Napoli. Tempesta di vento. Tronco cede a Santa Chiara, calcinacci al centro. Centinaia di chiamate di soccorso

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Napoli. E dopo la pioggia arrivò il vento, violento e gelido. E se l’acqua aveva devastato le strade, le folate, superiori agli 80 chilometri orari, hanno infierito su alberi, cartelloni pubblicitari e cornicioni: e a Napoli è stata, ovviamente, emergenza per un’altra giornata. A dire la verità, sulla città c’è stata anche una spruzzatina di neve che ha emozionato soprattutto i piccini ma che, fortunatamente, non s’è poggiata al suolo. È arrivata all’ora del pranzo e pure quei fiocchi, secondo gli esperti, rappresentano un evento eccezionale perché sono arrivati anche sul lungomare. Ma andiamo con ordine nel racconto dell’emergenza-vento che s’è sovrapposta a quella delle buche. Durante la notte fra domenica e ieri, la rete di rilevamento sistemata sui tetti della città dai meteorologi di campanialive.it ha registrato folate da 85 chilometri all’ora su via Partenope, da 82 su Castel Sant’Elmo. Quei soffi violenti si sono accaniti soprattutto sugli alberi della città che, è noto da tempo, sono fragili. La prima brutta sorpresa l’hanno avuta i lavoratori di Santa Chiara che, giunti di buon mattino all’ingresso della chiesa e del chiostro, hanno trovato un pino accasciato sul sagrato. Immediata richiesta d’intervento anche se, fortunatamente, quell’albero mentre crollava non ha ferito nessuno e non ha colpito nulla. Più o meno nello stesso momento un identico allarme suonava nella sede del comando della polizia municipale di Napoli a via De Giaxa: un gigantesco pino del cortile della sede dei vigili è crollato di schianto e ha pure colpito un’auto di servizio. Danni alla vettura (parabrezza spaccato e parte anteriore ammaccata) ma anche in questo caso nessun ferito: quell’auto era parcheggiata per la notte, non c’era personale all’interno. Giornata difficile per i vigili del fuoco che, fra Napoli e provincia, sono stati travolti dalle richieste di soccorso. Nel pomeriggio sono intervenuti in via Colli Aminei per un ramo spezzato che ha centrato un’automobile, subito dopo sono andati, di corsa, a piazza Carlo III per eliminare (anche in questo caso con autoscala e motoseghe) il pericolo di un pino che rischiava di crollare sulle auto in transito. Piccoli disagi anche al Vomero per alberi pericolanti in via Caccaviello e per un palo della segnaletica stradale schiantato al suolo in via Vaccaro. Poi decine di altri interventi in ogni zona della città per cornicioni a rischio e rami spezzati in pericoloso bilico sulle persone. Particolare preoccupazione per la caduta di calcinacci in piazza Carolina, nel cuore della città, che ha imposto la deviazione del traffico pedonale dal marciapiede sottostante il palazzo a rischio. Un concorso di colpa fra pioggia e vento, invece, sarebbe alla base della piccolissima frana che s’è verificata su via Coroglio. Si tratta, ovviamente, di uno scivolamento del terreno di modesta entità che ha invaso una parte della carreggiata in discesa, nella curva subito dopo il belvedere. Quella zona era già stata recintata per paura di cedimenti che, effettivamente, si sono verificati. A causare i danni non è stata la velocità del vento che l’altra notte ha raggiunto, al massimo, gli 85 chilometri all’ora (esattamente la metà della violentissima folata che ha colpito Bagnoli a mercoledì della scorsa settimana con una potenza di oltre 160 chilometri l’ora): «Ciò che ha causato i danni – spiega il meteorologo Alberto Fortelli di www.campanialive.it – è stata la lunghissima sequenza di soffi di elevata intensità che hanno, pian piano, infierito sugli alberi e sui cornicioni». Per i fanatici del meteo c’è da sottolineare che il vento che ha flagellato Napoli è