Gol in fuorigioco, l’Avellino cade nel big match. Sconfitta in casa del Carpi capolista

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Sceglie la gara peggiore per bloccarsi, dopo quattro vittorie ed un pareggio nelle ultime cinque partite. L’Avellino si ferma al Cabassi, contro un Carpi che ritorna alla vittoria dopo quattro pareggi ad occhiali consecutivi. Decidono la rete di Lollo nel finale di primo tempo e la micidiale ripartenza di Lasagna proprio allo scadere, quando ormai anche Gomis si era riversato in avanti. Biancoverdi reattivi, ma che viaggiano a corrente troppo alternata e devono soccombere alla capolista indiscussa del campionato. Che non sia il solito Avellino lo si intuisce già in apertura di gara, dato che i biancoverdi subiscono la maggiore verve del Carpi. La squadra emiliana, sistemata con un inedito 4-2-3-1, mette in difficoltà l’undici di Rastelli che prova a fare il proprio gioco in ripartenza, venendo sempre respinto dall’attenta retroguardia del Carpi. Decisiva soprattutto la posizione di Lollo, che si piazza da trequartista, a togliere ossigeno alla fonte del gioco dell’Avellino, Arini, e a dare quel pizzico di superiorità in attacco per il Carpi. Al di là di qualche mischione, però, la capolista non fa, mentre gli irpini, come di consueto, sono più pragmatici e costruiscono la prima chance del match, con la bella girata di testa di Fabbro sugli sviluppi di un corner (10’). In effetti tanti sono i minuti di sbandamento, proprio dieci, quelli in cui il Carpi è pericoloso in area biancoverde ma mai incisivo. Alla distanza viene fuori l’Avellino, o almeno prova a farlo. Perché i padroni di casa sono ben messi in campo, hanno il possesso del pallone e non accennano a cedere agli avversari il pallino del gioco. Manca la stoccata finale al Carpi, sprecone nell’ultimo passaggio. I campani, invece, non sprecano le palle inattive, confermandosi pericolosi anche al 23’: corta respinta della difesa biancorossa al limite, dopo un angolo dalla sinistra, Regoli stoppa e calcia con l’esterno destro, chiamando Gabriel alla paratona in tuffo. Poco dopo è Castaldo a mancare clamorosamente il gol, impattando tutto solo di testa un cross di Schiavon, ma mandando incredibilmente a lato. L’occasione sprecata certifica il momento positivo dell’Avellino che però cala nuovamente alla mezz’ora, rischiando in altre due occasioni. Prima sulla sforbiciata di Di Gaudio, che termina di un soffio sul fondo, e poi sul doppio palo colpito da Poli di testa (36’), con portiere e difensori immobili. Immobili lo sono anche al 43’, quando il Carpi passa in vantaggio grazie al facile colpo di testa di Lollo, che secondo i giocatori dell’Avellino era in fuorigioco, su suggerimento dalla trequarti di Di Gaudio. Il gol subìto poco prima dell’intervallo ed un atteggiamento non positivo nel primo tempo costringono Rastelli a rivedere l’assetto dei suoi. Entra Zito, che fa l’interno di centrocampo ma con licenza d’attaccare. La ripresa comunque non decolla, nonostante le due conclusioni senza pretese di Castaldo da una parte e Porcari dall’altra (8’). È un Avellino volenteroso, ma graziato al 12’, quando il Carpi centra il secondo palo di serata, con il colpo di testa di Inglese. Buona la risposta dei biancoverdi, con i tiri dei due esterni di centrocampo: in particolare Bittante, che al quarto d’ora trova la super risposta di Gabriel in angolo. Poi si abbassa la pressione degli irpini, con Rastelli che tenta di tenerla alta con l’ingresso in campo di Mokulu e il cambio di modulo col passaggio al 3-4-3. Ma c’è da fare i conti con Gabriel, ancora decisivo al 33’, quando smanaccia la velenosa punizione di Zito. Il forcing dell’Avellino c’è, la squadra campana si danna l’anima e si riversa in avanti facendo saltare tutti gli schemi. Solo il palo – il terzo del match – tiene in vita l’Avellino, con Lasagna che in ripartenza non riesce a chiudere la sfida. Lo fa proprio sul triplice fischio, finalizzando a porta sguarnita (con Gomis in attacco per l’affondo finale) un irresistibile contropiede. (Lorenzo Tosi – Il Mattino)

