ALESSANDRO, TRAVOLTO E UCCISO DA UN BUS A ROMA. IL DOLORE SU FB: “CIAO SORRISO, CI MANCHERAI”

0

Ricordi, immagini di un amico che non c’è più, delle serate passate insieme a divertirsi. La vita di Alessandro Di Santo, 20 anni, il ragazzo travolto e ucciso ieri sera da un autobus a piazza Venezia scorre sul suo profilo Facebook mentre minuto dopo minuto la sua bacheca viene ricoperta da fotografie e messaggi di dolore. «Ciao Ale non so che dire, ancora non ci posso credere, non doveva andare così», scrivono gli amici sulla sua bacheca, perché quella di ieri sera doveva essere una serata passata a divertirsi in giro per la città e invece si è trasformata in una tragedia.Una questione di attimi. L’autobus che lo travolge, l’autista che non si accorge di nulla e continua la sua corsa, saranno gli investigatori a capire quello che è successo ma ora Alessandro, studente dell’istituto tecnico Meucci, non c’è più. Per lui non c’è stato niente da fare. Disperata la corsa in ospedale e i tentativi per salvarlo: muore al San Giovanni poco dopo.

Lo chiamavano sorriso. «Perchè lui il sorriso lo metteva a chiunque». Amava il rap, il calcio, la Roma e odiava i pregiudizi. Solo qualche tempo fa scriveva: «Una laurea non ti rende intelligente, un completo non ti rende elegante, fare beneficenza non ti rende gentile, avere piercing e tatuaggi non ti rende una personalità border line». Era fatto così Alessandro. «Ricordi tutte le risate? Ricordi tutto quello che abbiamo passato insieme? – scrive un amico – Ricordi i bei momenti? ….Il brutto è che sono solo ricordi adesso..». Il ricordo di quel ragazzo che sorrideva sempre rimane impresso nelle foto, decine, che raccontano dei viaggi ad Amsterdam, delle estati passate a Ostia, dei pomeriggi davanti alla playstation. «Ciao sorriso, ci mancherai».

LEGGO.ITRicordi, immagini di un amico che non c’è più, delle serate passate insieme a divertirsi. La vita di Alessandro Di Santo, 20 anni, il ragazzo travolto e ucciso ieri sera da un autobus a piazza Venezia scorre sul suo profilo Facebook mentre minuto dopo minuto la sua bacheca viene ricoperta da fotografie e messaggi di dolore. «Ciao Ale non so che dire, ancora non ci posso credere, non doveva andare così», scrivono gli amici sulla sua bacheca, perché quella di ieri sera doveva essere una serata passata a divertirsi in giro per la città e invece si è trasformata in una tragedia.Una questione di attimi. L’autobus che lo travolge, l’autista che non si accorge di nulla e continua la sua corsa, saranno gli investigatori a capire quello che è successo ma ora Alessandro, studente dell’istituto tecnico Meucci, non c’è più. Per lui non c’è stato niente da fare. Disperata la corsa in ospedale e i tentativi per salvarlo: muore al San Giovanni poco dopo.

Lo chiamavano sorriso. «Perchè lui il sorriso lo metteva a chiunque». Amava il rap, il calcio, la Roma e odiava i pregiudizi. Solo qualche tempo fa scriveva: «Una laurea non ti rende intelligente, un completo non ti rende elegante, fare beneficenza non ti rende gentile, avere piercing e tatuaggi non ti rende una personalità border line». Era fatto così Alessandro. «Ricordi tutte le risate? Ricordi tutto quello che abbiamo passato insieme? – scrive un amico – Ricordi i bei momenti? ….Il brutto è che sono solo ricordi adesso..». Il ricordo di quel ragazzo che sorrideva sempre rimane impresso nelle foto, decine, che raccontano dei viaggi ad Amsterdam, delle estati passate a Ostia, dei pomeriggi davanti alla playstation. «Ciao sorriso, ci mancherai».

LEGGO.IT