Discovering Positano. La grande bellezza. VIDEO

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Oggi, 23 febbraio, Discovering ci guida verso un luogo di Positano, che prima era considerato soltanto una mera ipotesi, ora è il luogo più ambito dagli archeologi e domani sarà il più ricercato dai turisti. Ma che cos’è?
Alcuni affermano che “La grande bellezza” siano le piramidi, altri la Muraglia Cinese, altri ancora le cascate del Niagara, altri … il famosissimo film di Sorrentino, giustamente. Discovering ritiene che la vera grande bellezza stia anche nelle piccole cose. Essa si trova a Positano, che già di per sé è un piccolo Paradiso, precisamente scendendo dopo la Chiesa della Madonna del SS.Rosario, in Piazza dei Mulini, passando oltre la cosiddetta Via ro’ Palazz. Si svolta per Via Rampa Teglia e, prima di scendere per le scale che portano alla Spiaggia Grande, c’è la seconda entrata della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta.
C’è una porta blindata accanto alla seconda entrata della Chiesa, proprio vicino alla salita che porta alla cucina economica. Dopo essere entrati, ci sono degli scalini che portano alla zona sottostante della Chiesa, che era parte del primitivo monastero benedettino di Positano, l’Abbazia o Badia di San Vito. Questo luogo, così come la cripta medievale, era adibito a luogo di sepoltura e ad ossarium. Vista la presenza di tanti sedili e la conformazione degli stessi, è da opinare che essi non fossero dei gabinetti, ma proprio delle postazioni destinate ad ogni defunto (i monaci, gli Abati o qualche Positanese illustre), che veniva fatto “scolare”.
Questo, diciamo, era il primo strato presente al di sotto la Chiesa, ma, poco più avanti al luogo sopradetto, ci si addentra in un secondo strato inferiore a quello precedente. Dopo essere discesi tramite una scala di ferro, si volge lo sguardo e si rimane abbagliati di fronte a cotanta meraviglia: l’affresco della antica villa romana, probabilmente costruita da Posìdes, datata 2000 anni fa.
Fino ai giorni d’oggi l’affresco si è sempre studiato dal punto di vista archeologico, in quanto parte integrante dell’antica villa e come decorazione di una possibile stanza della domus. Ma, dal punto di vista del contenuto artistico, si è detto ben poco, se non nulla. Secondo una personale interpretazione, quest’affresco è una rappresentazione di come le Sirene si presentavano agli uomini nell’immaginario collettivo. Sono presenti, infatti, su più parti dell’affresco quelli che parrebbero degli angioletti, ma ricordiamoci che siamo ai tempi dei primi Imperatori, il che vuol dire che il Cristianesimo era considerata come una setta ebraica da perseguitare. Non sono neanche dei Cupidi, perché erano il più delle volte raffigurati nudi; quei putti sono delle Sirene, esseri metà uomo o donna (ma sembrano uomini), aventi le ali (perché accompagnano, volando, le anime dei defunti nell’oltretomba) e senza la coda di pesce (le Sirene caudate sono medievali): queste sono le Sirene greche. Sull’acqua, dove, più in basso, saltano anche dei delfini, alcune Sirene cavalcano con le redini degli ippocampi, mentre altre, più in alto, mantengono la tenda su cui è disegnata la scena “ippica” (che è sempre la stessa da sinistra a destra).
A completare l’affresco ci sono delle figure che decorano l’opera: degli ippocampi di dimensioni più grandi che troneggiano su dei templi; un ghepardo; un’aquila imperiale appollaiata sul globo; dei pegasi; due pavoni; due Sirene che cavalcano una capra; un’altra aquila tenuta con le redini da altre due Sirene; una teiera su delle scale.
Nel prossimo articolo Discovering parlerà di un mestiere oggi alquanto desueto e di un mito della Positano romana.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.
Il video “Positano la grande bellezza” è sul canale Youtube Positanonews tv. Le foto sono di Franco Fusco.

Today, on February 23, Discovering guides us to a place of Positano, which was previously considered only a mere hypothesis, now is the most coveted place by archaeologists and tomorrow it will be the most searched by tourists. But what is it?
Some persons say that “The great beauty” are the pyramids, others Wall of China, others Niagara Falls, others … the very famous film of Sorrentino, rightly. Discovering believes that true great beauty is also in small things. It is located in Positano, which in itself is a small paradise, precisely going down after the Church of Our Lady of SS.Rosario, in Piazza dei Mulini, passing over the so-called Via ro ‘Palazz (Palace Street). You turn to Via Rampa Teglia and, before descending the stairs that lead to the Great Beach, there is the second entrance of the Parish Church of Santa Maria Assunta.
