Patti Territoriali Costa d’ Amalfi prescrizione per Ferraioli e altri sette. Ma i posti di lavoro sono il cruccio

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Otto declaratorie di prescrizione – tra cui quelle per il sindaco di Furore, Raffaele Ferraioli, e per l’ex sindaco di Cava de’ Tirreni, Alfredo Messina – nel processo su alcuni contributi concessi dalla società Sviluppo Costa di Amalfi, responsabile dell’omonimo Patto territoriale. La vicenda che ha scosso la Costiera amalfitana è finita con un nulla di fatto, ne condanne, ne assoluzioni, ma prescrizioni, che significa che il giudice non si può esprimere perchè è passato troppo tempo per giudicare. A parlarne tutti i giornali seri, anche nazionali, su Repubblica uscì un pezzo dettagliato a firma di Antonello Caporale, una delle penne più prestigiose del giornalismo italiano, che focalizzò l’articolo con una delle miriadi di vicende del patto “Sei milioni di euro per un posto di lavoro”, già , infatti il nostro cruccio è proprio questo, non ci interessa ne importa il giudizio per o contro qualche persona, cosa che tutti coloro che fanno giornalismo serio e non di facciata o per piaggeria, riportano, ma i posti di lavoro, dove sono?   Tra le pratiche finite nel mirino della magistratura – scrive oggi su la Città di Salerno c.d.m.- quella che vedeva beneficiaria le cantine di Marisa Cuomo, la pluripremiata signora del vino del che ieri ha rinunciato alla prescrizione. L’avvocato Marcello Giani ha formalizzato la rinuncia per lei e per Antonio Ferraioli (finito sul banco degli imputati per i lavori a una struttura alberghiera), chiedendo che il giudice Ornella Dezio si pronunci nel merito per dissipare ogni ombra su imprenditori che nel lavoro mettono la facccia. A non voler attendere, preferendo chiudere qui il processo con una dichiarazione di estinzione del reato, sono invece, oltre a Messina e Raffaele Ferraioli, gli altri sei imputati: Annibale Pancrazio di Cava (in qualità di vice presidente della Sviluppo Costa d’Amalfi), l’imprenditore Ezio Bersano originario di Asti (che era accusato di complicità con la Cuomo per fatture servite a ottenere finanziamenti), Andrea Cuomo di Furore (anch’egli coinvolto per presunte fatture fittizie o gonfiate), Aniello Lanzara di Castel San Giorgio (amministratore di una società del settore alberghiero), Marina Cioffi di Ravello (consulente contabile della società di Lanzara) e Giacomo Ricci di Furore, il professionista incaricato dalla spa del Patto territoriale di monitorare la realizzazione delle opere finanziate. Tra le accuse rivolte a Raffaele Ferraioli e Messina c’era quella di aver violato le norme sulle incompatibilità. Accuse , queste, portate avanti dalla magistratura e finite nel nulla per l’intervenuta prescrizione, come nel nulla sono finiti , stando alle inchieste giornalistiche di importanti testate come Repubblica, anche i tanti posti di lavoro che avebbero dovuto creare i Patti Territoriali, posti di lavoro che avrebbero permesso a tante famiglie di campare e portare il pane a tavola e al territorio di progredire. Questo è il solo e unico vero nostro cruccio

Otto declaratorie di prescrizione – tra cui quelle per il sindaco di Furore, Raffaele Ferraioli, e per l’ex sindaco di Cava de’ Tirreni, Alfredo Messina – nel processo su alcuni contributi concessi dalla società Sviluppo Costa di Amalfi, responsabile dell’omonimo Patto territoriale. La vicenda che ha scosso la Costiera amalfitana è finita con un nulla di fatto, ne condanne, ne assoluzioni, ma prescrizioni, che significa che il giudice non si può esprimere perchè è passato troppo tempo per giudicare. A parlarne tutti i giornali seri, anche nazionali, su Repubblica uscì un pezzo dettagliato a firma di Antonello Caporale, una delle penne più prestigiose del giornalismo italiano, che focalizzò l'articolo con una delle miriadi di vicende del patto "Sei milioni di euro per un posto di lavoro", già , infatti il nostro cruccio è proprio questo, non ci interessa ne importa il giudizio per o contro qualche persona, cosa che tutti coloro che fanno giornalismo serio e non di facciata o per piaggeria, riportano, ma i posti di lavoro, dove sono?   Tra le pratiche finite nel mirino della magistratura – scrive oggi su la Città di Salerno c.d.m.- quella che vedeva beneficiaria le cantine di Marisa Cuomo, la pluripremiata signora del vino del che ieri ha rinunciato alla prescrizione. L’avvocato Marcello Giani ha formalizzato la rinuncia per lei e per Antonio Ferraioli (finito sul banco degli imputati per i lavori a una struttura alberghiera), chiedendo che il giudice Ornella Dezio si pronunci nel merito per dissipare ogni ombra su imprenditori che nel lavoro mettono la facccia. A non voler attendere, preferendo chiudere qui il processo con una dichiarazione di estinzione del reato, sono invece, oltre a Messina e Raffaele Ferraioli, gli altri sei imputati: Annibale Pancrazio di Cava (in qualità di vice presidente della Sviluppo Costa d’Amalfi), l’imprenditore Ezio Bersano originario di Asti (che era accusato di complicità con la Cuomo per fatture servite a ottenere finanziamenti), Andrea Cuomo di Furore (anch’egli coinvolto per presunte fatture fittizie o gonfiate), Aniello Lanzara di Castel San Giorgio (amministratore di una società del settore alberghiero), Marina Cioffi di Ravello (consulente contabile della società di Lanzara) e Giacomo Ricci di Furore, il professionista incaricato dalla spa del Patto territoriale di monitorare la realizzazione delle opere finanziate. Tra le accuse rivolte a Raffaele Ferraioli e Messina c’era quella di aver violato le norme sulle incompatibilità. Accuse , queste, portate avanti dalla magistratura e finite nel nulla per l'intervenuta prescrizione, come nel nulla sono finiti , stando alle inchieste giornalistiche di importanti testate come Repubblica, anche i tanti posti di lavoro che avebbero dovuto creare i Patti Territoriali, posti di lavoro che avrebbero permesso a tante famiglie di campare e portare il pane a tavola e al territorio di progredire. Questo è il solo e unico vero nostro cruccio

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