De Luca stravince su Cozzolino le primarie PD in Campania secondo il sondaggio dei socialisti

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Vincenzo De Luca sindaco di Salerno depostato dalla Severino stravincerebbe le primare del PD per la Regione Campania , 46 a 38 per cento su Cozzolino, questo il risultato del sondaggio commissionato dai socialisti  mentre il suo stesso partito, pare, gli rema contro, rinviando di continuo le primarie che lui insegue da oramai due mesi, se fatti in data utile non avrebbe avuto neanche le condanne da giustificare che ci sono state dopo,  siamo alla quinta data ufficiale. Sembra una farsa ma è il partito campano: l’ultimo slittamento è dal 22 febbraio all’1 marzo. E la mossa non frena l’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (gravato da due condanne): anzi, nel suo comitato si giocano al lotto i 5 numeri delle rispettive date, e si posta la ricevuta sui social.

 Il quotidiano Il Mattino ha reso noto quanto risulta dalle intenzioni di voto raccolte dalla Digis su commissione dai socialisti. Il rilievo si basa su un campione telefonico di mille persone a cui è stata chiesta un’opinione del lavoro del governo e su ciò che pensano di votare alle regionali.

Fermo restando che i candidati del Centrodestra e del Movimento 5 Stelle sono noti, l’indagine si è concentrata soprattutto sui “papabili” alla guida del Centrosinistra: Vincenzo De Luca secondo quanto si legge Luca sfonderebbe il muro del 47% intercettando anche i voti di destra mentre gli altri sarebbero compresi tra il 30 e il 40 per cento. In particolare, nello scontro con Caldoro Andrea Cozzolino raccoglierebbe il 39,2%, Marco di Lello il 38,9%, Gennaro Migliore il 37,2% e Nello di Nardo si fermerebbe appena 32,9%.

Nel centrosinistra De Luca risulta meno amato rispetto a Migliore e Cozzolino (64 e 63 per cento contro il 60 deluchiano) ma paradossalmente è quello che potrebbe raccogliere più consensi, sia a destra che nel bacino elettorale grillino.

Per De Luca, che nei paesi feriti dal clan dei casalesi, come San Cipriano e Casapesenna, quel rinvio è “l’ennesima offesa all’immagine del Pd e alla dignità dei nostri militanti”. Intervistato da Conchita Sannino di Repubblica De Luca è sempre più sicuro  De Luca, è davvero convinto che si facciano le primarie? “Sì, si faranno”. Andrea Cozzolino, ex assessore regionale e suo sfidante, dice che si ispirerà al passo del montanaro. E lei? “Al passo di chi non ha partecipato a imbrogli nelle primarie, di chi non ha corresponsabilità nei disastri della Campania; e di chi può parlare non con le parole, ma con i fatti. Sono portatore di un’esperienza di governo che ha condotto una città del Sud a primati nazionali nella trasformazione urbana, nell’ambiente, nella raccolta differenziata, nelle energie rinnovabili, nel turismo, nelle politiche sociali. Basta?” . La sua candidatura è legittima, ma non pensa di incarnare l’immagine del candidato a qualunque costo? “Sinceramente no. Io il lavoro, da sempre, me lo devo cercare: in un paese nel quale esiste la “selezione in negativo”. Meno fai, più ti promuovono. Mi dovrebbero pregare per mettermi in gioco nella regione che ha problemi biblici. Riusciremo a partire da questi, anziché dalle logiche da sottocorrenti e sottogruppi?” Se lei vince le primarie, e poi le elezioni, per legge dovrà decadere. Se perde, sarà stata una guerra nefasta per il Pd. “Innanzitutto, se si vince, si governa. Punto. Tutto il resto sono frottole. I tribunali hanno bocciato ovunque la Severino. Il mal di pancia ce l’hanno quanti sono interessati a pratiche di consociativismo. Se si scopre il velo in Campania, altro che Mafia Capitale…”. Per quale spinta lo fa? Perché non ha nulla da perdere? ” L’unica motivazione: strappare la Campania alla palude burocratica e trasformarla nel motore dello sviluppo del Sud”. Anche i vertici del Pd le hanno chiesto di lasciare e ha detto no. I cittadini pensano: se litigano già su questo… “Il Pd nazionale mi ha chiesto di riflettere sul rischio di strumentalizzazione. Ho riflettuto. Vado avanti. Devo solo garantire che possiamo batterci in tutte le sedi a testa alta. Ho una condanna per abuso in atto d’ufficio per aver adoperato, 8 anni fa, l’espressione “Project manager” anziché “coordinatore” di un gruppo di lavoro. È demenziale. In queste condizioni l’Italia rimarrà paralizzata. Colgano i gruppi parlamentari quest’ultima occasione per modificare quei punti della Severino che creano mostruosità. Lo facciano prima delle amministrative. Per il resto i cittadini campani cercano uomini concreti in grado di risolvere i loro problemi “. L’ex governatore Bassolino ha detto a Repubblica che ormai non c’è una motivazione politica per far saltare i gazebo: e poi “Renzi è nato con le primarie”. Concorda? “Completamente d’accordo, sì”. Anche sul fatto che dopo 5 anni di governo non brillante, e con Renzi al comando, Caldoro è destinato a perdere? “La Campania è ultima per sanità, uso di fondi europei, trasporto, ambiente, disoccupazione. Eppure, nello stesso giorno in cui il Pd vinceva grazie a Renzi le europee, nelle amministrative locali, siamo stati strabattuti. In Campania non è scontato nulla”.