Sceglie la gara peggiore per bloccarsi, dopo quattro vittorie ed un pareggio nelle ultime cinque partite. L’Avellino si ferma al Cabassi, contro un Carpi che ritorna alla vittoria dopo quattro pareggi ad occhiali consecutivi. Decidono la rete di Lollo nel finale di primo tempo e la micidiale ripartenza di Lasagna proprio allo scadere, quando ormai anche Gomis si era riversato in avanti. Biancoverdi reattivi, ma che viaggiano a corrente troppo alternata e devono soccombere alla capolista indiscussa del campionato. Che non sia il solito Avellino lo si intuisce già in apertura di gara, dato che i biancoverdi subiscono la maggiore verve del Carpi. La squadra emiliana, sistemata con un inedito 4-2-3-1, mette in difficoltà l’undici di Rastelli che prova a fare il proprio gioco in ripartenza, venendo sempre respinto dall’attenta retroguardia del Carpi. Decisiva soprattutto la posizione di Lollo, che si piazza da trequartista, a togliere ossigeno alla fonte del gioco dell’Avellino, Arini, e a dare quel pizzico di superiorità in attacco per il Carpi. Al di là di qualche mischione, però, la capolista non fa, mentre gli irpini, come di consueto, sono più pragmatici e costruiscono la prima chance del match, con la bella girata di testa di Fabbro sugli sviluppi di un corner (10’). In effetti tanti sono i minuti di sbandamento, proprio dieci, quelli in cui il Carpi è pericoloso in area biancoverde ma mai incisivo. Alla distanza viene fuori l’Avellino, o almeno prova a farlo. Perché i padroni di casa sono ben messi in campo, hanno il possesso del pallone e non accennano a cedere agli avversari il pallino del gioco. Manca la stoccata finale al Carpi, sprecone nell’ultimo passaggio. I campani, invece, non sprecano le palle inattive, confermandosi pericolosi anche al 23’: corta respinta della difesa biancorossa al limite, dopo un angolo dalla sinistra, Regoli stoppa e calcia con l’esterno destro, chiamando Gabriel alla paratona in tuffo. Poco dopo è Castaldo a mancare clamorosamente il gol, impattando tutto solo di testa un cross di Schiavon, ma mandando incredibilmente a lato. L’occasione sprecata certifica il momento positivo dell’Avellino che però cala nuovamente alla mezz’ora, rischiando in altre due occasioni. Prima sulla sforbiciata di Di Gaudio, che termina di un soffio sul fondo, e poi sul doppio palo colpito da Poli di testa (36’), con portiere e difensori immobili. Immobili lo sono anche al 43’, quando il Carpi passa in vantaggio grazie al facile colpo di testa di Lollo, che secondo i giocatori dell’Avellino era in fuorigioco, su suggerimento dalla trequarti di Di Gaudio. Il gol subìto poco prima dell’intervallo ed un atteggiamento non positivo nel primo tempo costringono Rastelli a rivedere l’assetto dei suoi. Entra Zito, che fa l’interno di centrocampo ma con licenza d’attaccare. La ripresa comunque non decolla, nonostante le due conclusioni senza pretese di Castaldo da una parte e Porcari dall’altra (8’). È un Avellino volenteroso, ma graziato al 12’, quando il Carpi centra il secondo palo di serata, con il colpo di testa di Inglese. Buona la risposta dei biancoverdi, con i tiri dei due esterni di centrocampo: in particolare Bittante, che al quarto d’ora trova la super risposta di Gabriel in angolo. Poi si abbassa la pressione degli irpini, con Rastelli che tenta di tenerla alta con l’ingresso in campo di Mokulu e il cambio di modulo col passaggio al 3-4-3. Ma c’è da fare i conti con Gabriel, ancora decisivo al 33’, quando smanaccia la velenosa punizione di Zito. Il forcing dell’Avellino c’è, la squadra campana si danna l’anima e si riversa in avanti facendo saltare tutti gli schemi. Solo il palo – il terzo del match – tiene in vita l’Avellino, con Lasagna che in ripartenza non riesce a chiudere la sfida. Lo fa proprio sul triplice fischio, finalizzando a porta sguarnita (con Gomis in attacco per l’affondo finale) un irresistibile contropiede. (Lorenzo Tosi – Il Mattino)