Costiera amalfitana dalla nuova legge sul turismo passi indietro e confusione

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Si continua a parlare di distretti turistici locali , in Costiera amalfitana la conferenza dei sindaci della costa d’ Amalfi, ora presieduta dal sindaco di Cetara Secondo Squizzato,  si ripropongono delimitazioni già note, come quella che estende la Costa con Cava de Tirreni ed Agerola, delimitazioni che non sempre hanno dato buoni risultati, almeno per quanto riguarda Cava che ha più attinenza con Salerno e Nocera che con la Costiera e che per la sua mole di abitanti predomina sul territorio di cui ha diverse esigenze, vedi servizi sociali che non funzionano più come prima, ma tant’è a tutto si può porre rimedio. Sommese ha fatto la tanto auspicata nuova legge con i regolamenti che dovevano andare in attuazione lo scorso autunno.. e via le Aziende, Positano, Amalfi, Ravello, Maiori, siamo in primavera, fra poco si vota e tutto cambia, e le Aziende stanno ancora li, fra l’altro con un know how di esperienze e capacità che è un peccato sprecare, ma che ora, con la prospettiva della loro cancellazione, non si utilizza a pieno, ma almeno si sapesse che succede, visto che stanno li ma non dovrebbero esserci! In piena estate 2014 e prima delle vacanze d’ agosto il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la nuova legge regionale sul turismo. Il turismo è materia completamente delegata dallo Stato alle Regioni per effetto del decentramento amministrativo. Ci sono voluti almeno 30 anni per approvare questa legge che deve disciplinare l’ organizzazione istituzionale dell’ economia turistica Non si è approvata prima perché non c’era – e non c’è ancora – nessuna volontà di effettivo “ decentramento amministrativo” da parte della Regione alle Province ( in via di smantellamento) ed ai Comuni ( sempre più sopracarichi di oneri, di “ missioni impossibili” senza adeguate risorse finanziarie). La Regione – cioè i consiglieri e gli assessori regionali – vogliono mantenere un ruolo di esclusiva “ amministrazione” o di “ gestione di risorse finanziarie” che è il vero “ potere” e non vogliono affatto decentrare riservando alla Regione – come avrebbe dovuto essere – un ruolo solo di legislazione e di programmazione che tuttavia – ma solo nella forma – viene riproposto in questa legge fatta e approvata in fretta e furia con soli 33 voti favorevoli – quelli del centro-destra – soltanto perché era stato paventato dal Governo il ritiro della delega in materia di turismo.Un fine avvocato amministrativista come il prof. Tammaro Chiacchio nel suo libro sulla recente istituzione della Città Metropolitana di Napoli al posto della Provincia osserva che anche questa legge nazionale incentiva “ l’ impropria ( e diffusa) vocazione delle regioni a privilegiare modelli gestionali rispetto a quelli programmatori così determinando (ulteriore e vieppiù perniciosa) commistione tra governo ed amministrazione”. La legge regionale sul turismo segue questa scia.Stiamo vivendo in Italia una fase drammatica anche nella stessa formulazione delle leggi dello Stato e delle Regioni che non rispondono ai principi della “ tecnica normativa” che sono quelli della chiarezza, della precisione, della sinteticità, della linearità, dell’ applicazione e della verificabilità.La nuova legge regionale sul turismo smantella dopo circa 80 anni tutto il sistema istituzionale pubblico dell’ organizzazione turistica dopo averlo fatto incancrenire per 40 anni con un eterno “ commissariamento”: scompaiono gli Enti Provinciali per il Turismo e le Aziende di Cura, Soggiorno e Turismo.Prima delle istituzioni delle Regioni gli EPT e le Aziende di CST avevano dato buona prova di efficienza amministrativa nella loro azione di “ promozione del turismo” anche perché nella composizione dei Consigli di Amministrazione vedevano le rappresentanze delle forze imprenditoriali e di quelle sociali che concorrevano effettivamente alle politiche di promozione. Dobbiamo rimpiangere quella “ organizzazione turistica” alla prova della Storia che è l’ unica che