Napoli. Ultima mossa anti-barelle: una circolare blocca i ricoveri in sei ospedali

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Napoli. Dal Loreto Mare al Cardarelli, dal San Giovanni Bosco al Pellegrini: i pronto soccorso sono al collasso, travolti ancora una volta dall’emergenza barelle che trasforma i reparti in ospedali da campo e moltiplica i tempi di attesa. Nei presidi cittadini la situazione è così grave e diffusa che da ieri mattina è scattata una disposizione del «Dipartimento Assistenza Ospedaliera» dell’Asl Napoli 1 per smaltire il sovraffollamento delle lettighe di fortuna che stanno inevitabilmente compromettendo il funzionamento dei nosocomi. Secondo la nota, indirizzata ai presidi Incurabili, Ascalesi, San Gennaro, Loreto Mare, Pellegrini e San Giovanni Bosco, oltre che alla direzione sanitaria dell’ente, «in considerazione del permanere del sovraffollamento delle unità operative di medicina legato alla epidemia influenzale – è scritto nella nota – si conferma il blocco dei ricoveri di elezione in queste unità operative che sono tenute, prioritariamente, ad accogliere i pazienti che sostano in barella nei presidi ospedalieri dotati di pronto soccorso». In pratica, per evitare il ricovero in barella o in modalità improprie, ad esempio impiegando barelle del 118, si aprono le porte dei reparti di medicina degli ospedali non dotati di pronto soccorso che potranno offrire posti letto e favorire i trasferimenti dei pazienti che sostano nelle barellopoli degli ospedali con pronto soccorso nei quali i reparti di medicina sono particolarmente in sofferenza. La disposizione – immediatamente esecutiva e senza una scadenza programmata, ma operativa fino a nuovi provvedimenti emanati dal Dipartimento in questione – fino a ieri sera non aveva, però, ancora sortito gli effetti sperati. Come detto all’inizio, al pronto soccorso del Loreto Mare non si placa l’emergenza che fin dalle 4 di ieri mattina ha visto il personale sanitario costretto ad utilizzare le sedie per visitare i pazienti dal momento che anche tutte le barelle erano occupate, impiegate per i ricoveri. Per tamponare le urgenze sono state utilizzate le barelle del 118 ed in pronto soccorso sono ricomparse alcune lettighe che erano state messe in deposito perché vetuste. Non sono mancate tensioni e minacce verbali di pazienti esasperati ed i tempi di attesa hanno reso sempre incandescente l’utenza. Il record è stato di 5 ore. È quanto ha dovuto aspettare una signora napoletana assistita alle 14 per effettuare esami diagnostici ed una Tac al torace, che sono stati eseguiti alle 19. «Dottori e infermieri hanno lavorato senza sosta aiutati anche dall’implemento di un’unità medica mandata di urgenza dalla direzione sanitaria del presidio ma le risorse di un singolo nosocomio non possono fronteggiare queste colossali emergenze – spiega Marianna Paparo, rappresentante sindacale Uil del Loreto – chiediamo aiuto alla politica, devono tutelare i pazienti e il nostro lavoro». Lorenzo De Lillo, sindacalista Cgil e rappresentante lavoratori per la sicurezza del Loreto, ha diffuso ieri dei questionari per rilevare lo stato di stress del personale, con domande inerenti anche alle aggressioni verbali e fisiche quotidianamente subite. «Siamo preoccupati per i pazienti ma anche per i lavoratori – conclude De Lillo – ieri la disponibilità è stata solo di un posto letto all’Ascalesi, servono soluzioni più efficaci». (Melina Chiapparino – Il Mattino) 

Napoli. Dal Loreto Mare al Cardarelli, dal San Giovanni Bosco al Pellegrini: i pronto soccorso sono al collasso, travolti ancora una volta dall’emergenza barelle che trasforma i reparti in ospedali da campo e moltiplica i tempi di attesa. Nei presidi cittadini la situazione è così grave e diffusa che da ieri mattina è scattata una disposizione del «Dipartimento Assistenza Ospedaliera» dell’Asl Napoli 1 per smaltire il sovraffollamento delle lettighe di fortuna che stanno inevitabilmente compromettendo il funzionamento dei nosocomi. Secondo la nota, indirizzata ai presidi Incurabili, Ascalesi, San Gennaro, Loreto Mare, Pellegrini e San Giovanni Bosco, oltre che alla direzione sanitaria dell’ente, «in considerazione del permanere del sovraffollamento delle unità operative di medicina legato alla epidemia influenzale – è scritto nella nota – si conferma il blocco dei ricoveri di elezione in queste unità operative che sono tenute, prioritariamente, ad accogliere i pazienti che sostano in barella nei presidi ospedalieri dotati di pronto soccorso». In pratica, per evitare il ricovero in barella o in modalità improprie, ad esempio impiegando barelle del 118, si aprono le porte dei reparti di medicina degli ospedali non dotati di pronto soccorso che potranno offrire posti letto e favorire i trasferimenti dei pazienti che sostano nelle barellopoli degli ospedali con pronto soccorso nei quali i reparti di medicina sono particolarmente in sofferenza. La disposizione – immediatamente esecutiva e senza una scadenza programmata, ma operativa fino a nuovi provvedimenti emanati dal Dipartimento in questione – fino a ieri sera non aveva, però, ancora sortito gli effetti sperati. Come detto all’inizio, al pronto soccorso del Loreto Mare non si placa l’emergenza che fin dalle 4 di ieri mattina ha visto il personale sanitario costretto ad utilizzare le sedie per visitare i pazienti dal momento che anche tutte le barelle erano occupate, impiegate per i ricoveri. Per tamponare le urgenze sono state utilizzate le barelle del 118 ed in pronto soccorso sono ricomparse alcune lettighe che erano state messe in deposito perché vetuste. Non sono mancate tensioni e minacce verbali di pazienti esasperati ed i tempi di attesa hanno reso sempre incandescente l’utenza. Il record è stato di 5 ore. È quanto ha dovuto aspettare una signora napoletana assistita alle 14 per effettuare esami diagnostici ed una Tac al torace, che sono stati eseguiti alle 19. «Dottori e infermieri hanno lavorato senza sosta aiutati anche dall’implemento di un’unità medica mandata di urgenza dalla direzione sanitaria del presidio ma le risorse di un singolo nosocomio non possono fronteggiare queste colossali emergenze – spiega Marianna Paparo, rappresentante sindacale Uil del Loreto – chiediamo aiuto alla politica, devono tutelare i pazienti e il nostro lavoro». Lorenzo De Lillo, sindacalista Cgil e rappresentante lavoratori per la sicurezza del Loreto, ha diffuso ieri dei questionari per rilevare lo stato di stress del personale, con domande inerenti anche alle aggressioni verbali e fisiche quotidianamente subite. «Siamo preoccupati per i pazienti ma anche per i lavoratori – conclude De Lillo – ieri la disponibilità è stata solo di un posto letto all’Ascalesi, servono soluzioni più efficaci». (Melina Chiapparino – Il Mattino)