Cannabis per curare obesità e patologie del metabolismo: uno studio americano mostra come

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La cannabis e i suoi utilizzi per finalità curative: sono sempre più i campi di applicazione nei quali questa sostanza viene impiegata.

Tra i tanti studi portati avanti a livello internazionale, uno particolarmente interessante ha messo in correlazione il consumo della cannabis con il miglioramento di alcune patologie legate al metabolismo. Lo studio è stato condotto dal Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston su dati forniti dall’indagine National Health and Nutrition Examination Survey, un programma di ricerca basato su sondaggi che viene condotto negli Stati Uniti per valutare lo stato di salute di adulti e bambini statunitensi in riferimento alle loro abitudini nutrizionali.
La ricerca basata su circa 5mila pazienti tra i 20 e i 59 anni ha messo in evidenza un livello di insulina più basso del 16% e un contemporaneo aumento del colesterolo buono tra i consumatori abituali di cannabis rispetto ai non consumatori. I due fattori potrebbero essere correlati non essendo la prima volta che, sempre negli Usa, viene dimostrata un’ incidenza minore di obesità e diabete nei consumatori abituali di marijuana.
I problemi legati al metabolismo sono, d’altra parte, molto sentiti negli Stati Uniti; soprattutto l’obesità se si pensa che ben il 30% della popolazione americana ne soffre e che spesso porta a patologie ben più gravi quali diabete, ictus e malattie cardiovascolari.
 Ecco perchè questi studi rappresentano una speranza per il futuro ed ecco perchè le attenzioni della ricerca si stanno concentrando sullo sviluppo di farmaci cannabinoidi proprio per contrastare patologie del metabolismo.
Una nuova area nella quale focalizzare le attenzioni relative alle potenziali qualità benefiche di questa sostanza, argomento sul quale i ricercatori di tutto il mondo stanno lavorando da tempo; diverse sono le proprietà curative della cannabis che sono state già dimostrate soprattutto per quello che riguarda le qualità più pregiate e le varianti autofiorenti della cannabis.
Tornando alle patologie del metabolismo e alla loro minor incidenza in consumatori abituali di cannabis, l’aspetto più interessante di questi studi è dato da un altro fattore: che per la verità risiede in una apparente contraddizione.
La cannabis è nota infatti per indurre appetito nei consumatori; quindi in teoria porterebbe a un consumo maggiore di cibo. A fronte di ciò l’aspetto sul quale i ricercatori hanno lavorato è il modo in cui la cannabis riesca a influenzare la distribuzione e il consumo di grassi nel corpo.
In sintesi, se in prima battuta l’utilizzo di marijuana può essere utile anche a indurre appetito ad esempio in pazienti affetti da anoressia o altre patologie che vanno a diminuire l’impulso della fame, al contempo una sua assunzione si rivela efficace per bilanciare i processi del metabolismo. Fattore quest’ultimo che era emerso in uno studio scientifico già molti anni fa.
Risultati estremamente interessanti che non stanno a significare, è bene specificarlo, che l’utilizzo di cannabis possa portare a una riduzione del peso corporeo; ma che potrebbero essere alla base di future terapie per curare patologie del metabolismo altamente diffuse e più o meno gravi, prima tra tutte il diabete. 

La cannabis e i suoi utilizzi per finalità curative: sono sempre più i campi di applicazione nei quali questa sostanza viene impiegata.

Tra i tanti studi portati avanti a livello internazionale, uno particolarmente interessante ha messo in correlazione il consumo della cannabis con il miglioramento di alcune patologie legate al metabolismo. Lo studio è stato condotto dal Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston su dati forniti dall’indagine National Health and Nutrition Examination Survey, un programma di ricerca basato su sondaggi che viene condotto negli Stati Uniti per valutare lo stato di salute di adulti e bambini statunitensi in riferimento alle loro abitudini nutrizionali.
La ricerca basata su circa 5mila pazienti tra i 20 e i 59 anni ha messo in evidenza un livello di insulina più basso del 16% e un contemporaneo aumento del colesterolo buono tra i consumatori abituali di cannabis rispetto ai non consumatori. I due fattori potrebbero essere correlati non essendo la prima volta che, sempre negli Usa, viene dimostrata un' incidenza minore di obesità e diabete nei consumatori abituali di marijuana.
I problemi legati al metabolismo sono, d'altra parte, molto sentiti negli Stati Uniti; soprattutto l'obesità se si pensa che ben il 30% della popolazione americana ne soffre e che spesso porta a patologie ben più gravi quali diabete, ictus e malattie cardiovascolari.
 Ecco perchè questi studi rappresentano una speranza per il futuro ed ecco perchè le attenzioni della ricerca si stanno concentrando sullo sviluppo di farmaci cannabinoidi proprio per contrastare patologie del metabolismo.
Una nuova area nella quale focalizzare le attenzioni relative alle potenziali qualità benefiche di questa sostanza, argomento sul quale i ricercatori di tutto il mondo stanno lavorando da tempo; diverse sono le proprietà curative della cannabis che sono state già dimostrate soprattutto per quello che riguarda le qualità più pregiate e le varianti autofiorenti della cannabis.
Tornando alle patologie del metabolismo e alla loro minor incidenza in consumatori abituali di cannabis, l'aspetto più interessante di questi studi è dato da un altro fattore: che per la verità risiede in una apparente contraddizione.
La cannabis è nota infatti per indurre appetito nei consumatori; quindi in teoria porterebbe a un consumo maggiore di cibo. A fronte di ciò l'aspetto sul quale i ricercatori hanno lavorato è il modo in cui la cannabis riesca a influenzare la distribuzione e il consumo di grassi nel corpo.
In sintesi, se in prima battuta l'utilizzo di marijuana può essere utile anche a indurre appetito ad esempio in pazienti affetti da anoressia o altre patologie che vanno a diminuire l'impulso della fame, al contempo una sua assunzione si rivela efficace per bilanciare i processi del metabolismo. Fattore quest'ultimo che era emerso in uno studio scientifico già molti anni fa.
Risultati estremamente interessanti che non stanno a significare, è bene specificarlo, che l'utilizzo di cannabis possa portare a una riduzione del peso corporeo; ma che potrebbero essere alla base di future terapie per curare patologie del metabolismo altamente diffuse e più o meno gravi, prima tra tutte il diabete.