There is a security door next to the second entrance of the church, right next to the hill that leads to the economic kitchen. When you have accessed, there are some steps that lead to the area below the Church, which was part of the primitive Benedictine monastery of Positano, the Abbey of San Vito. This place, as well as the medieval crypt, was used as a burial place and ossarium. Given the presence of so many seats and the conformation of the same, is to opine that they were not some toilets, but just some places intended for each deceased (monks, abbots or some illustrious Positanese), that was made “drain”.
This, we say, was the first layer present under the Church, but a little further on to the place aforesaid, we enter in a second layer lower than the previous. After descending through an iron ladder, you turn your gaze and are dazzled in front of such great wonder: the fresco of the ancient Roman villa, dated 2000 years ago, probably built by Posìdes. Until nowadays the fresco has always been studied from archaeological point of view, as an integral part of the ancient villa and as decoration of a possible room of the domus. But, from the point of view of the artistic content, the scholars have said very little, or nothing. According to a personal interpretation, this fresco is a representation of how the Sirens presented themselves to men in the collective imagination. There are, in fact, on more parts of the fresco those that would appear some little angels, but we must remember that we are at the time of the first emperors, which means that Christianity was considered as a Jewish sect to persecute. They are not even some Cupids, because they were generally depicted naked; those cherubs are Sirens, creatures half man or woman (but they seem men), having wings (because they accompany, flying, the souls of the dead in the afterlife) and without fish tail (the Sirens with fish tail are medieval): these are Greek Sirens. On the water, where further down, also some dolphins jump, some Sirens ride with the reins some hippocampi, while others, higher up keep the curtain on which is drawn the scene “equestrian” (which is always the same from left to right).
To complete the fresco there are some figures that decorate the work: some hippocampi larger sized that tower over the temples; a cheetah; an Imperial eagle perched on the globe; some pegasi; two peacocks; two Sirens that ride a goat; another eagle holding with the reins by two other Sirens; a teapot on some stairs.
In the next article Discovering will talk about an old profession and a myth of Roman Positano.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.
Video “Positano la grande bellezza” is on Youtube channel Positanonews tv. Photo by Franco Fusco.Oggi, 23 febbraio, Discovering ci guida verso un luogo di Positano, che prima era considerato soltanto una mera ipotesi, ora è il luogo più ambito dagli archeologi e domani sarà il più ricercato dai turisti. Ma che cos’è?
Alcuni affermano che “La grande bellezza” siano le piramidi, altri la Muraglia Cinese, altri ancora le cascate del Niagara, altri … il famosissimo film di Sorrentino, giustamente. Discovering ritiene che la vera grande bellezza stia anche nelle piccole cose. Essa si trova a Positano, che già di per sé è un piccolo Paradiso, precisamente scendendo dopo la Chiesa della Madonna del SS.Rosario, in Piazza dei Mulini, passando oltre la cosiddetta Via ro’ Palazz. Si svolta per Via Rampa Teglia e, prima di scendere per le scale che portano alla Spiaggia Grande, c’è la seconda entrata della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta.
C’è una porta blindata accanto alla seconda entrata della Chiesa, proprio vicino alla salita che porta alla cucina economica. Dopo essere entrati, ci sono degli scalini che portano alla zona sottostante della Chiesa, che era parte del primitivo monastero benedettino di Positano, l’Abbazia o Badia di San Vito. Questo luogo, così come la cripta medievale, era adibito a luogo di sepoltura e ad ossarium. Vista la presenza di tanti sedili e la conformazione degli stessi, è da opinare che essi non fossero dei gabinetti, ma proprio delle postazioni destinate ad ogni defunto (i monaci, gli Abati o qualche Positanese illustre), che veniva fatto “scolare”.
Questo, diciamo, era il primo strato presente al di sotto la Chiesa, ma, poco più avanti al luogo sopradetto, ci si addentra in un secondo strato inferiore a quello precedente. Dopo essere discesi tramite una scala di ferro, si volge lo sguardo e si rimane abbagliati di fronte a cotanta meraviglia: l’affresco della antica villa romana, probabilmente costruita da Posìdes, datata 2000 anni fa.
