Pompei. Multate 92 prostitute. Controlli a tappeto dell’Arma. Contravvenzioni per 46mila euro

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Pompei. Prostituzione all’ombra del Santuario, lucciole che, nonostante i numerosi fogli di via, continuano ad esercitare il mestiere più antico del mondo sui marciapiedi che costeggiano gli Scavi archeologici e il Santuario della madonna del Rosario. E’ di un arresto, quattro denunce a piede libero, 92 multe il bilancio dei controlli anti-prostituzione scattati nelle ultime settimane a Pompei. Un controllo capillare del territorio mariano, quello messo a segno dai carabinieri della locale stazione coordinati dal maresciallo canino, che hanno stretto d’assedio le zone “calde” della città che si conferma sempre più una sorta di zona franca per gli incontri hard a pagamento. Un fenomeno che si consuma per strada, nei camping e negli alberghi che affittano stanze a ore. Un malcostume che si svolge sotto gli occhi di una città sopraffatta, oramai marchiata a fuoco dall’onta di località del meretricio, raggiunta, ogni giorno, da centinaia di clienti che, a tutte le ore, arrivano a Pompei per consumare il sesso a pagamento. I carabinieri hanno arrestato una 35enne, rumena, residente a Napoli Pianura, già nota alle forze dell’ordine, destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata, in aggravamento all’obbligo di dimora nel comune di Napoli. Un’ordinanza che la trentacinquenne ha ripetutamente violata per spostarsi a Pompei, dove si prostituisce. La rumena è stata sorpresa in flagranza, mentre cercava di adescare clienti. Ammanettata è trasferita presso il suo domicilio, a Napoli, dove dovrà rimanere ai domiciliari. Durante i controlli i militari hanno denunciato altre quattro lucciole, napoletane, per la violazione del foglio di via obbligatorio da Pompei. Anche loro sono state bloccate in strada mentre vendevano il proprio corpo al miglio offerente. Durante i controlli, sono state “multate” 92 ragazze, giovanissime, e per la maggior parte straniere, per la violazione dell’ordinanza sindacale del divieto di esercitare l’attività di meretricio per strada. Per loro sono scattate sanzioni amministrative per complessivi 46mila euro. A fronte dell’attenzione delle forze dell’ordine, il fenomeno resiste, le vie cittadine, dalla mattinata, diventano terreno fertile per le prostitute che arrivano in città dai paesi limitrofi e da Napoli per vendere sesso. Il mercato del sesso a pagamento si svolge alla luce del sole, ad 800 metri dal Santuario della Beata Vergine del Rosario, dove dalla tarda mattinata alle prime ore del pomeriggio a farla da padrone sono gli incontri a luci rosse. Le prostitute si mescolano tra turisti e residenti, sono le padrone indiscusse dei marciapiedi di via Plinio. Non si nascondono. Lavorano col cellulare. Mettono annunci sui giornali. Aspettano i clienti direttamente in albergo o in macchina. Un capitolo a parte merita il mercato del sesso della notte, quello che continua a svolgersi a Porta Marina Inferiore e Villa dei Misteri. Il paradiso dell’archeologia e della storia, di notte diventa il regno della trasgressione. A Villa dei Misteri, di notte, confluiscono le rotte del sesso proibito. Ogni giorno centinaia di turisti affollano la zona d’ingresso al sito archeologico più importante d’Europa, del tutto ignari di quello che accade in quello stesso luogo quando cala il buio. “Viados” giungono a Villa dei Misteri dall’intera provincia meridionale di Napoli e dai vicini paesi vesuviani. Un mercato che ha messo in allarme le forze dell’ordine che, nei mesi, ha intensificato i controlli e schedato centinaia di lucciole. Proprio nell’ambito di questi controlli era venuta fuori la storia di una prostituta rumena, Liliana, che dal 10 agosto del 2013 al 26 dicembre del 2014 aveva collezionato ben ottantadue fogli di via obbligatori. Dall’Italia, però, non era mai partita e, in disprezzo della legge, era rimasta a Pompei ad esercitare il lavoro più antico del mondo, nonostante fosse sia incinta di 23 settimane. Una storia, quella della record-woman dei fogli di via obbligatori che è diventato l’emblema del terzo volto di Pompei: oltre a Scavi e Santuario la città tocca il record di località più gettonata della provincia Sud di Napoli per quanto riguarda la prostituzione. Un fenomeno in crescita, che nemmeno la crisi ha fermato ma che, nonostante tutto, induce il primo cittadino, Nando Uliano, a dirsi contro l’eventuale istituzione di un “quartiere a luci rosse”, come ha stabilito Roma Capitale, per liberare le strade da quello che, oramai, è diventato un business impossibile da gestire. (Carmela Scarano – Metropolis)

