All’ospedale di Sorrento carenza di organico e reparti al collasso. A Medicina Generale solo due infermieri a turno

0

Sorrento. Carenze di organico e reparti al collasso: è emergenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento. Una nuova puntata di una telenovela già all’attenzione del governatore Stefano Caldoro e dell’Asl Napoli 3 Sud a cui gli operatori del presidio tornano a invocare lo sblocco del turn-over. Al reparto di medicina generale – così come denunciano i sindacati – ci sono solo due infermieri a turno. Pochi, anche a detta di Fials. Soprattutto se si pensa che in medicina generale si trattano patologie gravi, anche di carattere sub-intensivo. Due infermieri non bastano a soddisfare le esigenze dei malati soprattutto quando si presenta la necessità di trasferire un paziente che ha bisogno di assistenza. Senza dimenticare la questione del pronto soccorso: medici costretti spesso a turni massacranti tanto da suggerire a Flora Beneduce, già primario degli ospedali riuniti della penisola, a chiedere il potenziamento del personale. «E’ da mesi che stiamo denunciando questo stato di cose – sottolinea Carlo Balzamo, sindacalista Fials – In medicina generale ci sono appena due infermieri per ogni turno e se uno è costretto a spostarsi per accompagnare un paziente ad effettuare esami strumentali, resta appena un’unità in un reparto nel quale spesso ci s’imbatte anche in interventi d’emergenza. Cosa succede se due pazienti nello stesso momento hanno bisogno di assistenza? Spesso sta capitando che gli infermieri vengono tirati in ballo sui disservizi che ci sono, ma assolutamente non attribuibili a lavoratori che stanno cercando in tutti i modi di sopperire ad una carenza di personale ormai cronica. Serve quanto prima un adeguamento dell’organico per attenuare quella che è un’emergenza a tutti gli effetti». Un ospedale, quello di Sorrento, che non può contare nemmeno sul sostegno degli operatori socio sanitari: «che rappresentano una figura importantissima – rincara la dose il sindacalista Fials – La loro presenza permette di sopperire alle carenze di personale e soprattutto di gestire al meglio il lavoro in un reparto. Chiediamo all’Asl Napoli 3 Sud una maggiore attenzione verso l’ospedale di Sorrento da sempre bistrattato sotto questo punto di vista. I nuovi operatori socio sanitari vengono inviati quasi tutti a Nola, un presidio che non lamenta mai carenze di personale. Credo sia giusta una migliore distribuzione di queste importanti risorse e che ci si ricordi di un ospedale come Sorrento che è fondamentale, anche geograficamente, per l’intera utenza della penisola». Tutto ciò mentre nella vicina Vico Equense monta la protesta per l’incubo della chiusura del presidio De Luca e Rossano che, stando al maxi progetto dell’ospedale unico che dovrà essere realizzato a Sant’Agnello, dovrà essere accorpato al nuovo plesso che costerà circa 105 milioni di euro. (Metropolis)  

Sorrento. Carenze di organico e reparti al collasso: è emergenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Sorrento. Una nuova puntata di una telenovela già all’attenzione del governatore Stefano Caldoro e dell’Asl Napoli 3 Sud a cui gli operatori del presidio tornano a invocare lo sblocco del turn-over. Al reparto di medicina generale – così come denunciano i sindacati – ci sono solo due infermieri a turno. Pochi, anche a detta di Fials. Soprattutto se si pensa che in medicina generale si trattano patologie gravi, anche di carattere sub-intensivo. Due infermieri non bastano a soddisfare le esigenze dei malati soprattutto quando si presenta la necessità di trasferire un paziente che ha bisogno di assistenza. Senza dimenticare la questione del pronto soccorso: medici costretti spesso a turni massacranti tanto da suggerire a Flora Beneduce, già primario degli ospedali riuniti della penisola, a chiedere il potenziamento del personale. «E’ da mesi che stiamo denunciando questo stato di cose – sottolinea Carlo Balzamo, sindacalista Fials – In medicina generale ci sono appena due infermieri per ogni turno e se uno è costretto a spostarsi per accompagnare un paziente ad effettuare esami strumentali, resta appena un’unità in un reparto nel quale spesso ci s’imbatte anche in interventi d’emergenza. Cosa succede se due pazienti nello stesso momento hanno bisogno di assistenza? Spesso sta capitando che gli infermieri vengono tirati in ballo sui disservizi che ci sono, ma assolutamente non attribuibili a lavoratori che stanno cercando in tutti i modi di sopperire ad una carenza di personale ormai cronica. Serve quanto prima un adeguamento dell’organico per attenuare quella che è un’emergenza a tutti gli effetti». Un ospedale, quello di Sorrento, che non può contare nemmeno sul sostegno degli operatori socio sanitari: «che rappresentano una figura importantissima – rincara la dose il sindacalista Fials – La loro presenza permette di sopperire alle carenze di personale e soprattutto di gestire al meglio il lavoro in un reparto. Chiediamo all’Asl Napoli 3 Sud una maggiore attenzione verso l’ospedale di Sorrento da sempre bistrattato sotto questo punto di vista. I nuovi operatori socio sanitari vengono inviati quasi tutti a Nola, un presidio che non lamenta mai carenze di personale. Credo sia giusta una migliore distribuzione di queste importanti risorse e che ci si ricordi di un ospedale come Sorrento che è fondamentale, anche geograficamente, per l’intera utenza della penisola». Tutto ciò mentre nella vicina Vico Equense monta la protesta per l’incubo della chiusura del presidio De Luca e Rossano che, stando al maxi progetto dell’ospedale unico che dovrà essere realizzato a Sant’Agnello, dovrà essere accorpato al nuovo plesso che costerà circa 105 milioni di euro. (Metropolis)