Strinic torna padrone della fascia. Il mancino croato titolare a Palermo, sarà poi indisponibile in Europa League

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Torna Strinic, il terzino che finora non ha sbagliato un colpo. L’affarone di gennaio del Napoli, il croato preso a parametro zero dal Dnipro. Impatto formidabile, sempre titolare tra campionato e coppa Italia. Dalla Lazio in poi sempre in campo dal primo minuto, Benitez lo ha fatto rifiatare solo domenica scorsa contro l’Udinese, anche per evitargli il rischio di infortuni. Subito protagonista, ci ha messo poco ad entrare in sintonia con il gruppo e negli schemi di Rafa. Un terzino sinistro vecchio stampo, uno di quelli che tiene la posizione senza strafare, concedendo poco o nulla agli avversari. Un esterno però bravo anche a spingere quando serve e a mettere palloni in mezzo, un sinistro morbido e preciso. Per lui subito gli applausi del San Paolo, esame superato a pieni voti. «La prima impressione è molto buona, la città è bella, sono entusiasta del club, dei compagni e dell’allenatore. Esco principalmente con chi parla inglese come De Guzman, Inler e Koulibaly, ma sto seguendo un corso di italiano», ha detto il terzino croato. L’abbraccio dei tifosi. Stregato dal calore dei napoletani, dalla spinta dei tifosi azzurri e dal tifo del San Paolo. «La gente qui vive di calcio, sono arrivato solo a gennaio ma già mi riconoscono per strada e mi fermano ogni giorno per foto e autografi. Il San Paolo è incredibile, quando hai 70mila persone che tifano per te è fantastico, anche se non posso confrontarlo col frastuono del Poljud di Spalato: l’Hajduk per me resta speciale». Strinic subito protagonista, sempre tra i migliori in campo e subito calato alla perfezione nella nuova realtà italiana. Un acquisto fondamentale per il Napoli, soprattutto subito decisivo per gli azzurri a gennaio, nel mese in cui è mancato Ghoulam impegnato in coppa d’Africa. «Per me è importante adattarmi rapidamente alla serie A, molto più tattica rispetto al campionato ucraino, anche se per me ciò non rappresenta una novità perché sono stato allenato da Reja ai tempi dell’Hajduk», ha spiegato il terzino. Stregato da Rafa. Ci ha messo poco per convincere Benitez, il terzino croato ha metabolizzato le idee del tecnico spagnolo e le metodologie di allenamento. Fermo a Dnipro per infortunio nell’ultimo mese del 2014, ci ha messo poco a Napoli per entrare in forma e nella condizione giusta per potersi disimpegnare senza problemi. Un esterno di fascia che ha dato equilibrio alla fascia, più difensivo rispetto all’algerino Ghoulam. «Benitez mi aiuta molto ad inserirmi nel calcio italiano, è un grande allenatore che ha vinto tutto e sono convinto che possa migliorarmi. Un allenatore speciale». Il rendimento. Strinic titolare a Palermo, gioca dal primo minuto stasera al Barbera, un altro esame non semplice contro una squadra che soprattutto nella fase offensiva riesce a fare la differenza e segna tanti gol. Il pericolo numero uno della squadra di Iachini è Dybala, abile a svariare su tutto il fronte d’attacco e a puntare anche sull’esterno, oltre che nelle incursioni centrali. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Torna Strinic, il terzino che finora non ha sbagliato un colpo. L’affarone di gennaio del Napoli, il croato preso a parametro zero dal Dnipro. Impatto formidabile, sempre titolare tra campionato e coppa Italia. Dalla Lazio in poi sempre in campo dal primo minuto, Benitez lo ha fatto rifiatare solo domenica scorsa contro l’Udinese, anche per evitargli il rischio di infortuni. Subito protagonista, ci ha messo poco ad entrare in sintonia con il gruppo e negli schemi di Rafa. Un terzino sinistro vecchio stampo, uno di quelli che tiene la posizione senza strafare, concedendo poco o nulla agli avversari. Un esterno però bravo anche a spingere quando serve e a mettere palloni in mezzo, un sinistro morbido e preciso. Per lui subito gli applausi del San Paolo, esame superato a pieni voti. «La prima impressione è molto buona, la città è bella, sono entusiasta del club, dei compagni e dell’allenatore. Esco principalmente con chi parla inglese come De Guzman, Inler e Koulibaly, ma sto seguendo un corso di italiano», ha detto il terzino croato. L’abbraccio dei tifosi. Stregato dal calore dei napoletani, dalla spinta dei tifosi azzurri e dal tifo del San Paolo. «La gente qui vive di calcio, sono arrivato solo a gennaio ma già mi riconoscono per strada e mi fermano ogni giorno per foto e autografi. Il San Paolo è incredibile, quando hai 70mila persone che tifano per te è fantastico, anche se non posso confrontarlo col frastuono del Poljud di Spalato: l’Hajduk per me resta speciale». Strinic subito protagonista, sempre tra i migliori in campo e subito calato alla perfezione nella nuova realtà italiana. Un acquisto fondamentale per il Napoli, soprattutto subito decisivo per gli azzurri a gennaio, nel mese in cui è mancato Ghoulam impegnato in coppa d’Africa. «Per me è importante adattarmi rapidamente alla serie A, molto più tattica rispetto al campionato ucraino, anche se per me ciò non rappresenta una novità perché sono stato allenato da Reja ai tempi dell’Hajduk», ha spiegato il terzino. Stregato da Rafa. Ci ha messo poco per convincere Benitez, il terzino croato ha metabolizzato le idee del tecnico spagnolo e le metodologie di allenamento. Fermo a Dnipro per infortunio nell’ultimo mese del 2014, ci ha messo poco a Napoli per entrare in forma e nella condizione giusta per potersi disimpegnare senza problemi. Un esterno di fascia che ha dato equilibrio alla fascia, più difensivo rispetto all’algerino Ghoulam. «Benitez mi aiuta molto ad inserirmi nel calcio italiano, è un grande allenatore che ha vinto tutto e sono convinto che possa migliorarmi. Un allenatore speciale». Il rendimento. Strinic titolare a Palermo, gioca dal primo minuto stasera al Barbera, un altro esame non semplice contro una squadra che soprattutto nella fase offensiva riesce a fare la differenza e segna tanti gol. Il pericolo numero uno della squadra di Iachini è Dybala, abile a svariare su tutto il fronte d’attacco e a puntare anche sull’esterno, oltre che nelle incursioni centrali. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

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