Schegge di World Music in Amalfi Coast: L’energia Glocal degli Ultra High Flamenco e di Alexis Lefevre

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In molti qui, in Costiera Amalfitana, hanno partecipato volentieri all’ascolto dell’evento musicale in diretta dall’emittente radiofonica olandese NPO Radio 6, dedicato alla musica soul&jazz internazionale, giunto via web dal mondo immateriale ma ad ampio raggio della cultura musicale.
In particolare si parla del concerto del gruppo degli Ultra High Flamenco, tenutosi alla fine di gennaio, al Lantaren Venster a Rotterdam, in occasione della Biennale di Flamenco.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere a fine estate, il carismatico Alexis Lefevre che a Positano, a corollario degli spettacoli del “Premio Danza Positano Massine”, si è esibito in concerto con il suo gruppo jazz UHF “Ultra High Flamenco”.
A Positano lo ricordano tutti con affetto, avendovi lui trascorso l’infanzia e l’adolescenza, ascoltarlo con suo violino, dopo più di venti anni, ha costituito quindi un doppio piacere e per i suoi amici estimatori “glocals” anche motivo di orgoglio.
La fusion degli Ultra High Flamenco offre uno stile eclettico, pieno di energia, di improvvisazione jazzistica e di echi innovativi che stravolgono i tradizionali codici di flamenco in un orbita fiamminga.
Questi quattro artisti, ognuno con la propria carriera individuale, si uniscono in gruppo nel 2005, quando suonando insieme, la chimica è istantanea e la fusione avviene in modo quasi naturale: la chitarra spagnola dell’andaluso Josè Quevedo, il contrabbasso del basco Pablo Martín-Caminero, il violino del francese Alexis Lefevre e le percussioni dell’andaluso Paquito González .
Il loro primo album “UHF” viene presentato nel 2007 al “X Helsinki Flamenco Festival” ed entusiasma l’anima di pubblico e critica di quel freddo paese ma subito dopo, nel regno dei cuori caldi, della sala Galileo Galilei di Madrid, il trascinante fascino della loro musica si conferma definitivamente.
Da allora si esibiscono come gruppo jazz in numerosi e significativi eventi: il Festival Incontri in Cuenca Bienal di Siviglia, il Jerez Festival in Olanda, il Womex a Siviglia, il Södra Teatern a Stoccolma, il Festival a Berlino, il Flamenco Festival Barcellona Ciutat Bella, il Flamenco Festival Nuits Chateauvallon Jazz di Bilbao, il Jazz Plus Sofia in Bulgaria, il Musikstage Stans in Svizzera.
La 2°edizione dell’album “UHF” del 2010, guadagna la nomina di miglior album della sezione Flamenco, dell’Independent Phonographic Union, e nel 2011, il secondo album “BIPOLARE”, raggiunge posizioni di primo piano nel mondo musicale europeo del settore.
I quattro con i loro ritmi austeri di flamenco, le incursioni di tango e quelli più variegati del jazz nel fondersi, più che soffrire di un disturbo bipolare, sono il frutto di una comunione di personalità multiple, ciascuna con il suo fascino e il suo carisma che fa nascere il desiderio di conoscerli meglio.
Si tratta di una evoluzione del modo di concepire il flamenco strumentale, cui si accompagna l’esplorazione di quell’intimo rapporto con il jazz che quasi automaticamente va predominando.In molti qui, in Costiera Amalfitana, hanno partecipato volentieri all’ascolto dell’evento musicale in diretta dall’emittente radiofonica olandese NPO Radio 6, dedicato alla musica soul&jazz internazionale, giunto via web dal mondo immateriale ma ad ampio raggio della cultura musicale.
In particolare si parla del concerto del gruppo degli Ultra High Flamenco, tenutosi alla fine di gennaio, al Lantaren Venster a Rotterdam, in occasione della Biennale di Flamenco.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere a fine estate, il carismatico Alexis Lefevre che a Positano, a corollario degli spettacoli del “Premio Danza Positano Massine”, si è esibito in concerto con il suo gruppo jazz UHF “Ultra High Flamenco”.
A Positano lo ricordano tutti con affetto, avendovi lui trascorso l’infanzia e l’adolescenza, ascoltarlo con suo violino, dopo più di venti anni, ha costituito quindi un doppio piacere e per i suoi amici estimatori “glocals” anche motivo di orgoglio.
La fusion degli Ultra High Flamenco offre uno stile eclettico, pieno di energia, di improvvisazione jazzistica e di echi innovativi che stravolgono i tradizionali codici di flamenco in un orbita fiamminga.
Questi quattro artisti, ognuno con la propria carriera individuale, si uniscono in gruppo nel 2005, quando suonando insieme, la chimica è istantanea e la fusione avviene in modo quasi naturale: la chitarra spagnola dell’andaluso Josè Quevedo, il contrabbasso del basco Pablo Martín-Caminero, il violino del francese Alexis Lefevre e le percussioni dell’andaluso Paquito González .
Il loro primo album “UHF” viene presentato nel 2007 al “X Helsinki Flamenco Festival” ed entusiasma l’anima di pubblico e critica di quel freddo paese ma subito dopo, nel regno dei cuori caldi, della sala Galileo Galilei di Madrid, il trascinante fascino della loro musica si conferma definitivamente.
Da allora si esibiscono come gruppo jazz in numerosi e significativi eventi: il Festival Incontri in Cuenca Bienal di Siviglia, il Jerez Festival in Olanda, il Womex a Siviglia, il Södra Teatern a Stoccolma, il Festival a Berlino, il Flamenco Festival Barcellona Ciutat Bella, il Flamenco Festival Nuits Chateauvallon Jazz di Bilbao, il Jazz Plus Sofia in Bulgaria, il Musikstage Stans in Svizzera.
La 2°edizione dell’album “UHF” del 2010, guadagna la nomina di miglior album della sezione Flamenco, dell’Independent Phonographic Union, e nel 2011, il secondo album “BIPOLARE”, raggiunge posizioni di primo piano nel mondo musicale europeo del settore.
I quattro con i loro ritmi austeri di flamenco, le incursioni di tango e quelli più variegati del jazz nel fondersi, più che soffrire di un disturbo bipolare, sono il frutto di una comunione di personalità multiple, ciascuna con il suo fascino e il suo carisma che fa nascere il desiderio di conoscerli meglio.
Si tratta di una evoluzione del modo di concepire il flamenco strumentale, cui si accompagna l’esplorazione di quell’intimo rapporto con il jazz che quasi automaticamente va predominando.