Napoli. Presa la gang di Capodichino. Bloccavano i telecomandi delle auto impossessandosi dei bagagli

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Napoli. Il vigile piomba sul ladro con l’irruenza di un ventenne, lo blocca contro il muro, lo arresta praticamente da solo prima ancora che arrivino i colleghi. Il vigile coraggioso che si è lanciato per prendere il ladro è Enrico D’Avanzo, un luogotenente della polizia municipale che ha 63 anni e l’entusiasmo di un ragazzino; ha operato assieme all’agente scelta Carmen Vallefuoco, al luogotenente Antonio Amodeo e al personale dell’unità operativa investigativa. D’Avanzo quel ladro l’aveva puntato già in passato e gli era sfuggito, ma stavolta no. L’ha preso finalmente, l’ha bloccato, anche se gli altri membri della gang sono sfuggiti. D’Avanzo fa parte dell’unità operativa aeroporto della polizia municipale, al comando del capitano Vincenzo Maiolino, che assieme all’unità investigativa retta dal capitano Giuseppe De Martino, ha organizzato l’appostamento per fermare i ladri di bagagli. La gang dei ladri di bagagli da circa un anno tormenta i viaggiatori che vanno verso Capodichino per partire o escono dallo scalo dopo essere sbarcati a Napoli. Il gruppetto agiva in maniera metodica e pulita: sempre la stessa auto per gli spostamenti, la stessa tecnica di furto e la stessa tecnologia. Ecco, è proprio la tecnologia a disposizione dei delinquenti il particolare che colpisce di più in questa storia: i ladri utilizzavano un jammer, un piccolo congegno tecnologico capace di bloccare il telecomando dell’automobile delle vittime. L’automobilista scende e pigia il tasto sulla chiave dell’auto, convinto di aver bloccato le serrature e inserito l’antifurto; il delinquente pigia il tasto del suo telecomando che oscura il segnale, così l’auto rimane senza protezione, a disposizione della gang. Da aprile ad oggi sono stati circa una decina i colpi messi a segno. Ma la municipale ipotizza che possano essere stati molti di più perché le persone che arrivano a Capodichino per prendere un aereo spesso hanno troppa fretta e non denunciano oppure presentano la denuncia una volta giunte a destinazione, così una statistica precisa diventa impossibile. Un aiuto alle indagini è giunto quando i ladri hanno commesso un errore e si sono spostati in fondo al viale d’ingresso dell’aeroporto. Recentemente la banda ha colpito un’auto che si era fermata al bar «Madonna», all’imboccatura di viale Fulco Ruffo di Calabria e l’intera «operazione» è stata filmata dalle telecamere che sorvegliano la zona. Così è stata individuata l’auto della banda e sono state anche scoperte le modalità del furto. E quando l’altro giorno i vigili hanno visto quella stessa auto che percorreva più volte la strada a caccia di vittime, hanno fatto scattare il piano che era già stato predisposto con il coordinamento del comandante del corpo, il colonnello Ciro Esposito. Due autocivetta dell’unità operativa investigativa sono state allertate e sono arrivate in zona, due pattuglie dell’unità operativa aeroporto si sono messe sulle tracce del delinquente. Quando il ladro, stavolta solo, senza gli altri componenti della gang, s’è fermato nella stessa zona in fondo al viale. Il luogotenente D’Avanzo è sceso dall’auto ed è rimasto in appostamento sul marciapiede. Le modalità di intervento, stavolta, erano note a tutti. I vigili hanno atteso con pazienza che arrivasse l’auto di una «vittima», hanno notato che il ladro utilizzava il jammer per disattivare l’antifurto, hanno atteso che il delinquente si impossessasse di computer e bagagli che erano nell’auto e sono intervenuti. L’uomo arrestato in flagranza, Arco Barbelli, è stato giudicato con rito direttissimo ed è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione che sconterà ai domiciliari. Nel frattempo la polizia municipale sta dando la caccia agli altri membri della gang. (Paolo Barbuto – Il Mattino) 

