Salerno: Allarme per la tbc, tantissimi casi di ricoveri da inizio anno

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 Malattie che grazie alla diffusione dei vaccini sembravano essere finite nel dimenticatoio, debellate e quindi scomparse, si riaffacciano invece nella nostra vita.  È il caso della Tbc (tubercolosi) che negli ultimi anni registra su tutto il territorio salernitano un significativo aumento di casi. Tutti i nosocomi dell’Asl Salerno che hanno il reparto Infettivi hanno riscontrato episodi e continuano ad accertarli (riconoscimento del batterio). Il numero più elevato nell’ospedale di Eboli dove, in media, si contano circa 10 casi di Tbc riconosciuta.

Dall’inizio dell’anno, ovvero in meno di due mesi, si sono avuti quattro ricoverati la cui patologia viene seguita e studiata attentamente dai medici dell’Unità di Malattie Infettive e dal centro endoscopia respiratoria. Non va meglio all’Umberto I di Nocera Inferiore dove il direttore d’Unità  ha riscontrato, da gennaio, altri quattro casi. La situazione quasi uguale a Vallo della Lucania dove ricoveri si sono avuti sei  l’anno scorso e un paio quest’anno. Ad accomunare i ricoveri è anche la provenienza dei pazienti, per lo più asiatici. Una vasta area dove non c’è stata una campagna vaccinale contro la malattia. Poi, a seguire, si tratta di rumeni e nordafricani. Quasi tutti extracomunitari, e in aumento i migranti.

 Malattie che grazie alla diffusione dei vaccini sembravano essere finite nel dimenticatoio, debellate e quindi scomparse, si riaffacciano invece nella nostra vita.  È il caso della Tbc (tubercolosi) che negli ultimi anni registra su tutto il territorio salernitano un significativo aumento di casi. Tutti i nosocomi dell’Asl Salerno che hanno il reparto Infettivi hanno riscontrato episodi e continuano ad accertarli (riconoscimento del batterio). Il numero più elevato nell’ospedale di Eboli dove, in media, si contano circa 10 casi di Tbc riconosciuta.

Dall’inizio dell’anno, ovvero in meno di due mesi, si sono avuti quattro ricoverati la cui patologia viene seguita e studiata attentamente dai medici dell’Unità di Malattie Infettive e dal centro endoscopia respiratoria. Non va meglio all’Umberto I di Nocera Inferiore dove il direttore d’Unità  ha riscontrato, da gennaio, altri quattro casi. La situazione quasi uguale a Vallo della Lucania dove ricoveri si sono avuti sei  l’anno scorso e un paio quest’anno. Ad accomunare i ricoveri è anche la provenienza dei pazienti, per lo più asiatici. Una vasta area dove non c’è stata una campagna vaccinale contro la malattia. Poi, a seguire, si tratta di rumeni e nordafricani. Quasi tutti extracomunitari, e in aumento i migranti.