Piano di Sorrento Spettacolo Teatrale Ferdinando di Teatro Mio di Vico Equense

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Domenica 22 febbraio alle ore 18.00 presso Villa Fondi a Piano di Sorrento terzo appuntamento con la Rassegna “Teatro in Piano” con la Compagnia “Teatro Mio” di Vico Equense che porterà in scena “Ferdinando” commedia di Annibale Ruccello. Ingresso € 5,00
Ferdinando, commedia è una grande opera popolare e allo stesso tempo soddisfacente per un pubblico sempre più attento ed esigente. La regia è a totale servizio della drammaturgia, vera protagonista dell’allestimento: la scarna scenografia e una recitazione minimalista (senza “accenti“ particolari) sottolineano una volontà di guardare e fare un vero teatro per e della gente.
Campagna napoletana, agosto 1870: rimasta vedova, la baronessa Donna Clotilde Lucanigro si è rifugiata in una villa sulla costa dove passa le giornate a letto fra rosari e medicine, “malata immaginaria” sempre in fin di vita. A farle da infermiera e dama di compagnia è Gesualda, cugina povera, inacidita dal nubilato e – si intuisce – amante di Don Catellino, prete di famiglia che tutti i giorni, alla stessa ora, ha l’abitudine di andare a bere un bicchierino al capezzale della presunta inferma. A sconvolgere lo stagnante e teso equilibrio domestico provvede Ferdinando, dalla bellezza efebica che, rimasto orfano, viene mandato a vivere da Donna Clotilde di cui risulta essere un misterioso, lontano nipote.Domenica 22 febbraio alle ore 18.00 presso Villa Fondi a Piano di Sorrento terzo appuntamento con la Rassegna “Teatro in Piano” con la Compagnia “Teatro Mio” di Vico Equense che porterà in scena “Ferdinando” commedia di Annibale Ruccello. Ingresso € 5,00
Ferdinando, commedia è una grande opera popolare e allo stesso tempo soddisfacente per un pubblico sempre più attento ed esigente. La regia è a totale servizio della drammaturgia, vera protagonista dell’allestimento: la scarna scenografia e una recitazione minimalista (senza “accenti“ particolari) sottolineano una volontà di guardare e fare un vero teatro per e della gente.
Campagna napoletana, agosto 1870: rimasta vedova, la baronessa Donna Clotilde Lucanigro si è rifugiata in una villa sulla costa dove passa le giornate a letto fra rosari e medicine, “malata immaginaria” sempre in fin di vita. A farle da infermiera e dama di compagnia è Gesualda, cugina povera, inacidita dal nubilato e – si intuisce – amante di Don Catellino, prete di famiglia che tutti i giorni, alla stessa ora, ha l’abitudine di andare a bere un bicchierino al capezzale della presunta inferma. A sconvolgere lo stagnante e teso equilibrio domestico provvede Ferdinando, dalla bellezza efebica che, rimasto orfano, viene mandato a vivere da Donna Clotilde di cui risulta essere un misterioso, lontano nipote.