Pozzuoli. Via le cianciole dei pescatori, largo agli yacht. Il porto accanto al Rione Terra cambierà volto dopo 300 anni

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Pozzuoli. Yacht e cabinati al posto delle cianciole dei pescatori. Dopo oltre trecento anni la flottiglia flegrea dovrà sloggiare dalla darsena del Rione Terra per spostarsi sul Molo Caligoliano, facendo spazio a 48 «grandi pescherecci delle cooperative di Torre del Greco» che impediranno – di fatto – alle navi da crociera di attraccare. Lo prevede il nuovo piano regolatore portuale al quale sta lavorando da mesi l’assessorato regionale ai Trasporti, con l’obiettivo di dare «massimo beneficio alle attività di tutti gli operatori e maggior ricavo economico ai cittadini». Un piano che – secondo molti – cancellerebbe, però, storia e identità di una comunità che sul mare e sui suoi prodotti s’è formata e sviluppata. Il ridisegno del porto, alle battute finali, cambierà la geografia e l’economia sociale di Pozzuoli. Quelle barche di poveri pescatori immortalati con le reti a strascico nelle gouaches sette- ottocentesche, sulla darsena che è stata termometro naturale del lento salire e scendere della terra ballerina per il bradisismo, devono cedere il passo ai natanti da diporto. Loro, i pescatori che ogni notte solcano il golfo tra Miseno e Ischia in cerca di pesce azzurro da rivendere poi sulle banchine e nel mercato ittico al dettaglio, dovranno traslocare sul braccio di mare incastrato tra il molo di Caligola e gli imbarchi ai traghetti. E, per giunta, dovranno convivere con le imbarcazioni della flottiglia torrese. Doppio schiaffo per la tradizione e l’economia locale, che si nutre di pesce con l’indotto dei ristoranti e dei locali per un volume d’affari annuale di parecchi milioni di euro e centinaia di posti di lavoro. Ma il presidente del consorzio Co.Ge.Pe.Ca., che raggruppa una sessantina di pescherecci tra Napoli e provincia, la pensa in modo diverso. «Avremmo preferito anche noi restare nella darsena dei pescatori del Rione Terra – dice Fulvio Giugliano, commercialista – Ma questa è la decisione presa dalla Regione». Quell’ansa del porto, da queste parti, è per tutti «u ’valjone»: il galeone. Secondo la tradizione in quei fondali sotto l’acropoli fu rinvenuto lo scheletro di un galeone dell’«Impero sul quale non tramonta mai il sole». Cala il buio, invece, sul progetto appena abbozzato di inserire Pozzuoli sulla rotta crocieristica del Tirreno. Finora ha attraccato una sola nave con quasi 200 turisti del Nord Europa. «Il porto, di fronte alle tre perle del Golfo, era stato progettato e pensato per essere un volano di sviluppo eccezionale anche per il retroterra – dice l’architetto Guido Riano, docente della Federico II e già coordinatore della Commissione lavoro interdisciplinare per il Masterplan della costa flegrea – Il nuovo piano regolatore portuale sarà in aperto contrasto non solo con la riqualificazione turistica, ma anche con le decisioni già prese anni fa dalla giunta regionale, che ha definito questo porto strategico ma non ha finanziato più nulla. Un controsenso incredibile». Concetto ribadito dalla «Giustino Costruzioni», general-contractor del Piano intermodale insieme alla Copin spa per il post-bradisismo, che ha lavorato all’ampliamento del molo. «Si sta stravolgendo a casaccio il piano approvato anni fa – dice l’ingegnere Rocco Galgano della «Giustino» – Era previsto che nella Darsena rimanessero i pescatori; yacht e navi da crociera sul Caligoliano e il porto commerciale spostato sul waterfront verso i cantieri Maglietta, dove sbuca anche il tunnel Tangenziale-Porto in via di realizzazione». Il nuovo piano, invece, prevede: mini-yacht sotto il Rione Terra, pescherecci torresi sul Molo Caligoliano e le boe di cemento sopra la ripa puteolana e le rovine del Portus Iulius di età imperiale per ormeggiare i piccoli natanti, malgrado il veto della soprintendenza. Una storia millenaria, che rischia di naufragare in un mare di critiche. (Nello Mazzone – Il Mattino)

