Ravello a processo tre assessori per il sito di trasferenza

0

Ravello, Costiera amalfitana  . Sono stati notificati questa mattina a Palazzo Tolla gli avvisi di conclusione delle indagini ai tre assessori del Comune di Ravello Teresa Pinto, Nicola Fiore e Pasquale Antonio Palumbo, al capo della divisione urbanistica dell’Ufficio Tecnico Comunale, Rosa Zeccato, e al titolare della ditta esecutrice dei lavori del sito di trasferenza dei rifiuti, ritenuto abusivo, sulla strada provinciale Ravello-Chiunzi. Le ipotesi di reato vanno dall’abuso d’ufficio alla violazione delle norme in materia edilizia ed ambientale. Ancora da definire la data del processo. Esente il sindaco di Ravello, paolo Vuilleumier, che non risultava tra i firmatari dell’atto che deliberava gli impegni per la realizzazione dell’opera perché assente. Il sequestro dell’area, da parte degli uomini della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, su delega del Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, dottor Erminio Rinaldi, avvenne il 26 luglio 2013. Secondo i piani dell’Amministrazione l’area doveva essere “destinata alle operazioni di raccolta e trasferimento dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, al fine di migliorare i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sul territorio in particolare ed incrementare le percentuali di raccolta differenziata”. Una sorta di “sala d’attesa” dei rifiuti raccolti per poi essere trasferiti e smaltiti. La piazzola, che doveva essere utilizzata prevalentemente per la sosta degli automezzi dalla società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, è stata dotata di una schermatura mobile al fine di coprire sia i mezzi in sosta che eventuali depositi temporanei di rifiuti e una recinzione perimetrale a mezzo di pannelli modulari mobili in acciaio zincato. Costo dell’ operazione, che prevedeva persino l’installazione di un impianto di video sorveglianza dell’area: 12mila euro. Il sequestro e la relativa denuncia a carico dei componenti della Giunta municipale si rese necessaria a causa delle irregolarità riscontrate nelle necessarie autorizzazioni cui dovevano essere subordinati i lavori di realizzazione dell’opera: le indagini, infatti, svolte con l’ausilio del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Ravello, consentirono di accertare che tutti i lavori erano stati avviati, e quasi ultimati, in assenza dell’autorizzazione paesaggistica prevista. Dopo pochi mesi le opere, non del tutto ultimate, vennero rimosse. A denunciare l’illegittimità dell’opera furono per primi i consiglieri di “Ravello nel Cuore” Salvatore Ulisse di Palma e Luigi Mansi attraverso un’interrogazione consiliare a cui ha fatto seguito un esposto alla Procura della Repubblica di Salerno, supportata dalla lettera del presidente onorario dell’Associazione Culturale “Ravello Nostra”, Lorenzo Imperato, e del consigliere di opposizione Salvatore Di Martino. Una brutta tegola, questa, per l’amministrazione del Sindaco Paolo Vuilleumier, impegnata con tutte le proprie energie nella battaglia di legalità e trasparenza della Fondazione Ravello. Fonte Il Vescovado 

Ravello, Costiera amalfitana  . Sono stati notificati questa mattina a Palazzo Tolla gli avvisi di conclusione delle indagini ai tre assessori del Comune di Ravello Teresa Pinto, Nicola Fiore e Pasquale Antonio Palumbo, al capo della divisione urbanistica dell'Ufficio Tecnico Comunale, Rosa Zeccato, e al titolare della ditta esecutrice dei lavori del sito di trasferenza dei rifiuti, ritenuto abusivo, sulla strada provinciale Ravello-Chiunzi. Le ipotesi di reato vanno dall'abuso d'ufficio alla violazione delle norme in materia edilizia ed ambientale. Ancora da definire la data del processo. Esente il sindaco di Ravello, paolo Vuilleumier, che non risultava tra i firmatari dell'atto che deliberava gli impegni per la realizzazione dell'opera perché assente. Il sequestro dell'area, da parte degli uomini della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, su delega del Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, dottor Erminio Rinaldi, avvenne il 26 luglio 2013. Secondo i piani dell'Amministrazione l'area doveva essere "destinata alle operazioni di raccolta e trasferimento dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, al fine di migliorare i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani sul territorio in particolare ed incrementare le percentuali di raccolta differenziata". Una sorta di "sala d'attesa" dei rifiuti raccolti per poi essere trasferiti e smaltiti. La piazzola, che doveva essere utilizzata prevalentemente per la sosta degli automezzi dalla società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, è stata dotata di una schermatura mobile al fine di coprire sia i mezzi in sosta che eventuali depositi temporanei di rifiuti e una recinzione perimetrale a mezzo di pannelli modulari mobili in acciaio zincato. Costo dell' operazione, che prevedeva persino l'installazione di un impianto di video sorveglianza dell'area: 12mila euro. Il sequestro e la relativa denuncia a carico dei componenti della Giunta municipale si rese necessaria a causa delle irregolarità riscontrate nelle necessarie autorizzazioni cui dovevano essere subordinati i lavori di realizzazione dell'opera: le indagini, infatti, svolte con l'ausilio del responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Ravello, consentirono di accertare che tutti i lavori erano stati avviati, e quasi ultimati, in assenza dell'autorizzazione paesaggistica prevista. Dopo pochi mesi le opere, non del tutto ultimate, vennero rimosse. A denunciare l'illegittimità dell'opera furono per primi i consiglieri di "Ravello nel Cuore" Salvatore Ulisse di Palma e Luigi Mansi attraverso un'interrogazione consiliare a cui ha fatto seguito un esposto alla Procura della Repubblica di Salerno, supportata dalla lettera del presidente onorario dell'Associazione Culturale "Ravello Nostra", Lorenzo Imperato, e del consigliere di opposizione Salvatore Di Martino. Una brutta tegola, questa, per l'amministrazione del Sindaco Paolo Vuilleumier, impegnata con tutte le proprie energie nella battaglia di legalità e trasparenza della Fondazione Ravello. Fonte Il Vescovado