Massima allerta a Napoli per lo sbarco di 620 tifosi del Trabzonspor. Impegnati 500 agenti

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Il modello Napoli alla prova dei 620 tifosi del Trabzonspor che sbarcano in giornata in città. Chissà se verranno davvero tutti quelli che hanno comprato il biglietto, visto l’esito della partita d’andata. Ma le riunioni in questura con il Gruppo operativo di sicurezza del San Paolo e gli uomini della Digos hanno fatto emergere la necessità di tenere molto alta l’allerta. Saranno almeno 500 gli uomini delle forze dell’ordine mobilitati per prevenire possibili scontri anche con gli ultrà del Napoli: c’è preoccupazione in via Medina perché nella gara di andata i supporter turchi hanno lanciato oggetti nel settore occupato dai napoletani e non è escluso che ci possa essere voglia di vendetta da parte di qualche frangia di teste calde del tifo azzurro. Il servizio di ordine pubblico sarà, come sempre, coordinato dalla dottoressa Sara Amato, capo di gabinetto della Questura, che ha maturato una forte esperienza come dirigente dell’Upg e prevede anche dei controlli nelle zone-simbolo della città: piazza del Gesù, piazza del Plebiscito e così via. La maggior parte della tifoseria ospite non arriva dalla Turchia ma da Germania, Belgio e Olanda, dove ci sono nutrite comunità di emigranti. I controlli saranno serrati sia nelle stazioni e all’aeroporto che nelle zone di prefiltraggio dello stadio: gli uomini del questore Guido Marino vogliono evitare l’ingresso di fuochi d’artificio e petardi nello stadio. Si sa, infatti, che i turchi hanno l’abitudine di festeggiare in maniera clamorosa, anche in trasferta, al minuto 61 come se avessero fatto un gol: questo perché il 1461 è l’anno in cui Trebisonda divenne l’ultima città bizantina indipendente ad essere conquistata dai turchi ottomani dopo la caduta di Costantinopoli e Mistra. Il piano di sicurezza resta blindato, per evitare di fornire informazioni che potrebbero favorire «agguati» degli ultrà del Napoli. Comunque, uno dei punti di ritrovo sarà la stazione Marittima: da qui a bordo di bus i tifosi verranno scortati al parcheggio della Mostra d’Oltremare da dove raggiungeranno il settore «Ospiti», che è collocato tra la Tribuna Posillipo e la Curva A. Da ieri c’è un collegamento diretto con il consolato turco di Napoli. Il Napoli raccomanda ai suoi tifosi ad osservare le normative Uefa in tema di sicurezza: il San Paolo è a rischio squalifica. Il livello di guardia resta elevato, nonostante non ci siano segnali di grossa preoccupazione da parte di chi, in queste ore, scruta social network o altro. Dopo gli scontri di Roma, è chiaro che comunque è il sistema di sicurezza nei giorni delle partite che è sotto osservazione. Intanto l’altra sera, a Torino, striscioni razzisti sono apparsi allo Juventus Stadium durante la partita di Champions League con il Borussia Dortmund. I tifosi bianconeri hanno mostrato scritte in tedesco: «L’amico del mio nemico è mio nemico». E poi offese al Borussia in tedesco («Dortmundm») e le solite invettive contro Napoli («Colera») e Catania. La tifoseria partenopea e quella etnea sono infatti gemellate con quella della squadra tedesca. Il gemellaggio tra tifoserie di Napoli e Borussia Dortmund è consolidato: i tedeschi hanno dedicato uno striscione anche a Ciro Esposito, il giovane partenopeo ferito a colpi di pistola a Roma, e poi morto, prima della partita di Coppa Italia contro la Fiorentina. E un altro anche per Genny ’a carogna, l’ultrà del Napoli che nella notte dell’Olimpico indossava una maglietta nera con la scritta «Speziale libero». Antonino Speziale è il giovane ultrà del Catania condannato per la sommossa nella quale è stato ucciso l’ispettore di polizia Filippo Raciti. Anche i tifosi del Borussia Dortmund, in nome del gemellaggio che li lega a Napoli e Catania, hanno inneggiato alla liberazione di Speziale. Esposto a Torino anche un altro striscione con la Digos di Napoli con la scritta: «2 anni di abusi e falsità, Digos Napoli lacrime e infamità». (Pino Taormina – Il Mattino) 

