Amalfi:caccia al candidato simbolo

0

E’ strano che gli amalfitani d.o.c. quelli purosangue, non si sentano offesi alla notizia che si vorrebbe affidare la poltrona di primo cittadino (sempre che le urna diano tale possibilità) ad uno cui Amalfi non vanta di aver dato i natali, anche se il nome o i nomi proposti siano, almeno stando alle previsioni, una garanzia di sicura vittoria per la compagine che dovesse sostenerli. E’ lo stesso ragionamento di quando un sindaco nomina i famosi “assessori esterni”, mortificando l’intelligenza e l’intraprendenza e la preparazione di quelli che con i propri voti lo hanno portato alla felice carica. Ma siamo proprio certi che un nome altisonante (nel nostro caso Antonio Bassolino ex sindaco di Napoli ed ex governatore della Campania oppure Michele Santoro, giornalista di grido con parenti in quel di Positano) faccia proprio al caso di Amalfi?. Tutto ciò conferma ancora una volta, se se ne ravvede il bisogno, che i candidati si scelgono non per capacità personale o imprenditoriale, nè per provata intelligenza, nè ancora per spirito di sacrificio, di altruismo, di servizio, bensì per il numero dei voti in bagaglio, e solo per quello, spesso. Quindi, bisogna per forza, mortificando eletti ed elettori, ricorrere agli esterni. Nel cao di Amalfi, però, la cosa assume un tasso di gravità enorme: gli amalfitani hanno dimostrato nei secoli tutto di buono da offrire alla città ed al mondo: Possibile che i pronipoti di quegli illustri amalfitani non si sentano offesi se vengono messi da parte nella gestione della cosa pubblica? …………………..g.a.E’ strano che gli amalfitani d.o.c. quelli purosangue, non si sentano offesi alla notizia che si vorrebbe affidare la poltrona di primo cittadino (sempre che le urna diano tale possibilità) ad uno cui Amalfi non vanta di aver dato i natali, anche se il nome o i nomi proposti siano, almeno stando alle previsioni, una garanzia di sicura vittoria per la compagine che dovesse sostenerli. E’ lo stesso ragionamento di quando un sindaco nomina i famosi “assessori esterni”, mortificando l’intelligenza e l’intraprendenza e la preparazione di quelli che con i propri voti lo hanno portato alla felice carica. Ma siamo proprio certi che un nome altisonante (nel nostro caso Antonio Bassolino ex sindaco di Napoli ed ex governatore della Campania oppure Michele Santoro, giornalista di grido con parenti in quel di Positano) faccia proprio al caso di Amalfi?. Tutto ciò conferma ancora una volta, se se ne ravvede il bisogno, che i candidati si scelgono non per capacità personale o imprenditoriale, nè per provata intelligenza, nè ancora per spirito di sacrificio, di altruismo, di servizio, bensì per il numero dei voti in bagaglio, e solo per quello, spesso. Quindi, bisogna per forza, mortificando eletti ed elettori, ricorrere agli esterni. Nel cao di Amalfi, però, la cosa assume un tasso di gravità enorme: gli amalfitani hanno dimostrato nei secoli tutto di buono da offrire alla città ed al mondo: Possibile che i pronipoti di quegli illustri amalfitani non si sentano offesi se vengono messi da parte nella gestione della cosa pubblica? …………………..g.a.