il grecale che proviene da Nordest e ha trascinato con sé l’aria ghiacciata dei Balcani. A maledire quell’aria gelida sono stati anche i vigili di Napoli costretti a presidiare le buche della città. Quelle più pericolose non possono essere abbandonate e bisogna restare lì a sorvegliarle e ad avvisare gli automobilisti. A dire la verità di vere e proprie voragini, decisamente pericolose, ce ne sono in ogni parte della città e, molto spesso, non vengono nemmeno segnalate. Ieri ci siamo imbattuti in un gigantesco avvallamento su via Piazzolla in fondo all’Arenaccia. Per affrontare quel fosso le automobili ovviamente rallentano fin quasi a fermarsi, così si crea una coda alle spalle che genera un traffico che si espande all’intera zona. C’è, poi, una buca talmente ampia da essere diventata una piscina. Si trova ad Agnano, nell’incrocio che conduce all’ippodromo. Attualmente è recintata con il nastro rosso per evitare che le auto possano impantanarsi lì dentro. Nonostante l’impegno da parte del Comune che spiega di aver mandato in giro per tutta la città le squadre del pronto intervento strade, gli effetti non sono ancora molto visibili sul territorio. Su via Marina si fa ancora lo slalom, Pianura è devastata, anche il Vomero è un camel trophy mentre al Rione Alto c’è ancora il divieto di percorrere viale Colli Aminei che s’è spaccato a metà. Ovviamente anche via Caracciolo continua ad essere pericolosa, colma di insidie e preoccupante. Le buche, dopo la polemica sollecitazione di Antonio Bassolino, vennero colmate a metà della scorsa settimana, ma oggi sono di nuovo al loro posto. Infine, come se non bastasse, anche la pista ciclabile è stata tormentata dal vento e dal maltempo. I grossi contenitori di plastica bianchi e rossi che dovrebbero delimitare il percorso riservato ai ciclisti, sono stati abbattuti e hanno praticamente cancellato il percorso. Anche per le due ruote ecologiche passeggiare davanti al mare è un’impresa. (Paolo Barbuto – Il Mattino)

Napoli. E dopo la pioggia arrivò il vento, violento e gelido. E se l’acqua aveva devastato le strade, le folate, superiori agli 80 chilometri orari, hanno infierito su alberi, cartelloni pubblicitari e cornicioni: e a Napoli è stata, ovviamente, emergenza per un’altra giornata. A dire la verità, sulla città c’è stata anche una spruzzatina di neve che ha emozionato soprattutto i piccini ma che, fortunatamente, non s’è poggiata al suolo. È arrivata all’ora del pranzo e pure quei fiocchi, secondo gli esperti, rappresentano un evento eccezionale perché sono arrivati anche sul lungomare. Ma andiamo con ordine nel racconto dell’emergenza-vento che s’è sovrapposta a quella delle buche. Durante la notte fra domenica e ieri, la rete di rilevamento sistemata sui tetti della città dai meteorologi di campanialive.it ha registrato folate da 85 chilometri all’ora su via Partenope, da 82 su Castel Sant’Elmo. Quei soffi violenti si sono accaniti soprattutto sugli alberi della città che, è noto da tempo, sono fragili. La prima brutta sorpresa l’hanno avuta i lavoratori di Santa Chiara che, giunti di buon mattino all’ingresso della chiesa e del chiostro, hanno trovato un pino accasciato sul sagrato. Immediata richiesta d’intervento anche se, fortunatamente, quell’albero mentre crollava non ha ferito nessuno e non ha colpito nulla. Più o meno nello stesso momento un identico allarme suonava nella sede del comando della polizia municipale di Napoli a via De Giaxa: un gigantesco pino del cortile della sede dei vigili è crollato di schianto e ha pure colpito un’auto di servizio. Danni alla vettura (parabrezza spaccato e parte anteriore ammaccata) ma anche in questo caso nessun ferito: quell’auto era parcheggiata per la notte, non c’era personale all’interno. Giornata difficile per i vigili del fuoco che, fra