Costiera Amalfitana: ferragosto rischio pioggia poi esce il sole Maiori e Positano festeggiano l´Assunta

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Ferragosto in Costiera Amalfitana inizia con il cattivo tempo in quasi tutte le zone stamattina ci siamo svegliati con un cielo grigio ma le previsioni dicevano che il sud sarebbe stato risparmiato dal brutto tempo gia dalle prime ore del mattino i primi pioviggini e ora nel momento che sto scrivendo sta piovendo ma sicuramente la giornata sarà più tranquilla a causa del cattivo tempo ma comunque anche quest’anno si registra il tutto esaurito quest’anno negli alberghi più italiani che stranieri. Un boom di presenze un po’ dovunque ma, soprattutto, dove al richiamo turistico si unisce quello delle Feste patronali che si celebrano un po’ dovunque. Non c’è paese, infatti, che non onori l’Assunta cui ha dedicato una Chiesa o una Cappella ma, a Positano ed a Maiori, si ricorda anche il “fatto straordinario” di tanti secoli fa e sempre vivo ed attuale nella fede della gente con i fuochi che si fanno prima a Maiori alle 22,30 poi a Positano. Nel pomeriggio il tempo è migliorato

POSITANO rinnova la tradizione della “Madonna venuta dal mare” e salvata dalla ruberia dei corsari.  Era il tempo della persecuzione iconoclasta in Oriente ed un vascello, con a bordo una tavola bizantina raffigurante la Vergine ed il Bambino, navigava nelle acque del golfo. Appena in vista dell’abitato, si sentì una voce misteriosa che ordinava “posa posa” per cui il “pilota, da interno lume ispirato, tutto lieto e senza indugio drizzò la prora a terra ed, ivi approdato, consegnò l’immagine alla gente accorsa sulla marina che, accompagnata da tutto l’equipaggio, con edificante processione la trasportò nell’antica Chiesa di San Vito per porla sopra l’altare”. A tale avvenimento s’ispirò, nel dopoguerra, lo “Sbarco dei  Saraceni” che diventò un happening di grosso richiamo per la ripresa del turismo e, soprattutto, di quello di èlite. Una lotta a tutto campo, in mare e sulla spiaggia, per impedire che il quando della Madonna venisse trafugato e che, alla fine, si risolveva in un abbraccio tra fedeli e miscredenti nel nome di Maria. Lo “sbarco” non lo si ripete più dagli anni Settanta ma si fa festa lo stesso e vi partecipano anche vip e vacanzieri.

MAIORI ricorda la prodigiosa “scoperta” della sua Protettrice: Correva l’anno 1.200, un mercantile proveniente da Tolemaide fu colto da tempesta al largo della costa e, per evitare il rischio di affondare, gettò in mare parte del carico tra cui diverse balle di cotone. Dopo qualche giorno, alcuni pescatori trassero a riva, nella loro sciabica, una di quei colli e fu grande la loro meraviglia nel trovarvi dentro una “Madonna di greca scultura, di stile orientale, di appariscente freschezza ma d’incontestabile longevità”. Il popolo, appresa la notizia, corse immediatamente, prese la Statua e la portò nella vicina Chiesa di Santa Tecla. Giusto il tempo per superare l’emozione della sorpresa e “dalla contrada partì un devoto e solenne corteo che, fra cantici, grida di giubilo, entusiasmo inesprimibile, condusse l’Effige nella Collegiata per collocarla sulla tribuna dell’altare maggiore” perché  la si potesse venerare ed invocare con il nome di Santa Maria a Mare.

 Michele Pappacoda