Atene dice no a Berlino niente accordo con l’Eurogruppo

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ltro che accordo. L’Eurogruppo si è concluso con un netto nulla di fatto. Dopo giorni di trattative silenziose lo scontro è riesploso in tutta la sua durezza. Atene ha respinto completamente la proposta di un’estensione per sei mesi del programma di aiuti, cioè l’insieme degli impegni assunti con la Troika, per proseguire i colloqui. Ieri mattina il ministro delle Finanze, Woflgang Schaeuble, ha accusato il governo greco con parole molto dure: «Mi dispiace per i greci. Hanno eletto un governo che si sta comportando in modo piuttosto irresponsabile al momento. La Grecia – ha aggiunto – deve capire che non si può vivere al di sopra dei propri mezzi e continuare a fare proposte su come gli altri dovrebbero pagare ancora di più». Controreplica del portavoce del governo ellenico, Gavriil Sakellaridis: «Potrei dire che anche la Germania è irresponsabile. Chi è irresponsabile e chi è responsabile è una valutazione soggettiva – ha aggiunto il portavoce – ma non voglio scendere al livello degli insulti». La posizione di Atene è stata molto netta: l’estensione del programma è stata giudicata «irragionevole e inaccettabile» dai rappresentanti di Atene. La riunione è stata quindi aggiornata a venerdì e il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato che «le discussioni proseguiranno coinvolgendo i capi di governo ma c’è stata tra i membri una unanime disponibilità ad un’estensione del programma anche con criteri di flessibilità». Il commissario Moscovoci ha ribadito che «è importante decidere un’estensione del programma per discutere in modo approfondito delle posizioni della Grecia». «Siamo pronti a impegnarci, ma è chiaro che tutti devono rispettare gli impegni, l’unica soluzione realistica è l’estensione del piano per darci più tempo per i negoziati», ha ribadito il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. «Vogliamo un accordo il prima possibile, ma serve un segnale dal governo greco», ha aggiunto. «Un’estensione del programma è la cosa migliore per avere tempo per pensare a un nuovo programma – gli ha fatto eco il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin – Questa soluzione, che la Francia sostiene, è buona soluzione che consente sicurezza e tempo necessario». La Grecia non ha intenzione di proseguire sulla strada dell’attuale programma di aiuti, perché reputa, come ha spiegato il portavoce del governo, «non realistiche» le attese di un surplus di bilancio del 3% nel 2015 e del 4,5% nel 2016. Le posizioni dei paesi dell’Eurogruppo sono state unanimi nel proporre alla Grecia una estensione di sei mesi per permettere discussioni approfondite. Da Roma anche il premier italiano ha assunto una posizione di sottile mediazione: «L’assunto da cui Tsipras si è mosso è comprensibile. Serve intelligenza dell’Ue perché si rispettino le regole ma si usi flessibilità».

ltro che accordo. L’Eurogruppo si è concluso con un netto nulla di fatto. Dopo giorni di trattative silenziose lo scontro è riesploso in tutta la sua durezza. Atene ha respinto completamente la proposta di un’estensione per sei mesi del programma di aiuti, cioè l’insieme degli impegni assunti con la Troika, per proseguire i colloqui. Ieri mattina il ministro delle Finanze, Woflgang Schaeuble, ha accusato il governo greco con parole molto dure: «Mi dispiace per i greci. Hanno eletto un governo che si sta comportando in modo piuttosto irresponsabile al momento. La Grecia – ha aggiunto – deve capire che non si può vivere al di sopra dei propri mezzi e continuare a fare proposte su come gli altri dovrebbero pagare ancora di più». Controreplica del portavoce del governo ellenico, Gavriil Sakellaridis: «Potrei dire che anche la Germania è irresponsabile. Chi è irresponsabile e chi è responsabile è una valutazione soggettiva – ha aggiunto il portavoce – ma non voglio scendere al livello degli insulti». La posizione di Atene è stata molto netta: l’estensione del programma è stata giudicata «irragionevole e inaccettabile» dai rappresentanti di Atene. La riunione è stata quindi aggiornata a venerdì e il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha dichiarato che «le discussioni proseguiranno coinvolgendo i capi di governo ma c’è stata tra i membri una unanime disponibilità ad un’estensione del programma anche con criteri di flessibilità». Il commissario Moscovoci ha ribadito che «è importante decidere un’estensione del programma per discutere in modo approfondito delle posizioni della Grecia». «Siamo pronti a impegnarci, ma è chiaro che tutti devono rispettare gli impegni, l'unica soluzione realistica è l'estensione del piano per darci più tempo per i negoziati», ha ribadito il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. «Vogliamo un accordo il prima possibile, ma serve un segnale dal governo greco», ha aggiunto. «Un’estensione del programma è la cosa migliore per avere tempo per pensare a un nuovo programma – gli ha fatto eco il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin – Questa soluzione, che la Francia sostiene, è buona soluzione che consente sicurezza e tempo necessario». La Grecia non ha intenzione di proseguire sulla strada dell’attuale programma di aiuti, perché reputa, come ha spiegato il portavoce del governo, «non realistiche» le attese di un surplus di bilancio del 3% nel 2015 e del 4,5% nel 2016. Le posizioni dei paesi dell’Eurogruppo sono state unanimi nel proporre alla Grecia una estensione di sei mesi per permettere discussioni approfondite. Da Roma anche il premier italiano ha assunto una posizione di sottile mediazione: «L’assunto da cui Tsipras si è mosso è comprensibile. Serve intelligenza dell'Ue perché si rispettino le regole ma si usi flessibilità».