Processo a monsignor Scarano, l’ex socio: «Ho pagato 400 euro la mia penitenza»

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«Eravamo diretti ad Avellino e chiesi a monsignor Nunzio Scarano di confessarmi. Quando finimmo, lui mi disse che l’unico modo per fare penitenza era dare soldi da investire in opere di bene. Così gli diedi ciò che avevo in tasca 300-400 euro…». Lo dichiara in aula, nel corso del processo a monsignor Scarano e altri 49 imputati per riciclaggio, Giovanni Fiorillo, ex socio in affari del prelato e di suo cugino Domenico Scarano nella società Prima Luce. Una testimonianza, la sua, lunga ma anche «contorta», tanto da indurre per ben due volte il presidente Ubaldo Perrotta (a latere giudici Cioffi e Sorrentino) a ricordargli che era sotto giuramento. Una testimonianza, accompagnata dalla lettura del verbale di interrogatorio fatta dal pm Elena Guarino. Tanti i «non ricordo», unica invece l’espressione di timore e imbarazzo impressa sul suo volto. Indagato per furto dei quadri nell’abitazione di don Nunzio, la posizione di Fiorillo è stata di recente archiviata. Nel corso della deposizione, comunque, tanti anche gli elementi emersi sulla personalità di Scarano che, stando a quanto dichiarato dall’imprenditore, «usava il divino per intimorirmi». 

 

 

 

«Eravamo diretti ad Avellino e chiesi a monsignor Nunzio Scarano di confessarmi. Quando finimmo, lui mi disse che l’unico modo per fare penitenza era dare soldi da investire in opere di bene. Così gli diedi ciò che avevo in tasca 300-400 euro…». Lo dichiara in aula, nel corso del processo a monsignor Scarano e altri 49 imputati per riciclaggio, Giovanni Fiorillo, ex socio in affari del prelato e di suo cugino Domenico Scarano nella società Prima Luce. Una testimonianza, la sua, lunga ma anche «contorta», tanto da indurre per ben due volte il presidente Ubaldo Perrotta (a latere giudici Cioffi e Sorrentino) a ricordargli che era sotto giuramento. Una testimonianza, accompagnata dalla lettura del verbale di interrogatorio fatta dal pm Elena Guarino. Tanti i «non ricordo», unica invece l’espressione di timore e imbarazzo impressa sul suo volto. Indagato per furto dei quadri nell’abitazione di don Nunzio, la posizione di Fiorillo è stata di recente archiviata. Nel corso della deposizione, comunque, tanti anche gli elementi emersi sulla personalità di Scarano che, stando a quanto dichiarato dall’imprenditore, «usava il divino per intimorirmi». 

 

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