Angri. Scoppia una bomba dinanzi alla ditta “Op Agro Italia”. Torna l’incubo racket

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Angri. Un avvertimento, un inquietante messaggio, una richiesta estorsiva? Nessuna pista al momento viene esclusa dai carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, che stanno indagando sull’esplosione di una bomba carta dinanzi ai cancelli della ditta “OP Agro Italia srl”, di via dei Goti, ad Angri. Paura, ieri mattina intorno alle 8.30, all’interno del deposito dell’azienda di commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, nella cui gestione sarebbe interessato anche Carmine Russo, imprenditore 68enne, già vittima di un agguato nel luglio dello scorso anno. Un boato ha fatto tremare gli operatori, che erano già al lavoro all’interno del capannone, sito a pochi passi dal casello autostradale dell’A3 Napoli-Salerno, lungo una strada molto trafficata che conduce alla vicina Sant’Antonio Abate. Immediatamente è stato lanciato l’allarme. Fortunatamente, al momento dell’esplosione nessuno transitava dinanzi ai cancelli e non si sono registrati feriti. L’esplosione dell’ordigno artigianale, inoltre, non ha causato danni alla struttura. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Angri, guidati dal comandante Alessandro Buscema e i militari della sezione scientifica del Reparto Territoriale, che hanno effettuato tutti i rilievi del caso, repertando i residui dell’ordigno esploso poco prima. La bomba, con molta probabilità, era già stata posizionata davanti al capannone qualche ora prima dell’esplosione e presumibilmente era dotata di un meccanismo a tempo. I militari guidati dal maggiore Enrico Calandro hanno ascoltato le persone che si trovavano all’interno del deposito al momento dell’esplosione e i titolari dell’azienda, che avrebbero dichiarato di non aver ricevuto richieste estorsive. L’area interessata dall’esplosione non sarebbe coperta da telecamere di videosorveglianza, ma i militari starebbero visionando i filmati di altri impianti attivi in quella zona dai quali potrebbero emergere elementi utili alle indagini. Gli inquirenti sono al lavoro anche per verificare eventuali legami con l’agguato ai danni di Carmine Russo. L’imprenditore angrese, il 3 luglio dello scorso anno, rischiò la vita. Quel giovedì mattina, il 68enne si trovava alla guida della sua Mercedes in una zona periferica di Sant’Antonio Abate, tra via Casa D’Auria e via Circonvallazione quando fu raggiunto da tre colpi d’arma da fuoco, esplosi da due uomini che viaggiavano a bordo di uno scooter. Russo riuscì a trascinarsi fino a un bar per chiedere aiuto e fu trasportato in condizioni gravissime all’ospedale di Castellammare, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico. (Tiziana Zurro – Metropolis) 

Angri. Un avvertimento, un inquietante messaggio, una richiesta estorsiva? Nessuna pista al momento viene esclusa dai carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, che stanno indagando sull’esplosione di una bomba carta dinanzi ai cancelli della ditta “OP Agro Italia srl”, di via dei Goti, ad Angri. Paura, ieri mattina intorno alle 8.30, all’interno del deposito dell’azienda di commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, nella cui gestione sarebbe interessato anche Carmine Russo, imprenditore 68enne, già vittima di un agguato nel luglio dello scorso anno. Un boato ha fatto tremare gli operatori, che erano già al lavoro all’interno del capannone, sito a pochi passi dal casello autostradale dell’A3 Napoli-Salerno, lungo una strada molto trafficata che conduce alla vicina Sant’Antonio Abate. Immediatamente è stato lanciato l’allarme. Fortunatamente, al momento dell’esplosione nessuno transitava dinanzi ai cancelli e non si sono registrati feriti. L’esplosione dell’ordigno artigianale, inoltre, non ha causato danni alla struttura. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Angri, guidati dal comandante Alessandro Buscema e i militari della sezione scientifica del Reparto Territoriale, che hanno effettuato tutti i rilievi del caso, repertando i residui dell’ordigno esploso poco prima. La bomba, con molta probabilità, era già stata posizionata davanti al capannone qualche ora prima dell’esplosione e presumibilmente era dotata di un meccanismo a tempo. I militari guidati dal maggiore Enrico Calandro hanno ascoltato le persone che si trovavano all’interno del deposito al momento dell’esplosione e i titolari dell’azienda, che avrebbero dichiarato di non aver ricevuto richieste estorsive. L’area interessata dall’esplosione non sarebbe coperta da telecamere di videosorveglianza, ma i militari starebbero visionando i filmati di altri impianti attivi in quella zona dai quali potrebbero emergere elementi utili alle indagini. Gli inquirenti sono al lavoro anche per verificare eventuali legami con l’agguato ai danni di Carmine Russo. L’imprenditore angrese, il 3 luglio dello scorso anno, rischiò la vita. Quel giovedì mattina, il 68enne si trovava alla guida della sua Mercedes in una zona periferica di Sant’Antonio Abate, tra via Casa D’Auria e via Circonvallazione quando fu raggiunto da tre colpi d’arma da fuoco, esplosi da due uomini che viaggiavano a bordo di uno scooter. Russo riuscì a trascinarsi fino a un bar per chiedere aiuto e fu trasportato in condizioni gravissime all’ospedale di Castellammare, dove fu sottoposto a un intervento chirurgico. (Tiziana Zurro – Metropolis) 

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