Napoli. Alla stazione le ronde dei tassisti contro gli irregolari: «Cacciamo gli abusivi»

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Napoli. Al via le ronde contro i falsi tassisti. Un progetto partito l’estate scorsa, che oggi vede la luce. I tassisti in regola sono allo stremo, perché quelli abusivi sono sempre di più e non si fermano davanti a niente. «Gli irregolari sono più di cento sul territorio partenopeo e sono in costante aumento», spiega Mimmo Matarrese, tassista e sindacalista Usb. Ecco perché, da ieri, sono iniziate le ronde anti-abusivi. Tassisti in pettorine che contrastano i tassisti fasulli che si aggirano intorno alla stazione e «che sono tanti e poco controllabili dalle forze dell’ordine, visto che gli agenti possono fermarli solamente se li colgono in flagrante», continua il sindacalista. Nessuno meglio dei tassisti regolari conosce il popolo degli abusivi. Li bloccheranno, li segnaleranno, impediranno loro di sottrarre lavoro e truffare i turisti in arrivo in città con tariffe improponibili. La task force, per ora in fase di sperimentazione, è presente e attiva solamente nella zona di piazza Garibaldi. Ma nelle prossime settimane e con l’aggiunta di nuove unità i «tassisti-controllori» raggiungeranno il Porto e l’aeroporto di Capodichino, che al momento pullulano rispettivamente di pullmini truffaldini e berline non autorizzate che vanno a prelevare i passeggeri direttamente ai gate d’arrivo. «Stiamo cercando altro personale – spiega Matarrese – per raggiungere tutti i punti cruciali del turismo partenopeo. Siamo poco meno di dieci, ma aumenteremo di sicuro». Un sintomo della situazione attuale è rappresentato dall’ormai celebre pullmino della tratta Poggioreale-Garibaldi: «La polizia municipale l’ha multato più volte, ha sequestrato i documenti del mezzo, eppure continua a operare. Le autorità hanno le mani legate da un punto di vista normativo. Ecco perché l’abusivismo in stazione è poco contrastato, ma speriamo di migliorare la situazione con le nostre ronde», conclude Matarrese. Questa tara del traffico napoletano è complessa da combattere e non è legata esclusivamente al numero di vetture sprovviste di concessione e numero di riconoscimento che recano la scritta «taxi» taroccata. Il taxi pezzotto ha varie forme e non è facile da individuare. A parte le vetture sprovviste di numero sullo sportello, che ingannano soprattutto turisti stranieri non pratici con le «usanze» italiane, vanno per la maggiore gli scuolabus che di sera servono bingo o discoteche, i noleggiatori abilitati che caricano clienti senza prenotazione e che sostano nei piazzali in attesa di una vettura disponibile, i tassisti di altri Comuni che approdano in città a caccia di passeggeri. Fenomeni che, aggiunti alla crisi, mettono in ginocchio chi rispetta le leggi. Intanto sono entrate in vigore le tariffe predeterminate urbane (riportate nella brochure in aeroporto o indicate nell’apposita pagina www.gesac. i/taxi): 19 euro per raggiungere il centro città, piazza municipio, 16 euro per la stazione centrale, 23 euro per gli alberghi del lungomare. E poi ci sono quelle extraurbane: 90 euro per Pompei (a/r con due ore di attesa per la visita agli scavi) e 100 per Sorrento (solo andata). (Gennaro Di Biase – Il Mattino)

Napoli. Al via le ronde contro i falsi tassisti. Un progetto partito l’estate scorsa, che oggi vede la luce. I tassisti in regola sono allo stremo, perché quelli abusivi sono sempre di più e non si fermano davanti a niente. «Gli irregolari sono più di cento sul territorio partenopeo e sono in costante aumento», spiega Mimmo Matarrese, tassista e sindacalista Usb. Ecco perché, da ieri, sono iniziate le ronde anti-abusivi. Tassisti in pettorine che contrastano i tassisti fasulli che si aggirano intorno alla stazione e «che sono tanti e poco controllabili dalle forze dell’ordine, visto che gli agenti possono fermarli solamente se li colgono in flagrante», continua il sindacalista. Nessuno meglio dei tassisti regolari conosce il popolo degli abusivi. Li bloccheranno, li segnaleranno, impediranno loro di sottrarre lavoro e truffare i turisti in arrivo in città con tariffe improponibili. La task force, per ora in fase di sperimentazione, è presente e attiva solamente nella zona di piazza Garibaldi. Ma nelle prossime settimane e con l’aggiunta di nuove unità i «tassisti-controllori» raggiungeranno il Porto e l’aeroporto di Capodichino, che al momento pullulano rispettivamente di pullmini truffaldini e berline non autorizzate che vanno a prelevare i passeggeri direttamente ai gate d’arrivo. «Stiamo cercando altro personale – spiega Matarrese – per raggiungere tutti i punti cruciali del turismo partenopeo. Siamo poco meno di dieci, ma aumenteremo di sicuro». Un sintomo della situazione attuale è rappresentato dall’ormai celebre pullmino della tratta Poggioreale-Garibaldi: «La polizia municipale l’ha multato più volte, ha sequestrato i documenti del mezzo, eppure continua a operare. Le autorità hanno le mani legate da un punto di vista normativo. Ecco perché l’abusivismo in stazione è poco contrastato, ma speriamo di migliorare la situazione con le nostre ronde», conclude Matarrese. Questa tara del traffico napoletano è complessa da combattere e non è legata esclusivamente al numero di vetture sprovviste di concessione e numero di riconoscimento che recano la scritta «taxi» taroccata. Il taxi pezzotto ha varie forme e non è facile da individuare. A parte le vetture sprovviste di numero sullo sportello, che ingannano soprattutto turisti stranieri non pratici con le «usanze» italiane, vanno per la maggiore gli scuolabus che di sera servono bingo o discoteche, i noleggiatori abilitati che caricano clienti senza prenotazione e che sostano nei piazzali in attesa di una vettura disponibile, i tassisti di altri Comuni che approdano in città a caccia di passeggeri. Fenomeni che, aggiunti alla crisi, mettono in ginocchio chi rispetta le leggi. Intanto sono entrate in vigore le tariffe predeterminate urbane (riportate nella brochure in aeroporto o indicate nell'apposita pagina www.gesac. i/taxi): 19 euro per raggiungere il centro città, piazza municipio, 16 euro per la stazione centrale, 23 euro per gli alberghi del lungomare. E poi ci sono quelle extraurbane: 90 euro per Pompei (a/r con due ore di attesa per la visita agli scavi) e 100 per Sorrento (solo andata). (Gennaro Di Biase – Il Mattino)