Fino ai giorni d’oggi l’affresco si è sempre studiato dal punto di vista archeologico, in quanto parte integrante dell’antica villa e come decorazione di una possibile stanza della domus. Ma, dal punto di vista del contenuto artistico, si è detto ben poco, se non nulla. Secondo una personale interpretazione, quest’affresco è una rappresentazione di come le Sirene si presentavano agli uomini nell’immaginario collettivo. Sono presenti, infatti, su più parti dell’affresco quelli che parrebbero degli angioletti, ma ricordiamoci che siamo ai tempi dei primi Imperatori, il che vuol dire che il Cristianesimo era considerata come una setta ebraica da perseguitare. Non sono neanche dei Cupidi, perché erano il più delle volte raffigurati nudi; quei putti sono delle Sirene, esseri metà uomo o donna (ma sembrano uomini), aventi le ali (perché accompagnano, volando, le anime dei defunti nell’oltretomba) e senza la coda di pesce (le Sirene caudate sono medievali): queste sono le Sirene greche. Sull’acqua, dove, più in basso, saltano anche dei delfini, alcune Sirene cavalcano con le redini degli ippocampi, mentre altre, più in alto, mantengono la tenda su cui è disegnata la scena “ippica” (che è sempre la stessa da sinistra a destra).
A completare l’affresco ci sono delle figure che decorano l’opera: degli ippocampi di dimensioni più grandi che troneggiano su dei templi; un ghepardo; un’aquila imperiale appollaiata sul globo; dei pegasi; due pavoni; due Sirene che cavalcano una capra; un’altra aquila tenuta con le redini da altre due Sirene; una teiera su delle scale.
Nel prossimo articolo Discovering parlerà di un mestiere oggi alquanto desueto e di un mito della Positano romana.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.
Il video “Positano la grande bellezza” è sul canale Youtube Positanonews tv. Le foto sono di Franco Fusco.

Today, on February 23, Discovering guides us to a place of Positano, which was previously considered only a mere hypothesis, now is the most coveted place by archaeologists and tomorrow it will be the most searched by tourists. But what is it?
Some persons say that “The great beauty” are the pyramids, others Wall of China, others Niagara Falls, others … the very famous film of Sorrentino, rightly. Discovering believes that true great beauty is also in small things. It is located in Positano, which in itself is a small paradise, precisely going down after the Church of Our Lady of SS.Rosario, in Piazza dei Mulini, passing over the so-called Via ro ‘Palazz (Palace Street). You turn to Via Rampa Teglia and, before descending the stairs that lead to the Great Beach, there is the second entrance of the Parish Church of Santa Maria Assunta.
There is a security door next to the second entrance of the church, right next to the hill that leads to the economic kitchen. When you have accessed, there are some steps that lead to the area below the Church, which was part of the primitive Benedictine monastery of Positano, the Abbey of San Vito. This place, as well as the medieval crypt, was used as a burial place and ossarium. Given the presence of so many seats and the conformation of the same, is to opine that they were not some toilets, but just some places intended for each deceased (monks, abbots or some illustrious Positanese), that was made “drain”.
This, we say, was the first layer present under the Church, but a little further on to the place aforesaid, we enter in a second layer lower than the previous. After descending through an iron ladder, you turn your gaze and are dazzled in front of such great wonder: the fresco of the ancient Roman villa, dated 2000 years ago, probably built by Posìdes. Until nowadays the fresco has always been studied from archaeological point of view, as an integral part of the ancient villa and as decoration of a possible room of the domus. But, from the point of view of the artistic content, the scholars have said very little, or nothing. According to a personal interpretation, this fresco is a representation of how the Sirens presented themselves to men in the collective imagination. There are, in fact, on more parts of the fresco those that would appear some little angels, but we must remember that we are at the time of the first emperors, which means that Christianity was considered as a Jewish sect to persecute. They are not even some Cupids, because they were generally depicted naked; those cherubs are Sirens, creatures half man or woman (but they seem men), having wings (because they accompany, flying, the souls of the dead in the afterlife) and without fish tail (the Sirens with fish tail are medieval): these are Greek Sirens. On the water, where further down, also some dolphins jump, some Sirens ride with the reins some hippocampi, while others, higher up keep the curtain on which is drawn the scene “equestrian” (which is always the same from left to right).
To complete the fresco there are some figures that decorate the work: some hippocampi larger sized that tower over the temples; a cheetah; an Imperial eagle perched on the globe; some pegasi; two peacocks; two Sirens that ride a goat; another eagle holding with the reins by two other Sirens; a teapot on some stairs.
In the next article Discovering will talk about an old profession and a myth of Roman Positano.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.
Video “Positano la grande bellezza” is on Youtube channel Positanonews tv. Photo by Franco Fusco.

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