Sorrento: Ferraglia e frigoriferi sulla scogliera Regina Giovanna, sequestrata una discarica in pieno sito archeologico.

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Sorrento: Sito archeologico, sequestrato deposito di rifiuti speciali.

di Vincenzo Maresca.

Sorrento. Erano giunte segnalazioni da ogni dove, persino da un turista di Bologna appassionato di storia che aveva denunciato il degrado in cui versava uno dei più bei siti archeologici della penisola sorrentina dove acqua sporca, murales che deturpavano costruzioni di epoca romana e rifiuti di ogni genere accantonati da un vicino stabilimento balneare avevano cancellato oramai il sorriso da una delle più belle cartoline di Sorrento. Alla fine nemmeno la guardia di finanza ha potuto resistere oltre e con un blitz di poche ore ha posto sotto sequestro un intero deposito abusivo di rottami e rifiuti speciali costituito da travi in ferro arrugginite, tubature in plastica, casse di metallo, frigoriferi, oltre a scarichi fognari che da tempo rendevano puzzolente lo specchio d’acqua dove ignari turisti e bagnanti si calavano in cerca di un felice refrigerio. Artefici dell’operazione che si potrebbe definire “Sorrento pulita” sono state le fiamme gialle della tenenza di Massa Lubrense che sotto l’egida della guardia di finanza del comando provinciale di Napoli hanno raccolto le numerose denunce e segnalazioni inoltrate da turisti di passaggio, persone del luogo, wwf Italia e wwf sezione penisola sorrentina. Il sequestro è avvenuto in una delle maggiori aree archeologiche dell’intera costiera sorrentina, in localita “Bagni della Regina Giovanna” al Capo di Sorrento dove ancora oggi sorgono i ruderi della villa di Felice Pollio console romano della prima età imperiale. Devastante lo spettacolo davanti al quale si sono trovati i finanzieri che congiuntamente ad agenti della polizia municipale di Sorrento, ispettori dell’Asl Na3sud e personale dell’Arpac, quest’ultimo nuovo in operazioni del genere, hanno rilevato la presenza di travi in leghe ferrose arrugginite, laminati, giunti di ponteggio, fili elettrici, tubature recise, residui di scassi di cemento, rifiuti ingombranti abbandonati tranquillamente sul posto dallo stabilimento “La Solara” il cui titolare è stato immediatamente denunciato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per i reati di distruzione e deturpazione di bellezze naturali e di attività di gestione di rifiuti non autorizzata. In quattro e quattr’otto uno dei pochi siti storici ed archeologici della costiera dove la regina Giovanna d’Angiò, regina di Napoli, regina titolare di Gerusalemme e Sicilia, principessa d’Acaia e contessa di Provenza e Forcalquier, veniva di frequente a fare il bagno, tanto da lasciare immortalato il proprio nome in questa incantevole località di Sorrento, era stato trasformato in una pattumiera a cielo aperto dove i soliti speculatori traevano profitto da strutture ancora oggi in dubbio sotto il profilo della legittimità urbanistica. Da tempo residenti, e soprattutto turisti di passaggio, si erano accorti del disgusto in cui era precipitata un’area incantevole e peraltro acquistata dal Comune di Sorrento nel 2003 impegnando una cifra di 3milioni e 100mila euro per acquisire dalla “Compagnia di Gesù della Provincia di Napoli” un patrimonio immobiliare costituito da un fondo rustico di 25.465 metri quadrati di uliveti e 14.581 metri quadrati di aranceti con un fabbricato rurale di 446.40 metri quadrati, oltre ad altri comodi rurali per 158.85 metri quadrati. Una spesa fatta con il denaro dei contribuenti per un’area archeologica dove qualcuno, come al solito, ha pensato bene di lucrare a danno dell’ambiente e dell’immagine. Dopo anni di denunce e segnalazioni finalmente l’intervento delle forze dell’ordine con la nuova amministrazione comunale che non ha mancato di essere vicina ai cittadini in un chiaro segnale di tutela del patrimonio pubblico.