conta. Stavamo meglio quando stavamo peggio.Con la nuova legge regionale scompaiono formalmente gli EPT e le Aziende di CST il cui personale – che ha già da anni il contratto di lavoro regionale – verrà trasferito alla Regione “ ma continuerà a prestare servizio presso le attuali sedi fino alla conclusione della fase di start up della legge”. Come dire continua la lunga fase mortificante di un personale “ parcheggiato” presso una struttura amministrativa liquidata senza funzioni e senza risorse finanziarie autonome ridotta a “ passacarte” dei finanziamenti regionali.Meglio e logico sarebbe stato trasferire questo personale ai Comuni perché ai Comuni è stata assegnata l’ imposizione e la riscossione della Tassa di Soggiorno o Tassa di sbarco con legge dello Stato. Viene creata con la nuova legge una “ Agenzia regionale per la promozione del turismo e dei beni culturali” con l’ obiettivo di “ attuare la programmazione regionale e di fare da raccordo tra le azioni dei Poli turistici locali”. Cioè nasce un “carrozzone” con un consiglio di amministrazione ed un direttore generale mentre vengono indicati “ sistemi e poli” turistici “ locali” senza toccare logicamente lo spezzettamento amministrativo di questi “ poli”  e semmai nasce una “ sovrastruttura anti-autonomistica” cui si dà il nome di “ Distretto Turistico” A livello locale potranno essere istituiti “ uffici informazioni al turista” mentre viene valorizzato il ruolo delle “ Pro Loco” ma non si indica come essendo associazioni volontaristiche che hanno risorse finanziarie solo dai propri soci o da contributi pubblici e privati. Appare evidente che la questione sostanziale è la gestione dei fondi pubblici per la promozione turistica, i loro criteri, il sistema di trasparenza, la capacità di promuoverli ed organizzarli. In questo caos non si valorizza la “ Capacity building” degli enti locali, ne si chiariscono alcune dinamiche fonamentali. I beni della Regione campania, come le sedi delle Aziende, rimarranno alla Regione , come Sommese a detto a Positanonews a Sorrento, insomma un caos ancora indefinito e si va avanti a tentoni

Si continua a parlare di distretti turistici locali , in Costiera amalfitana la conferenza dei sindaci della costa d' Amalfi, ora presieduta dal sindaco di Cetara Secondo Squizzato,  si ripropongono delimitazioni già note, come quella che estende la Costa con Cava de Tirreni ed Agerola, delimitazioni che non sempre hanno dato buoni risultati, almeno per quanto riguarda Cava che ha più attinenza con Salerno e Nocera che con la Costiera e che per la sua mole di abitanti predomina sul territorio di cui ha diverse esigenze, vedi servizi sociali che non funzionano più come prima, ma tant'è a tutto si può porre rimedio. Sommese ha fatto la tanto auspicata nuova legge con i regolamenti che dovevano andare in attuazione lo scorso autunno.. e via le Aziende, Positano, Amalfi, Ravello, Maiori, siamo in primavera, fra poco si vota e tutto cambia, e le Aziende stanno ancora li, fra l'altro con un know how di esperienze e capacità che è un peccato sprecare, ma che ora, con la prospettiva della loro cancellazione, non si utilizza a pieno, ma almeno si sapesse che succede, visto che stanno li ma non dovrebbero esserci! In piena estate 2014 e prima delle vacanze d’ agosto il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la nuova legge regionale sul turismo. Il turismo è materia completamente delegata dallo Stato alle Regioni per effetto del decentramento amministrativo. Ci sono voluti almeno 30 anni per approvare questa legge che deve disciplinare l’ organizzazione istituzionale dell’ economia turistica Non si è approvata prima perché non c’era – e non c’è ancora – nessuna volontà di effettivo “ decentramento amministrativo” da parte della Regione alle Province ( in via di smantellamento) ed ai Comuni ( sempre più sopracarichi di oneri, di “ missioni impossibili” senza adeguate risorse finanziarie). La Regione – cioè i consiglieri e gli assessori regionali – vogliono mantenere un ruolo di esclusiva “ amministrazione” o di “ gestione di risorse finanziarie” che