Napoli e provincia, sono stati travolti dalle richieste di soccorso. Nel pomeriggio sono intervenuti in via Colli Aminei per un ramo spezzato che ha centrato un’automobile, subito dopo sono andati, di corsa, a piazza Carlo III per eliminare (anche in questo caso con autoscala e motoseghe) il pericolo di un pino che rischiava di crollare sulle auto in transito. Piccoli disagi anche al Vomero per alberi pericolanti in via Caccaviello e per un palo della segnaletica stradale schiantato al suolo in via Vaccaro. Poi decine di altri interventi in ogni zona della città per cornicioni a rischio e rami spezzati in pericoloso bilico sulle persone. Particolare preoccupazione per la caduta di calcinacci in piazza Carolina, nel cuore della città, che ha imposto la deviazione del traffico pedonale dal marciapiede sottostante il palazzo a rischio. Un concorso di colpa fra pioggia e vento, invece, sarebbe alla base della piccolissima frana che s’è verificata su via Coroglio. Si tratta, ovviamente, di uno scivolamento del terreno di modesta entità che ha invaso una parte della carreggiata in discesa, nella curva subito dopo il belvedere. Quella zona era già stata recintata per paura di cedimenti che, effettivamente, si sono verificati. A causare i danni non è stata la velocità del vento che l’altra notte ha raggiunto, al massimo, gli 85 chilometri all’ora (esattamente la metà della violentissima folata che ha colpito Bagnoli a mercoledì della scorsa settimana con una potenza di oltre 160 chilometri l’ora): «Ciò che ha causato i danni – spiega il meteorologo Alberto Fortelli di www.campanialive.it – è stata la lunghissima sequenza di soffi di elevata intensità che hanno, pian piano, infierito sugli alberi e sui cornicioni». Per i fanatici del meteo c’è da sottolineare che il vento che ha flagellato Napoli è il grecale che proviene da Nordest e ha trascinato con sé l’aria ghiacciata dei Balcani. A maledire quell’aria gelida sono stati anche i vigili di Napoli costretti a presidiare le buche della città. Quelle più pericolose non possono essere abbandonate e bisogna restare lì a sorvegliarle e ad avvisare gli automobilisti. A dire la verità di vere e proprie voragini, decisamente pericolose, ce ne sono in ogni parte della città e, molto spesso, non vengono nemmeno segnalate. Ieri ci siamo imbattuti in un gigantesco avvallamento su via Piazzolla in fondo all’Arenaccia. Per affrontare quel fosso le automobili ovviamente rallentano fin quasi a fermarsi, così si crea una coda alle spalle che genera un traffico che si espande all’intera zona. C’è, poi, una buca talmente ampia da essere diventata una piscina. Si trova ad Agnano, nell’incrocio che conduce all’ippodromo. Attualmente è recintata con il nastro rosso per evitare che le auto possano impantanarsi lì dentro. Nonostante l’impegno da parte del Comune che spiega di aver mandato in giro per tutta la città le squadre del pronto intervento strade, gli effetti non sono ancora molto visibili sul territorio. Su via Marina si fa ancora lo slalom, Pianura è devastata, anche il Vomero è un camel trophy mentre al Rione Alto c’è ancora il divieto di percorrere viale Colli Aminei che s’è spaccato a metà. Ovviamente anche via Caracciolo continua ad essere pericolosa, colma di insidie e preoccupante. Le buche, dopo la polemica sollecitazione di Antonio Bassolino, vennero colmate a metà della scorsa settimana, ma oggi sono di nuovo al loro posto. Infine, come se non bastasse, anche la pista ciclabile è stata tormentata dal vento e dal maltempo. I grossi contenitori di plastica bianchi e rossi che dovrebbero delimitare il percorso riservato ai ciclisti, sono stati abbattuti e hanno praticamente cancellato il percorso. Anche per le due ruote ecologiche passeggiare davanti al mare è un’impresa. (Paolo Barbuto – Il Mattino)