo alla fine vedremo a che punto siamo arrivati». Ha fatto gol. E questo fa sì che meriti al copertina del match. Ma prima la serata del Gabbia non era stata splendente: il gol di Klose è arrivato proprio in seguito a un suo mezzo errore a metà campo che ha dato il via libera alla ripartenza di Felipe Anderson. Per fortuna, ci ha pensato Higuain a mettere la firma alla rimonta. «Mi trovo bene con i miei nuovi compagni, non ho avuto difficoltà a dinserirmi. È un gruppo eccezionale, con una grande mentalità». C’era Conte a vederlo in azione. Proprio il tecnico che, si dice, con il suono ha impedito a Gabbiadini di tornare alla Juventus la scorsa estate. Cinque gol in 12 partite. Il suo graffio c’è in ogni competizione del Napoli: dalle tre reti in campionato al gol all’esordio europeo di Trebisonda. Insomma: Manolo è già una certezza. Infine una curiosità: quello di Klose è il centesimo gol subito dal Napoli di Benitez in 92 partite tra serie A e coppe 52 vittorie, 22 pareggi e 18 sconfitte. Sono stati 172 quelli segnati. (Pino Taormina – Il Mattino) 

Su la testa. La medicina effervescente del Napoli si chiama Manolo Gabbiadini, una pasticca e la febbre si è abbassata di colpo. Non brutta come a Torino ma neppure bella come altre volte, la squadra azzurra ha rischiato di impantanarsi contro la Lazio ma il bomber di Bolgare ha risolto quella che poteva essere una serata di problemi con un suo gol. Il quinto da quando indossa la maglia del Napoli. Sotto gli occhi del ct Antonio Conte che pare intenzionato a convocarlo per la prossima partita dell'Italia contro la Bulgaria per la qualificazione a Euro 2016. D'altronde, gli attaccanti servono a questo. «È un pareggio d'oro», ammette il ragazzo che somiglia quasi a un cartone animato. Questa volta non ci sono il papà e la mamma a vederlo in azione, come invece era successo domenica sera. Per intenderci: non è stato il miglior Gabbiadini da quando è arrivato alla corte di Benitez. Eppure ha giocato proprio dove piace a lui, come seconda punta, in quello che è il posto di Hamsik a cui è toccato ieri sera il compito di fargli spazio. Il gol è stato facile perché l'assist di Higuain è una gemma rara. Un pallone di platino in cui pareva esserci scritto «basta spingere». E Manolo ha fatto proprio così. «Abbiamo sofferto molto nel primo tempo, la Lazio ci ha messo molto in difficoltà ma noi siamo usciti dallo spogliatoio con altro spirito». Il talento di mister 12,5 milioni di euro è ormai una certezza: anche per il nostro calcio. «Non conta il fatto che ho segnato, conta il risultato che è positivo e tiene aperta la porta della qualificazione». Gabbiadini ha istinto, ha cuore, ha classe, e voglia di impegnarsi. È questo che lo rende diverse, così importante e prezioso. «Le percentuali? Non credo che siamo favoriti, manca un mese alla gara di ritorno e la Lazio è una gran bella squadra. Ma prima di allora abbiamo ancora tante gare. A cominciare da quella di domenica con l'Inter. Si gioca ormai ogni tre giorni e dovremo essere bravi soprattutto a recuperare le energie. Noi non molliamo il secondo posto, ci crediamo ancora». C'è stato ritmo e pathos, un Napoli che ha aggredito la partita senza farsi imporre troppo a lungo il ritmo della Lazio. «Noi sappiamo quali sono le cose giuste da fare – spiega ancora l'ex sampdoriano – con la Lazio è stata senza dubbio una prova ad altissimo livello. Noi non ci fissiamo limiti: siamo in corsa su tre obiettivi e solo alla fine vedremo a che punto siamo arrivati». Ha fatto gol. E questo fa sì che meriti al copertina del match. Ma prima la serata del Gabbia non era stata splendente: il gol di Klose è arrivato proprio in seguito a un suo mezzo errore a metà campo che ha dato il via libera alla ripartenza di Felipe Anderson. Per fortuna, ci ha pensato Higuain a mettere la firma alla rimonta. «Mi trovo bene con i miei nuovi compagni, non ho avuto difficoltà a dinserirmi. È un gruppo eccezionale, con una grande mentalità». C'era Conte a vederlo in azione. Proprio il tecnico che, si dice, con il suono ha impedito a Gabbiadini di tornare alla Juventus la scorsa estate. Cinque gol in 12 partite. Il suo graffio c'è in ogni competizione del Napoli: dalle tre reti in campionato al gol all'esordio europeo di Trebisonda. Insomma: Manolo è già una certezza. Infine una curiosità: quello di Klose è il centesimo gol subito dal Napoli di Benitez in 92 partite tra serie A e coppe 52 vittorie, 22 pareggi e 18 sconfitte. Sono stati 172 quelli segnati. (Pino Taormina – Il Mattino) 

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