Pozzuoli. Yacht e cabinati al posto delle cianciole dei pescatori. Dopo oltre trecento anni la flottiglia flegrea dovrà sloggiare dalla darsena del Rione Terra per spostarsi sul Molo Caligoliano, facendo spazio a 48 «grandi pescherecci delle cooperative di Torre del Greco» che impediranno – di fatto – alle navi da crociera di attraccare. Lo prevede il nuovo piano regolatore portuale al quale sta lavorando da mesi l’assessorato regionale ai Trasporti, con l’obiettivo di dare «massimo beneficio alle attività di tutti gli operatori e maggior ricavo economico ai cittadini». Un piano che – secondo molti – cancellerebbe, però, storia e identità di una comunità che sul mare e sui suoi prodotti s’è formata e sviluppata. Il ridisegno del porto, alle battute finali, cambierà la geografia e l’economia sociale di Pozzuoli. Quelle barche di poveri pescatori immortalati con le reti a strascico nelle gouaches sette- ottocentesche, sulla darsena che è stata termometro naturale del lento salire e scendere della terra ballerina per il bradisismo, devono cedere il passo ai natanti da diporto. Loro, i pescatori che ogni notte solcano il golfo tra Miseno e Ischia in cerca di pesce azzurro da rivendere poi sulle banchine e nel mercato ittico al dettaglio, dovranno traslocare sul braccio di mare incastrato tra il molo di Caligola e gli imbarchi ai traghetti. E, per giunta, dovranno convivere con le imbarcazioni della flottiglia torrese. Doppio schiaffo per la tradizione e l’economia locale, che si nutre di pesce con l’indotto dei ristoranti e dei locali per un volume d’affari annuale di parecchi milioni di euro e centinaia di posti di lavoro. Ma il presidente del consorzio Co.Ge.Pe.Ca., che raggruppa una sessantina di pescherecci tra Napoli e provincia, la pensa in modo diverso. «Avremmo preferito anche noi restare nella darsena dei pescatori del Rione Terra – dice Fulvio Giugliano, commercialista – Ma questa è la decisione presa dalla Regione». Quell’ansa del porto, da queste parti, è per tutti «u ’valjone»: il galeone. Secondo la tradizione in quei fondali sotto l’acropoli fu rinvenuto lo scheletro di un galeone dell’«Impero sul quale non tramonta mai il sole». Cala il buio, invece, sul progetto appena abbozzato di inserire Pozzuoli sulla rotta crocieristica del Tirreno. Finora ha attraccato una sola nave con quasi 200 turisti del Nord Europa. «Il porto, di fronte alle tre perle del Golfo, era stato progettato e pensato per essere un volano di sviluppo eccezionale anche per il retroterra – dice l’architetto Guido Riano, docente della Federico II e già coordinatore della Commissione lavoro interdisciplinare per il Masterplan della costa flegrea – Il nuovo piano regolatore portuale sarà in aperto contrasto non solo con la riqualificazione turistica, ma anche con le decisioni già prese anni fa dalla giunta regionale, che ha definito questo porto strategico ma non ha finanziato più nulla. Un controsenso incredibile». Concetto ribadito dalla «Giustino Costruzioni», general-contractor del Piano intermodale insieme alla Copin spa per il post-bradisismo, che ha lavorato all’ampliamento del molo. «Si sta stravolgendo a casaccio il piano approvato anni fa – dice l’ingegnere Rocco Galgano della «Giustino» – Era previsto che nella Darsena rimanessero i pescatori; yacht e navi da crociera sul Caligoliano e il porto commerciale spostato sul waterfront verso i cantieri Maglietta, dove sbuca anche il tunnel Tangenziale-Porto in via di realizzazione». Il nuovo piano, invece, prevede: mini-yacht sotto il Rione Terra, pescherecci torresi sul Molo Caligoliano e le boe di cemento sopra la ripa puteolana e le rovine del Portus Iulius di età imperiale per ormeggiare i piccoli natanti, malgrado il veto della soprintendenza. Una storia millenaria, che rischia di naufragare in un mare di critiche. (Nello Mazzone – Il Mattino)