Licia Maglietta è Borina

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Da questa sera sino al 1 marzo la pièce “Manca solo la domenica” sarà ospite del cartellone del Teatro Ghirelli

Di OLGA CHIEFFI

Licia Maglietta, attrice napoletana nota ai più per alcune interpretazioni in film italiani di successo, quali Pane e Tulipani o Agata e la tempesta, si è in realtà formata artisticamente in ambito teatrale, dove tuttora opera attivamente come scenografa, regista e interprete; il suo percorso si è, in particolare, focalizzato su una ricerca volta alla rappresentazione sul palcoscenico di figure femminili di singolare forza e intensità drammaturgica. Al fine di perseguire tale obiettivo, l’artista si è lasciata ispirare dalla letteratura, come in questo “Manca solo la domenica”, adattamento per il teatro del racconto della scrittrice siciliana Silvana Grasso, pubblicato con il titolo “Pazza è la luna”, ospite del cartellone del Teatro Ghirelli di Salerno da domani sera sino a domenica 1 marzo Un gigante cuore d’argento con un ricordo di rosso, contornato di ricami bianchi, il “Cuore di Gesù” che Borina, invoca, chiedendogli di rimanere presto vedova, è il primo segno evidente della classe, dell’eleganza e del buon gusto di Licia Maglietta, scenografa e regista di questa pièce. Si tratta di un eccellente esempio di teatro contemporaneo, dove ogni oggetto è perfettamente simbolico, dove una regia valorizza la comicità di un testo ricco, che invoglia ad approfondimenti linguistici, propone al pubblico gli elementi di una sicilianità antica e radicata, senza mai renderla distante o incomprensibile, e consente alla protagonista molteplici e continui cambi di ritmo.  La protagonista del monologo messo in scena da Licia Maglietta è Borina, all’anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo, donna considerata non bella, perché troppo alta, che trova un uomo disposto a sposarla. Abbandonata dal marito, che emigra in Australia, Borina lo considera perso e, in quanto tale, defunto, e inventa per se stessa un nuovo status, con cui si ritaglia un “ruolo” nella società: quello di vedova. Questa nuova condizione la coinvolge al punto da indurla a cercare sei mariti defunti nei cimiteri dei paesi della Provincia di Catania. Trovati i coniugi e inventata una storia diversa per ciascuno di essi, visita regolarmente le rispettive tombe, dal lunedì al sabato; tuttavia è assillata da un cruccio, cioè l’assenza di un defunto per la domenica, fino a quando, a sorpresa, il marito (quello vero) rientra dall’estero e le offre la possibilità di diventare per la settima volta vedova, ma, questa volta, nella realtà. Licia Maglietta coadiuvata dalla fisarmonica di Vladimir Denissenkov, rappresenta con ironia la realtà del vissuto femmineo, giocando con la condizione della donna, ma anche con il teatro, in quanto la protagonista recita, a sua volta, una parte, anzi diverse, una per ogni marito.

 

Da questa sera sino al 1 marzo la pièce “Manca solo la domenica” sarà ospite del cartellone del Teatro Ghirelli

Di OLGA CHIEFFI

Licia Maglietta, attrice napoletana nota ai più per alcune interpretazioni in film italiani di successo, quali Pane e Tulipani o Agata e la tempesta, si è in realtà formata artisticamente in ambito teatrale, dove tuttora opera attivamente come scenografa, regista e interprete; il suo percorso si è, in particolare, focalizzato su una ricerca volta alla rappresentazione sul palcoscenico di figure femminili di singolare forza e intensità drammaturgica. Al fine di perseguire tale obiettivo, l’artista si è lasciata ispirare dalla letteratura, come in questo “Manca solo la domenica”, adattamento per il teatro del racconto della scrittrice siciliana Silvana Grasso, pubblicato con il titolo “Pazza è la luna”, ospite del cartellone del Teatro Ghirelli di Salerno da domani sera sino a domenica 1 marzo Un gigante cuore d’argento con un ricordo di rosso, contornato di ricami bianchi, il “Cuore di Gesù” che Borina, invoca, chiedendogli di rimanere presto vedova, è il primo segno evidente della classe, dell’eleganza e del buon gusto di Licia Maglietta, scenografa e regista di questa pièce. Si tratta di un eccellente esempio di teatro contemporaneo, dove ogni oggetto è perfettamente simbolico, dove una regia valorizza la comicità di un testo ricco, che invoglia ad approfondimenti linguistici, propone al pubblico gli elementi di una sicilianità antica e radicata, senza mai renderla distante o incomprensibile, e consente alla protagonista molteplici e continui cambi di ritmo.  La protagonista del monologo messo in scena da Licia Maglietta è Borina, all’anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo, donna considerata non bella, perché troppo alta, che trova un uomo disposto a sposarla. Abbandonata dal marito, che emigra in Australia, Borina lo considera perso e, in quanto tale, defunto, e inventa per se stessa un nuovo status, con cui si ritaglia un “ruolo” nella società: quello di vedova. Questa nuova condizione la coinvolge al punto da indurla a cercare sei mariti defunti nei cimiteri dei paesi della Provincia di Catania. Trovati i coniugi e inventata una storia diversa per ciascuno di essi, visita regolarmente le rispettive tombe, dal lunedì al sabato; tuttavia è assillata da un cruccio, cioè l’assenza di un defunto per la domenica, fino a quando, a sorpresa, il marito (quello vero) rientra dall’estero e le offre la possibilità di diventare per la settima volta vedova, ma, questa volta, nella realtà. Licia Maglietta coadiuvata dalla fisarmonica di Vladimir Denissenkov, rappresenta con ironia la realtà del vissuto femmineo, giocando con la condizione della donna, ma anche con il teatro, in quanto la protagonista recita, a sua volta, una parte, anzi diverse, una per ogni marito.