GUG: La coda di paglia degli umani nel giorno della festa dei gatti

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GUG: La coda di paglia degli umani nel giorno della festa dei gatti

Oggi è la giornata del gatto e la scelta di questa data è collegata alla simbologia stessa del gatto, un animale indipendente, ingiustamente associato in qualche caso a sventura e cattiva reputazione. Febbraio che nella tradizione popolare viene definito come “il mese dei gatti e delle streghe”, astrologicamente è il mese dell’Acquario, segno dei creativi e indipendenti, come i felini. Annagrammando il numero romano XVII infine si ottiene il latino “VIXI” (“sono vissuto”), correlato alle tante vite del gatto così come il 17, “1 vita per 7 volte”, è collegato alle leggende sulla longevità del felino domestico.
Noi GUG riteniamo giusto limitare tale ricorrenza esclusivamente ai gatti neri poichè il giorno 17 rappresenta notoriamente la sfortuna, la stessa immotivatamente condivisa dai poveri felini di colore, vittime di maltrattamenti perché ritenuti portatori di malocchio.
Per la globalità della razza felina invece pensiamo sia più appropriato festeggiare l’anno del gatto.
Una leggenda cinese racconta che il Sovrano del Cielo e della Terra, a seguito di un viaggio nel mondo terrestre decise di portare al Cielo dodici creature, quelle più degne di figurare nello zodiaco, per mostrarle agli esseri divini, ed incaricò il topo di convocarle. Lui malizioso, per invidia, omise di chiamare il gatto, il quale da allora, snobba un po’ i rappresentanti ufficiali dello zoo celeste.
Come sostiene lo scrittore Philippe Forest, da allora il gatto va a trovare di tanto in tanto queste dodici creature prescelte, ma solo “en passant”, per ribadire che il loro tempo è diverso rispetto al suo, e che nel loro tempo, lui è libero di andare e venire quando vuole.
A ben guardare, il gatto quando cammina muove la sua coda nell’aria, come l’asta di un metronomo che misura il tempo, contando i secondi, i minuti e le ore con la più perfetta regolarità, senza che però nessuno possa trarre dalla sua osservazione, indicazioni precise come quelle che potrebbe trarre da orologi e meccanismi più convenzionali. Come disse Baudelaire: “un’ora immobile”.
Non c’è un anno del gatto. Tutti gli anni lo sono. Il tempo si allunga con lui in tutte le direzioni contemporaneamente, vasto come i secoli dei secoli. Ed è un mistero che cosa riempie il tempo vago della sua esistenza visto che un gatto può non fare assolutamente niente ed allo stesso tempo dare l’impressione di essere totalmente occupato da un misterioso incarico che richiede tutta la sua attenzione!GUG: La coda di paglia degli umani nel giorno della festa dei gatti

Oggi è la giornata del gatto e la scelta di questa data è collegata alla simbologia stessa del gatto, un animale indipendente, ingiustamente associato in qualche caso a sventura e cattiva reputazione. Febbraio che nella tradizione popolare viene definito come “il mese dei gatti e delle streghe”, astrologicamente è il mese dell’Acquario, segno dei creativi e indipendenti, come i felini. Annagrammando il numero romano XVII infine si ottiene il latino “VIXI” (“sono vissuto”), correlato alle tante vite del gatto così come il 17, “1 vita per 7 volte”, è collegato alle leggende sulla longevità del felino domestico.
Noi GUG riteniamo giusto limitare tale ricorrenza esclusivamente ai gatti neri poichè il giorno 17 rappresenta notoriamente la sfortuna, la stessa immotivatamente condivisa dai poveri felini di colore, vittime di maltrattamenti perché ritenuti portatori di malocchio.
Per la globalità della razza felina invece pensiamo sia più appropriato festeggiare l’anno del gatto.
Una leggenda cinese racconta che il Sovrano del Cielo e della Terra, a seguito di un viaggio nel mondo terrestre decise di portare al Cielo dodici creature, quelle più degne di figurare nello zodiaco, per mostrarle agli esseri divini, ed incaricò il topo di convocarle. Lui malizioso, per invidia, omise di chiamare il gatto, il quale da allora, snobba un po’ i rappresentanti ufficiali dello zoo celeste.
Come sostiene lo scrittore Philippe Forest, da allora il gatto va a trovare di tanto in tanto queste dodici creature prescelte, ma solo “en passant”, per ribadire che il loro tempo è diverso rispetto al suo, e che nel loro tempo, lui è libero di andare e venire quando vuole.
A ben guardare, il gatto quando cammina muove la sua coda nell’aria, come l’asta di un metronomo che misura il tempo, contando i secondi, i minuti e le ore con la più perfetta regolarità, senza che però nessuno possa trarre dalla sua osservazione, indicazioni precise come quelle che potrebbe trarre da orologi e meccanismi più convenzionali. Come disse Baudelaire: “un’ora immobile”.
Non c’è un anno del gatto. Tutti gli anni lo sono. Il tempo si allunga con lui in tutte le direzioni contemporaneamente, vasto come i secoli dei secoli. Ed è un mistero che cosa riempie il tempo vago della sua esistenza visto che un gatto può non fare assolutamente niente ed allo stesso tempo dare l’impressione di essere totalmente occupato da un misterioso incarico che richiede tutta la sua attenzione!