è il vero “ potere” e non vogliono affatto decentrare riservando alla Regione – come avrebbe dovuto essere – un ruolo solo di legislazione e di programmazione che tuttavia – ma solo nella forma – viene riproposto in questa legge fatta e approvata in fretta e furia con soli 33 voti favorevoli – quelli del centro-destra – soltanto perché era stato paventato dal Governo il ritiro della delega in materia di turismo.Un fine avvocato amministrativista come il prof. Tammaro Chiacchio nel suo libro sulla recente istituzione della Città Metropolitana di Napoli al posto della Provincia osserva che anche questa legge nazionale incentiva “ l’ impropria ( e diffusa) vocazione delle regioni a privilegiare modelli gestionali rispetto a quelli programmatori così determinando (ulteriore e vieppiù perniciosa) commistione tra governo ed amministrazione”. La legge regionale sul turismo segue questa scia.Stiamo vivendo in Italia una fase drammatica anche nella stessa formulazione delle leggi dello Stato e delle Regioni che non rispondono ai principi della “ tecnica normativa” che sono quelli della chiarezza, della precisione, della sinteticità, della linearità, dell’ applicazione e della verificabilità.La nuova legge regionale sul turismo smantella dopo circa 80 anni tutto il sistema istituzionale pubblico dell’ organizzazione turistica dopo averlo fatto incancrenire per 40 anni con un eterno “ commissariamento”: scompaiono gli Enti Provinciali per il Turismo e le Aziende di Cura, Soggiorno e Turismo.Prima delle istituzioni delle Regioni gli EPT e le Aziende di CST avevano dato buona prova di efficienza amministrativa nella loro azione di “ promozione del turismo” anche perché nella composizione dei Consigli di Amministrazione vedevano le rappresentanze delle forze imprenditoriali e di quelle sociali che concorrevano effettivamente alle politiche di promozione. Dobbiamo rimpiangere quella “ organizzazione turistica” alla prova della Storia che è l’ unica che conta. Stavamo meglio quando stavamo peggio.Con la nuova legge regionale scompaiono formalmente gli EPT e le Aziende di CST il cui personale – che ha già da anni il contratto di lavoro regionale – verrà trasferito alla Regione “ ma continuerà a prestare servizio presso le attuali sedi fino alla conclusione della fase di start up della legge”. Come dire continua la lunga fase mortificante di un personale “ parcheggiato” presso una struttura amministrativa liquidata senza funzioni e senza risorse finanziarie autonome ridotta a “ passacarte” dei finanziamenti regionali.Meglio e logico sarebbe stato trasferire questo personale ai Comuni perché ai Comuni è stata assegnata l’ imposizione e la riscossione della Tassa di Soggiorno o Tassa di sbarco con legge dello Stato. Viene creata con la nuova legge una “ Agenzia regionale per la promozione del turismo e dei beni culturali” con l’ obiettivo di “ attuare la programmazione regionale e di fare da raccordo tra le azioni dei Poli turistici locali”. Cioè nasce un “carrozzone” con un consiglio di amministrazione ed un direttore generale mentre vengono indicati “ sistemi e poli” turistici “ locali” senza toccare logicamente lo spezzettamento amministrativo di questi “ poli”  e semmai nasce una “ sovrastruttura anti-autonomistica” cui si dà il nome di “ Distretto Turistico” A livello locale potranno essere istituiti “ uffici informazioni al turista” mentre viene valorizzato il ruolo delle “ Pro Loco” ma non si indica come essendo associazioni volontaristiche che hanno risorse finanziarie solo dai propri soci o da contributi pubblici e privati. Appare evidente che la questione sostanziale è la gestione dei fondi pubblici per la promozione turistica, i loro criteri, il sistema di trasparenza, la capacità di promuoverli ed organizzarli. In questo caos non si valorizza la “ Capacity building” degli enti locali, ne si chiariscono alcune dinamiche fonamentali. I beni della Regione campania, come le sedi delle Aziende, rimarranno alla Regione , come Sommese a detto a Positanonews a Sorrento, insomma un caos ancora indefinito e si va avanti a tentoni