Vincenzo De Luca sindaco di Salerno depostato dalla Severino stravincerebbe le primare del PD per la Regione Campania , 46 a 38 per cento su Cozzolino, questo il risultato del sondaggio commissionato dai socialisti  mentre il suo stesso partito, pare, gli rema contro, rinviando di continuo le primarie che lui insegue da oramai due mesi, se fatti in data utile non avrebbe avuto neanche le condanne da giustificare che ci sono state dopo,  siamo alla quinta data ufficiale. Sembra una farsa ma è il partito campano: l'ultimo slittamento è dal 22 febbraio all'1 marzo. E la mossa non frena l'ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca (gravato da due condanne): anzi, nel suo comitato si giocano al lotto i 5 numeri delle rispettive date, e si posta la ricevuta sui social.

 Il quotidiano Il Mattino ha reso noto quanto risulta dalle intenzioni di voto raccolte dalla Digis su commissione dai socialisti. Il rilievo si basa su un campione telefonico di mille persone a cui è stata chiesta un'opinione del lavoro del governo e su ciò che pensano di votare alle regionali.

Fermo restando che i candidati del Centrodestra e del Movimento 5 Stelle sono noti, l'indagine si è concentrata soprattutto sui "papabili" alla guida del Centrosinistra: Vincenzo De Luca secondo quanto si legge Luca sfonderebbe il muro del 47% intercettando anche i voti di destra mentre gli altri sarebbero compresi tra il 30 e il 40 per cento. In particolare, nello scontro con Caldoro Andrea Cozzolino raccoglierebbe il 39,2%, Marco di Lello il 38,9%, Gennaro Migliore il 37,2% e Nello di Nardo si fermerebbe appena 32,9%.

Nel centrosinistra De Luca risulta meno amato rispetto a Migliore e Cozzolino (64 e 63 per cento contro il 60 deluchiano) ma paradossalmente è quello che potrebbe raccogliere più consensi, sia a destra che nel bacino elettorale grillino.

Per De Luca, che nei paesi feriti dal clan dei casalesi, come San Cipriano e Casapesenna, quel rinvio è "l'ennesima offesa all'immagine del Pd e alla dignità dei nostri militanti". Intervistato da Conchita Sannino di Repubblica De Luca è sempre più sicuro  De Luca, è davvero convinto che si facciano le primarie? "Sì, si faranno". Andrea Cozzolino, ex assessore regionale e suo sfidante, dice che si ispirerà al passo del montanaro. E lei? "Al passo di chi non ha partecipato a imbrogli nelle primarie, di chi non ha corresponsabilità nei disastri della Campania; e di chi può parlare non con le parole, ma con i fatti. Sono portatore di un'esperienza di governo che ha condotto una città del Sud a primati nazionali nella trasformazione urbana, nell'ambiente, nella raccolta differenziata, nelle energie rinnovabili, nel turismo, nelle politiche sociali. Basta?" . La sua candidatura è legittima, ma non pensa di incarnare l'immagine del candidato a qualunque costo? "Sinceramente no. Io il lavoro, da sempre, me lo devo cercare: in un paese nel quale esiste la "selezione in negativo". Meno fai, più ti promuovono. Mi dovrebbero pregare per mettermi in gioco nella regione che ha problemi biblici. Riusciremo a partire da questi, anziché dalle logiche da sottocorrenti e sottogruppi?" Se lei vince le primarie, e poi le elezioni, per legge dovrà decadere. Se perde, sarà stata una guerra nefasta per il Pd. "Innanzitutto, se si vince, si governa. Punto. Tutto il resto sono frottole. I tribunali hanno bocciato ovunque la Severino. Il mal di pancia ce l'hanno quanti sono interessati a pratiche di consociativismo. Se si scopre il velo in Campania, altro che Mafia Capitale…". Per quale spinta lo fa? Perché non ha nulla da perdere? " L'unica motivazione: strappare la Campania alla palude burocratica e trasformarla nel motore dello sviluppo del Sud". Anche i vertici del Pd le hanno chiesto di lasciare e ha detto no. I cittadini pensano: se litigano già su questo… "Il Pd nazionale mi ha chiesto di riflettere sul rischio di strumentalizzazione. Ho riflettuto. Vado avanti. Devo solo garantire che possiamo batterci in tutte le sedi a testa alta. Ho una condanna per abuso in atto d'ufficio per aver adoperato, 8 anni fa, l'espressione "Project manager" anziché "coordinatore" di un gruppo di lavoro. È demenziale. In queste condizioni l'Italia rimarrà paralizzata. Colgano i gruppi parlamentari quest'ultima occasione per modificare quei punti della Severino che creano mostruosità. Lo facciano prima delle amministrative. Per il resto i cittadini campani cercano uomini concreti in grado di risolvere i loro problemi ". L'ex governatore Bassolino ha detto a Repubblica che ormai non c'è una motivazione politica per far saltare i gazebo: e poi "Renzi è nato con le primarie". Concorda? "Completamente d'accordo, sì". Anche sul fatto che dopo 5 anni di governo non brillante, e con Renzi al comando, Caldoro è destinato a perdere? "La Campania è ultima per sanità, uso di fondi europei, trasporto, ambiente, disoccupazione. Eppure, nello stesso giorno in cui il Pd vinceva grazie a Renzi le europee, nelle amministrative locali, siamo stati strabattuti. In Campania non è scontato nulla".