Il modello Napoli alla prova dei 620 tifosi del Trabzonspor che sbarcano in giornata in città. Chissà se verranno davvero tutti quelli che hanno comprato il biglietto, visto l’esito della partita d’andata. Ma le riunioni in questura con il Gruppo operativo di sicurezza del San Paolo e gli uomini della Digos hanno fatto emergere la necessità di tenere molto alta l’allerta. Saranno almeno 500 gli uomini delle forze dell’ordine mobilitati per prevenire possibili scontri anche con gli ultrà del Napoli: c’è preoccupazione in via Medina perché nella gara di andata i supporter turchi hanno lanciato oggetti nel settore occupato dai napoletani e non è escluso che ci possa essere voglia di vendetta da parte di qualche frangia di teste calde del tifo azzurro. Il servizio di ordine pubblico sarà, come sempre, coordinato dalla dottoressa Sara Amato, capo di gabinetto della Questura, che ha maturato una forte esperienza come dirigente dell’Upg e prevede anche dei controlli nelle zone-simbolo della città: piazza del Gesù, piazza del Plebiscito e così via. La maggior parte della tifoseria ospite non arriva dalla Turchia ma da Germania, Belgio e Olanda, dove ci sono nutrite comunità di emigranti. I controlli saranno serrati sia nelle stazioni e all’aeroporto che nelle zone di prefiltraggio dello stadio: gli uomini del questore Guido Marino vogliono evitare l’ingresso di fuochi d’artificio e petardi nello stadio. Si sa, infatti, che i turchi hanno l’abitudine di festeggiare in maniera clamorosa, anche in trasferta, al minuto 61 come se avessero fatto un gol: questo perché il 1461 è l’anno in cui Trebisonda divenne l’ultima città bizantina indipendente ad essere conquistata dai turchi ottomani dopo la caduta di Costantinopoli e Mistra. Il piano di sicurezza resta blindato, per evitare di fornire informazioni che potrebbero favorire «agguati» degli ultrà del Napoli. Comunque, uno dei punti di ritrovo sarà la stazione Marittima: da qui a bordo di bus i tifosi verranno scortati al parcheggio della Mostra d’Oltremare da dove raggiungeranno il settore «Ospiti», che è collocato tra la Tribuna Posillipo e la Curva A. Da ieri c’è un collegamento diretto con il consolato turco di Napoli. Il Napoli raccomanda ai suoi tifosi ad osservare le normative Uefa in tema di sicurezza: il San Paolo è a rischio squalifica. Il livello di guardia resta elevato, nonostante non ci siano segnali di grossa preoccupazione da parte di chi, in queste ore, scruta social network o altro. Dopo gli scontri di Roma, è chiaro che comunque è il sistema di sicurezza nei giorni delle partite che è sotto osservazione. Intanto l’altra sera, a Torino, striscioni razzisti sono apparsi allo Juventus Stadium durante la partita di Champions League con il Borussia Dortmund. I tifosi bianconeri hanno mostrato scritte in tedesco: «L'amico del mio nemico è mio nemico». E poi offese al Borussia in tedesco («Dortmundm») e le solite invettive contro Napoli («Colera») e Catania. La tifoseria partenopea e quella etnea sono infatti gemellate con quella della squadra tedesca. Il gemellaggio tra tifoserie di Napoli e Borussia Dortmund è consolidato: i tedeschi hanno dedicato uno striscione anche a Ciro Esposito, il giovane partenopeo ferito a colpi di pistola a Roma, e poi morto, prima della partita di Coppa Italia contro la Fiorentina. E un altro anche per Genny ’a carogna, l’ultrà del Napoli che nella notte dell’Olimpico indossava una maglietta nera con la scritta «Speziale libero». Antonino Speziale è il giovane ultrà del Catania condannato per la sommossa nella quale è stato ucciso l'ispettore di polizia Filippo Raciti. Anche i tifosi del Borussia Dortmund, in nome del gemellaggio che li lega a Napoli e Catania, hanno inneggiato alla liberazione di Speziale. Esposto a Torino anche un altro striscione con la Digos di Napoli con la scritta: «2 anni di abusi e falsità, Digos Napoli lacrime e infamità». (Pino Taormina – Il Mattino)