Pompei. Prostituzione all’ombra del Santuario, lucciole che, nonostante i numerosi fogli di via, continuano ad esercitare il mestiere più antico del mondo sui marciapiedi che costeggiano gli Scavi archeologici e il Santuario della madonna del Rosario. E’ di un arresto, quattro denunce a piede libero, 92 multe il bilancio dei controlli anti-prostituzione scattati nelle ultime settimane a Pompei. Un controllo capillare del territorio mariano, quello messo a segno dai carabinieri della locale stazione coordinati dal maresciallo canino, che hanno stretto d’assedio le zone “calde” della città che si conferma sempre più una sorta di zona franca per gli incontri hard a pagamento. Un fenomeno che si consuma per strada, nei camping e negli alberghi che affittano stanze a ore. Un malcostume che si svolge sotto gli occhi di una città sopraffatta, oramai marchiata a fuoco dall’onta di località del meretricio, raggiunta, ogni giorno, da centinaia di clienti che, a tutte le ore, arrivano a Pompei per consumare il sesso a pagamento. I carabinieri hanno arrestato una 35enne, rumena, residente a Napoli Pianura, già nota alle forze dell’ordine, destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata, in aggravamento all’obbligo di dimora nel comune di Napoli. Un’ordinanza che la trentacinquenne ha ripetutamente violata per spostarsi a Pompei, dove si prostituisce. La rumena è stata sorpresa in flagranza, mentre cercava di adescare clienti. Ammanettata è trasferita presso il suo domicilio, a Napoli, dove dovrà rimanere ai domiciliari. Durante i controlli i militari hanno denunciato altre quattro lucciole, napoletane, per la violazione del foglio di via obbligatorio da Pompei. Anche loro sono state bloccate in strada mentre vendevano il proprio corpo al miglio offerente. Durante i controlli, sono state “multate” 92 ragazze, giovanissime, e per la maggior parte straniere, per la violazione dell’ordinanza sindacale del divieto di esercitare l’attività di meretricio per strada. Per loro sono scattate sanzioni amministrative per complessivi 46mila euro. A fronte dell’attenzione delle forze dell’ordine, il fenomeno resiste, le vie cittadine, dalla mattinata, diventano terreno fertile per le prostitute che arrivano in città dai paesi limitrofi e da Napoli per vendere sesso. Il mercato del sesso a pagamento si svolge alla luce del sole, ad 800 metri dal Santuario della Beata Vergine del Rosario, dove dalla tarda mattinata alle prime ore del pomeriggio a farla da padrone sono gli incontri a luci rosse. Le prostitute si mescolano tra turisti e residenti, sono le padrone indiscusse dei marciapiedi di via Plinio. Non si nascondono. Lavorano col cellulare. Mettono annunci sui giornali. Aspettano i clienti direttamente in albergo o in macchina. Un capitolo a parte merita il mercato del sesso della notte, quello che continua a svolgersi a Porta Marina Inferiore e Villa dei Misteri. Il paradiso dell’archeologia e della storia, di notte diventa il regno della trasgressione. A Villa dei Misteri, di notte, confluiscono le rotte del sesso proibito. Ogni giorno centinaia di turisti affollano la zona d’ingresso al sito archeologico più importante d’Europa, del tutto ignari di quello che accade in quello stesso luogo quando cala il buio. “Viados” giungono a Villa dei Misteri dall’intera provincia meridionale di Napoli e dai vicini paesi vesuviani. Un mercato che ha messo in allarme le forze dell’ordine che, nei mesi, ha intensificato i controlli e schedato centinaia di lucciole. Proprio nell’ambito di questi controlli era venuta fuori la storia di una prostituta rumena, Liliana, che dal 10 agosto del 2013 al 26 dicembre del 2014 aveva collezionato ben ottantadue fogli di via obbligatori. Dall’Italia, però, non era mai partita e, in disprezzo della legge, era rimasta a Pompei ad esercitare il lavoro più antico del mondo, nonostante fosse sia incinta di 23 settimane. Una storia, quella della record-woman dei fogli di via obbligatori che è diventato l’emblema del terzo volto di Pompei: oltre a Scavi e Santuario la città tocca il record di località più gettonata della provincia Sud di Napoli per quanto riguarda la prostituzione. Un fenomeno in crescita, che nemmeno la crisi ha fermato ma che, nonostante tutto, induce il primo cittadino, Nando Uliano, a dirsi contro l’eventuale istituzione di un “quartiere a luci rosse”, come ha stabilito Roma Capitale, per liberare le strade da quello che, oramai, è diventato un business impossibile da gestire. (Carmela Scarano – Metropolis)