Pompei. Raid vandalico nella notte al cimitero, distrutte lapidi e fioriere

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Ancora senza pace il cimitero di Pompei. Ancora una volta un raid vandalico disturba il riposo eterno dei cittadini defunti. Nella notte tra venerdì e sabato, alcuni intrusi – al momento sconosciuti – si sono introdotti all’interno del luogo sacro ed hanno rubato circa 50 portafiori in metallo. E non è tutto. Gli ignoti, armati di spranghe metalliche, hanno distrutto alcune lapidi poste a copertura delle tombe nella parte della nuova ala del camposanto di via Nolana. Sulla vicenda sono scattate le indagini della carabinieri. A rendere nota la vicenda, solo ieri mattina, è stata la Mirca, ditta che gestisce il cimitero della città mariana. Tra le prime ipotesi degli inquirenti c’è quella di uno “sfregio” mirato nei confronti della società che gestisce il luogo sacro. Appare strano infatti che siano stati portati via solo pochissimi oggetti dal cimitero e che per questo, siano state distrutte diverse tombe. Dunque non si tratta di “semplici” ladri, secondo gli investigatori. Anche se al momento i carabinieri non possono escludere nessuna ipotesi e ovviamente le indagini vanno in tutte le direzioni. Non è la prima volta che il cimitero di Pompei viene preso di mira da balordi, sia che si tratti di vandali o che si tratti di “raid” mirati ad asportare materiali come rame e ghisa. La stessa scena si è ripetuta pochi mesi fa. Era il 26 settembre scorso quando quattro malviventi intrufolatisi nella notte all’interno del cimitero danneggiarono oltre 200 tombe posizionate al lato nord del camposanto, trafugando, inoltro, una trentina di portalampade e statue votive in rame e ghisa. Anche su quest’episodio sono ancora in corso le indagini da parte dei Carabinieri. Anche stavolta le “Asgradite visite” notturne non mancano di provocare polemiche sulla gestione del cimitero e sulle tante dispute tra il Comune e la Mirca. «La causa di tutti i furti e danni è la mancanza di impianto di video sorveglianza che il Comune non ha mai autorizzato la Mirca ad eseguire, peraltro senza alcuna spesa a carico dell’Ente. La responsabilità è del Comune», ha commentato il rappresentante amministrativo della società di Sant’Antonio Abate che gestisce il cimitero, Francesco Mirante. «Stiamo ancora aspettando il via libera dal Comune – ha sottolineato Mirante – per installare le 19 telecamere che sono previste nel progetto esecutivo redatto da noi ed approvato dall’Ente nel mese di dicembre 2013, peraltro le stesse ed altro materiale sono giacenti nei depositi dal mese di gennaio scorso». (Marco Pirollo – Metropolis) 

Ancora senza pace il cimitero di Pompei. Ancora una volta un raid vandalico disturba il riposo eterno dei cittadini defunti. Nella notte tra venerdì e sabato, alcuni intrusi – al momento sconosciuti – si sono introdotti all’interno del luogo sacro ed hanno rubato circa 50 portafiori in metallo. E non è tutto. Gli ignoti, armati di spranghe metalliche, hanno distrutto alcune lapidi poste a copertura delle tombe nella parte della nuova ala del camposanto di via Nolana. Sulla vicenda sono scattate le indagini della carabinieri. A rendere nota la vicenda, solo ieri mattina, è stata la Mirca, ditta che gestisce il cimitero della città mariana. Tra le prime ipotesi degli inquirenti c’è quella di uno “sfregio” mirato nei confronti della società che gestisce il luogo sacro. Appare strano infatti che siano stati portati via solo pochissimi oggetti dal cimitero e che per questo, siano state distrutte diverse tombe. Dunque non si tratta di “semplici” ladri, secondo gli investigatori. Anche se al momento i carabinieri non possono escludere nessuna ipotesi e ovviamente le indagini vanno in tutte le direzioni. Non è la prima volta che il cimitero di Pompei viene preso di mira da balordi, sia che si tratti di vandali o che si tratti di “raid” mirati ad asportare materiali come rame e ghisa. La stessa scena si è ripetuta pochi mesi fa. Era il 26 settembre scorso quando quattro malviventi intrufolatisi nella notte all’interno del cimitero danneggiarono oltre 200 tombe posizionate al lato nord del camposanto, trafugando, inoltro, una trentina di portalampade e statue votive in rame e ghisa. Anche su quest’episodio sono ancora in corso le indagini da parte dei Carabinieri. Anche stavolta le “Asgradite visite” notturne non mancano di provocare polemiche sulla gestione del cimitero e sulle tante dispute tra il Comune e la Mirca. «La causa di tutti i furti e danni è la mancanza di impianto di video sorveglianza che il Comune non ha mai autorizzato la Mirca ad eseguire, peraltro senza alcuna spesa a carico dell’Ente. La responsabilità è del Comune», ha commentato il rappresentante amministrativo della società di Sant’Antonio Abate che gestisce il cimitero, Francesco Mirante. «Stiamo ancora aspettando il via libera dal Comune – ha sottolineato Mirante – per installare le 19 telecamere che sono previste nel progetto esecutivo redatto da noi ed approvato dall’Ente nel mese di dicembre 2013, peraltro le stesse ed altro materiale sono giacenti nei depositi dal mese di gennaio scorso». (Marco Pirollo – Metropolis) 

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