Castellammare di Stabia. Ospedale “San Leonardo” al collasso. Posti letto esauriti ed organico ridotto

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Castellammare di Stabia. Malati in corridoio, ovunque. Per ore, forse giorni. Sulle barelle. In attesa di essere ricoverati nei reparti, dove i posti letto sono tutti occupati. Succede all’ospedale San Leonardo, ancora nel caos. Il pronto soccorso, dove ogni giorno si rivolgono tra i 250 e i 300 pazienti in media, è infatti al collasso. Ieri mattina i malati e i soli tre infermieri di turno si sono trovati d’accordo nel segnalare agli organi competenti una situazione che, ormai, ha superato ogni livello di guardia. «Quello del pronto soccorso intasato è uno dei problemi più importanti e mai risolto – affermano – nei periodi di influenza o, come accaduto ieri mattina, di emergenze varie, i pazienti ingolfano la struttura perché non riescono ad essere ricoverati nei reparti che straripano a loro volta. Senza parlare delle ambulanze ferme in ospedale con i malati all’interno che attendono da 24 ore di essere ricoverati». È l’effetto della politica di tagli degli ultimi anni e della conseguente carenza di mezzi e personale. A Castellammare come altrove. «La misura è colma – dichiara Antonio Cascone, segretario provinciale Fsi (Federazione sindacati indipendenti) – i pazienti e gli infermieri troppo spesso si trovano in condizioni difficili. Tra sovraffollamento e attese infinite prima di essere trasferiti in reparto, la situazione dei malati è da migliorare radicalmente, così come quella degli infermieri, costretti a lavorare in condizioni disastrose». Ma il tempo passa e la situazione resta sempre la stessa. Anzi peggiora. Il caos di ieri ha costretto i dipendenti ad avvisare la direzione sanitaria, per cercare di trovare una soluzione. «C’è una situazione di forte rischio – continua Cascone – la penuria di posti, la politica di ridurre il personale medico, la riduzione dei posti nel reparto di Medicina, hanno trasformato quello che doveva essere il fiore all’occhiello del San Leonardo in un pronto soccorso da frontiera. Speriamo che quanto prima possa essere superato questo disagio, che si ripercuote sul personale infermieristico e, soprattutto, sui tanti cittadini che ricadono nella giurisdizione dell’ospedale». Le proteste hanno avuto origine già ad inizio 2015, quando gli infermieri lamentavano «turni massacranti, con cinque unità costrette a far fronte a una media di 250-300 accessi giornalieri, statisticamente registrati in questo periodo di picco influenzale». Non si è fatta attendere comunque la replica dell’Asl. «Ci troviamo dinanzi ad un’emergenza fisiologica – fanno sapere dalla direzione sanitaria – aggravata ancor di più dal virus influenzale che, in questo periodo, rende ancora più difficile il lavoro al pronto soccorso. Al momento ci sono cinque barelle e, comunque, i pazienti non restano più di 24 ore. Si tratta comunque di una situazione gestibile, che risolveremo nel minor tempo possibile». Intanto dalle prossime settimane potrebbero arrivare delle importanti novità, con spazi raddoppiati nei settori critici, divisione dei codici d’emergenza e più vigilanza nel reparto. Il progetto è stato definito nei giorni scorsi, in seguito a un incontro tra i rappresentanti della direzione sanitaria e i camici bianchi. Al pianoterra, l’ingresso principale del pronto soccorso sarà riservato esclusivamente ai codici gialli e rossi. Resta la sala triage che continuerà ad assegnare le priorità agli interventi, ma tutti i codici bianchi – che sono poi quelli che contribuiscono in misura maggiore, rispetto agli altri, a intasare i corridoi del reparto – verranno curati in un’altra area, a cui si potrà accedere attraverso un corridoio ricavato nello spazio a sinistra dell’ingresso principale. (Francesco Fusco – Il Mattino) 

Castellammare di Stabia. Malati in corridoio, ovunque. Per ore, forse giorni. Sulle barelle. In attesa di essere ricoverati nei reparti, dove i posti letto sono tutti occupati. Succede all’ospedale San Leonardo, ancora nel caos. Il pronto soccorso, dove ogni giorno si rivolgono tra i 250 e i 300 pazienti in media, è infatti al collasso. Ieri mattina i malati e i soli tre infermieri di turno si sono trovati d’accordo nel segnalare agli organi competenti una situazione che, ormai, ha superato ogni livello di guardia. «Quello del pronto soccorso intasato è uno dei problemi più importanti e mai risolto – affermano – nei periodi di influenza o, come accaduto ieri mattina, di emergenze varie, i pazienti ingolfano la struttura perché non riescono ad essere ricoverati nei reparti che straripano a loro volta. Senza parlare delle ambulanze ferme in ospedale con i malati all’interno che attendono da 24 ore di essere ricoverati». È l’effetto della politica di tagli degli ultimi anni e della conseguente carenza di mezzi e personale. A Castellammare come altrove. «La misura è colma – dichiara Antonio Cascone, segretario provinciale Fsi (Federazione sindacati indipendenti) – i pazienti e gli infermieri troppo spesso si trovano in condizioni difficili. Tra sovraffollamento e attese infinite prima di essere trasferiti in reparto, la situazione dei malati è da migliorare radicalmente, così come quella degli infermieri, costretti a lavorare in condizioni disastrose». Ma il tempo passa e la situazione resta sempre la stessa. Anzi peggiora. Il caos di ieri ha costretto i dipendenti ad avvisare la direzione sanitaria, per cercare di trovare una soluzione. «C’è una situazione di forte rischio – continua Cascone – la penuria di posti, la politica di ridurre il personale medico, la riduzione dei posti nel reparto di Medicina, hanno trasformato quello che doveva essere il fiore all’occhiello del San Leonardo in un pronto soccorso da frontiera. Speriamo che quanto prima possa essere superato questo disagio, che si ripercuote sul personale infermieristico e, soprattutto, sui tanti cittadini che ricadono nella giurisdizione dell’ospedale». Le proteste hanno avuto origine già ad inizio 2015, quando gli infermieri lamentavano «turni massacranti, con cinque unità costrette a far fronte a una media di 250-300 accessi giornalieri, statisticamente registrati in questo periodo di picco influenzale». Non si è fatta attendere comunque la replica dell’Asl. «Ci troviamo dinanzi ad un’emergenza fisiologica – fanno sapere dalla direzione sanitaria – aggravata ancor di più dal virus influenzale che, in questo periodo, rende ancora più difficile il lavoro al pronto soccorso. Al momento ci sono cinque barelle e, comunque, i pazienti non restano più di 24 ore. Si tratta comunque di una situazione gestibile, che risolveremo nel minor tempo possibile». Intanto dalle prossime settimane potrebbero arrivare delle importanti novità, con spazi raddoppiati nei settori critici, divisione dei codici d’emergenza e più vigilanza nel reparto. Il progetto è stato definito nei giorni scorsi, in seguito a un incontro tra i rappresentanti della direzione sanitaria e i camici bianchi. Al pianoterra, l’ingresso principale del pronto soccorso sarà riservato esclusivamente ai codici gialli e rossi. Resta la sala triage che continuerà ad assegnare le priorità agli interventi, ma tutti i codici bianchi – che sono poi quelli che contribuiscono in misura maggiore, rispetto agli altri, a intasare i corridoi del reparto – verranno curati in un’altra area, a cui si potrà accedere attraverso un corridoio ricavato nello spazio a sinistra dell’ingresso principale. (Francesco Fusco – Il Mattino)