Salerno boom di straordinari a ospedale Ruggi scatta inchiesta

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Salerno Boom di straordinari, 300 ore al mese  Il caso più clamoroso è quello di un ausiliario con 300 ore di straordinario al mese come media, che ha guadagnato intorno ai 2200-2400 euro lordi mensili, poco più di due tecnici impegnati (sempre gli stessi) in straordinari che li ha fatti sì sudare ma anche lievitare la busta paga. Ci sono poi casi di dipendenti che hanno lavorato 18 ore di fila e un consistente gruppo che di ore di straordinario ne ha fatte mediamente 100 al mese, superando di gran lunga il tetto delle 500 ore all’anno. Il caso degli straordinari del personale di comparto (cioè tutto il settore non medico) del Ruggi lo si può leggere in due modi: secondo i sindacati è uno straordinario “di necessità” che dipende dal fatto che negli ospedali non si può assumere per cui per andare avanti bisogna far lavorare molto e di più il personale che c’è, per cui è normale lo sforamento di 7,5 milioni nel 2014. Dall’altra parte c’è la direzione dell’ospedale che pur riconoscendo gli sforzi e l’abnegazione dei dipendenti (lo ha fatto in diverse sedi il direttore generale Vincenzo Viggiani), ha voluto vederci chiaro evidenziando 257 posizioni anomale di altrettanti dipendenti (l’11,5% del totale del personale di comparto) a cui sono andati circa 4 milioni (divisi in maniera diversa ovviamente) di straordinari. La Procura intanto ha aperto un’inchiesta, come reso noto dalla parlamentare Giordano. Come primo provvedimento i dipendenti sono stati messi in ferie d’ufficio perché avevano fatto molti straordinari senza riposare mai. Poi sono scattate nuove regole (slittate al primo marzo per la verità) che mirano a correggere la principale distorsione del sistema degli straordinari, secondo cui il caposala autorizza il personale di comparto preso dall’urgenza e spesso senza neanche avvertire il responsabile del dipendente. Al punto 3 delle nuove disposizioni è scritto che, «le autorizzazioni al lavoro straordinario devono essere preventivamente disposte dal responsabile del servizio di appartenenza del dipendente e solo per un numero intero di ore». Ma provvedimenti sono arrivati anche per i medici in materia di lavoro in autoconvenzionamento (il lavoro “aggiuntivo”), in sostanza le ore in più che un’azienda chiede ai medici se c’è carenza di organico, per ridurre le liste d’attesa e per turni che non si riescono ad organizzare. «Abbiamo riscontrato costi esorbitanti e siamo stati costretti ad intervenire» spiega il direttore amministrativo del Ruggi, Salvatore Guetta. La spesa nel 2014 è stata di otto milioni, più del 2013 (un’ora di autoconvenzionamento costa 60 euro lorde a fronte di 20 per lo straordinario). Bisogna tagliare 3 milioni. Ed anche per i medici è scattata una stretta, restringendo il ricorso ai fondi dell’autoconvenzionamento, tipologia di lavoro che però secondo i medici è necessario data la carenza cronica di personale. L’ospedale di Castiglione ad esempio si regge su questo sistema. I paletti attengono prevalentemente a questioni organizzative: vigilanza dei direttori medici di presidio, la digitazione di un codice . di Monica Trotta La Citta di Salerno 

Salerno Boom di straordinari, 300 ore al mese  Il caso più clamoroso è quello di un ausiliario con 300 ore di straordinario al mese come media, che ha guadagnato intorno ai 2200-2400 euro lordi mensili, poco più di due tecnici impegnati (sempre gli stessi) in straordinari che li ha fatti sì sudare ma anche lievitare la busta paga. Ci sono poi casi di dipendenti che hanno lavorato 18 ore di fila e un consistente gruppo che di ore di straordinario ne ha fatte mediamente 100 al mese, superando di gran lunga il tetto delle 500 ore all’anno. Il caso degli straordinari del personale di comparto (cioè tutto il settore non medico) del Ruggi lo si può leggere in due modi: secondo i sindacati è uno straordinario “di necessità” che dipende dal fatto che negli ospedali non si può assumere per cui per andare avanti bisogna far lavorare molto e di più il personale che c’è, per cui è normale lo sforamento di 7,5 milioni nel 2014. Dall’altra parte c’è la direzione dell’ospedale che pur riconoscendo gli sforzi e l’abnegazione dei dipendenti (lo ha fatto in diverse sedi il direttore generale Vincenzo Viggiani), ha voluto vederci chiaro evidenziando 257 posizioni anomale di altrettanti dipendenti (l’11,5% del totale del personale di comparto) a cui sono andati circa 4 milioni (divisi in maniera diversa ovviamente) di straordinari. La Procura intanto ha aperto un’inchiesta, come reso noto dalla parlamentare Giordano. Come primo provvedimento i dipendenti sono stati messi in ferie d’ufficio perché avevano fatto molti straordinari senza riposare mai. Poi sono scattate nuove regole (slittate al primo marzo per la verità) che mirano a correggere la principale distorsione del sistema degli straordinari, secondo cui il caposala autorizza il personale di comparto preso dall’urgenza e spesso senza neanche avvertire il responsabile del dipendente. Al punto 3 delle nuove disposizioni è scritto che, «le autorizzazioni al lavoro straordinario devono essere preventivamente disposte dal responsabile del servizio di appartenenza del dipendente e solo per un numero intero di ore». Ma provvedimenti sono arrivati anche per i medici in materia di lavoro in autoconvenzionamento (il lavoro “aggiuntivo”), in sostanza le ore in più che un’azienda chiede ai medici se c’è carenza di organico, per ridurre le liste d’attesa e per turni che non si riescono ad organizzare. «Abbiamo riscontrato costi esorbitanti e siamo stati costretti ad intervenire» spiega il direttore amministrativo del Ruggi, Salvatore Guetta. La spesa nel 2014 è stata di otto milioni, più del 2013 (un’ora di autoconvenzionamento costa 60 euro lorde a fronte di 20 per lo straordinario). Bisogna tagliare 3 milioni. Ed anche per i medici è scattata una stretta, restringendo il ricorso ai fondi dell’autoconvenzionamento, tipologia di lavoro che però secondo i medici è necessario data la carenza cronica di personale. L’ospedale di Castiglione ad esempio si regge su questo sistema. I paletti attengono prevalentemente a questioni organizzative: vigilanza dei direttori medici di presidio, la digitazione di un codice . di Monica Trotta La Citta di Salerno