Bergamo. La Cassazione conferma la custodia in carcere per Massimo Bossetti, indagato per l’omicidio di Yara Gambirasio

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Massimo Bossetti, il muratore di Mapello indagato per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, deve rimanere in carcere. Lo ha deciso la Prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Renato Cortese, respingendo il ricorso presentato dall’avvocato Claudio Salvagni, difensore di fiducia dell’indagato che si trova in custodia cautelare dallo scorso 16 giugno. Anche la Procura generale della Cassazione, rappresentata dal sostituto procuratore Oscar Cedrangolo, aveva chiesto il rigetto del reclamo di Bossetti e la conferma della misura detentiva. A quanto si è appreso dall’avvocato Salvagni, il Pg Cedrangolo avrebbe svolto una requisitoria «molto articolata e, anche se ha chiesto il rigetto del nostro ricorso, ha però sottolineato come fosse condivisibile l’eccezione procedurale da noi avanzata sulla inutilizzabilità dell’accertamento del Ris sulle tracce del Dna trovate sui leggins di Yara». Sempre in base a quanto dichiarato da Salvagni al termine dell’udienza, il Pg non avrebbe «speso una parola sulla pericolosità di Bossetti». Il prossimo colloquio tra il difensore e il suo assistito, ha detto infine Salvagni rispondendo alle domande dei cronisti, ci sarà solo domani, venerdì. Solo allora Bossetti verrà informato nel dettaglio dal suo legale sull’esito dell’istanza che aveva presentato alla Suprema Corte. Per quanto riguarda le motivazioni in base alle quali la Prima sezione penale della Cassazione ha emesso il suo verdetto, il deposito dovrebbe avvenire entro trenta giorni, stando ai tempi consueti, probabilmente anche prima. L’udienza si è svolta con rito camerale alla sola presenza dei giudici, del Pg e del difensore di Bossetti come avviene per tutti i ricorsi sulle misure cautelari. Lunedì la sorella gemella di Bossetti, Laura Letizia, è stata brutalmente picchiata da due individui incappucciati ed è stata ricoverata in ospedale con tre costole rotte e un trauma cranico. È la seconda aggressione che la donna subisce da quando il fratello è indagato. Bossetti non è stato ancora rinviato a giudizio e sperava, come ha scritto recentemente in una lettera resa pubblica, di poter ottenere la concessione degli arresti domiciliari. (Il Mattino) 

Massimo Bossetti, il muratore di Mapello indagato per l'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, deve rimanere in carcere. Lo ha deciso la Prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Renato Cortese, respingendo il ricorso presentato dall'avvocato Claudio Salvagni, difensore di fiducia dell'indagato che si trova in custodia cautelare dallo scorso 16 giugno. Anche la Procura generale della Cassazione, rappresentata dal sostituto procuratore Oscar Cedrangolo, aveva chiesto il rigetto del reclamo di Bossetti e la conferma della misura detentiva. A quanto si è appreso dall'avvocato Salvagni, il Pg Cedrangolo avrebbe svolto una requisitoria «molto articolata e, anche se ha chiesto il rigetto del nostro ricorso, ha però sottolineato come fosse condivisibile l'eccezione procedurale da noi avanzata sulla inutilizzabilità dell'accertamento del Ris sulle tracce del Dna trovate sui leggins di Yara». Sempre in base a quanto dichiarato da Salvagni al termine dell'udienza, il Pg non avrebbe «speso una parola sulla pericolosità di Bossetti». Il prossimo colloquio tra il difensore e il suo assistito, ha detto infine Salvagni rispondendo alle domande dei cronisti, ci sarà solo domani, venerdì. Solo allora Bossetti verrà informato nel dettaglio dal suo legale sull'esito dell'istanza che aveva presentato alla Suprema Corte. Per quanto riguarda le motivazioni in base alle quali la Prima sezione penale della Cassazione ha emesso il suo verdetto, il deposito dovrebbe avvenire entro trenta giorni, stando ai tempi consueti, probabilmente anche prima. L'udienza si è svolta con rito camerale alla sola presenza dei giudici, del Pg e del difensore di Bossetti come avviene per tutti i ricorsi sulle misure cautelari. Lunedì la sorella gemella di Bossetti, Laura Letizia, è stata brutalmente picchiata da due individui incappucciati ed è stata ricoverata in ospedale con tre costole rotte e un trauma cranico. È la seconda aggressione che la donna subisce da quando il fratello è indagato. Bossetti non è stato ancora rinviato a giudizio e sperava, come ha scritto recentemente in una lettera resa pubblica, di poter ottenere la concessione degli arresti domiciliari. (Il Mattino)