Napoli. Il vigile piomba sul ladro con l’irruenza di un ventenne, lo blocca contro il muro, lo arresta praticamente da solo prima ancora che arrivino i colleghi. Il vigile coraggioso che si è lanciato per prendere il ladro è Enrico D’Avanzo, un luogotenente della polizia municipale che ha 63 anni e l’entusiasmo di un ragazzino; ha operato assieme all’agente scelta Carmen Vallefuoco, al luogotenente Antonio Amodeo e al personale dell’unità operativa investigativa. D’Avanzo quel ladro l’aveva puntato già in passato e gli era sfuggito, ma stavolta no. L’ha preso finalmente, l’ha bloccato, anche se gli altri membri della gang sono sfuggiti. D’Avanzo fa parte dell’unità operativa aeroporto della polizia municipale, al comando del capitano Vincenzo Maiolino, che assieme all’unità investigativa retta dal capitano Giuseppe De Martino, ha organizzato l’appostamento per fermare i ladri di bagagli. La gang dei ladri di bagagli da circa un anno tormenta i viaggiatori che vanno verso Capodichino per partire o escono dallo scalo dopo essere sbarcati a Napoli. Il gruppetto agiva in maniera metodica e pulita: sempre la stessa auto per gli spostamenti, la stessa tecnica di furto e la stessa tecnologia. Ecco, è proprio la tecnologia a disposizione dei delinquenti il particolare che colpisce di più in questa storia: i ladri utilizzavano un jammer, un piccolo congegno tecnologico capace di bloccare il telecomando dell’automobile delle vittime. L’automobilista scende e pigia il tasto sulla chiave dell’auto, convinto di aver bloccato le serrature e inserito l’antifurto; il delinquente pigia il tasto del suo telecomando che oscura il segnale, così l’auto rimane senza protezione, a disposizione della gang. Da aprile ad oggi sono stati circa una decina i colpi messi a segno. Ma la municipale ipotizza che possano essere stati molti di più perché le persone che arrivano a Capodichino per prendere un aereo spesso hanno troppa fretta e non denunciano oppure presentano la denuncia una volta giunte a destinazione, così una statistica precisa diventa impossibile. Un aiuto alle indagini è giunto quando i ladri hanno commesso un errore e si sono spostati in fondo al viale d’ingresso dell’aeroporto. Recentemente la banda ha colpito un’auto che si era fermata al bar «Madonna», all’imboccatura di viale Fulco Ruffo di Calabria e l’intera «operazione» è stata filmata dalle telecamere che sorvegliano la zona. Così è stata individuata l’auto della banda e sono state anche scoperte le modalità del furto. E quando l’altro giorno i vigili hanno visto quella stessa auto che percorreva più volte la strada a caccia di vittime, hanno fatto scattare il piano che era già stato predisposto con il coordinamento del comandante del corpo, il colonnello Ciro Esposito. Due autocivetta dell’unità operativa investigativa sono state allertate e sono arrivate in zona, due pattuglie dell’unità operativa aeroporto si sono messe sulle tracce del delinquente. Quando il ladro, stavolta solo, senza gli altri componenti della gang, s’è fermato nella stessa zona in fondo al viale. Il luogotenente D’Avanzo è sceso dall’auto ed è rimasto in appostamento sul marciapiede. Le modalità di intervento, stavolta, erano note a tutti. I vigili hanno atteso con pazienza che arrivasse l’auto di una «vittima», hanno notato che il ladro utilizzava il jammer per disattivare l’antifurto, hanno atteso che il delinquente si impossessasse di computer e bagagli che erano nell’auto e sono intervenuti. L’uomo arrestato in flagranza, Arco Barbelli, è stato giudicato con rito direttissimo ed è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione che sconterà ai domiciliari. Nel frattempo la polizia municipale sta dando la caccia agli altri membri della gang. (Paolo Barbuto – Il Mattino)