Vico Equense. Si blocca il trasferimento al Comune dell’istituto Santissima Trinità. Cinque scrive alla Camera

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Vico Equense. Il sindaco Gennaro Cinque scrive ufficialmente alla commissione cultura della Camera dei Deputati chiedendo una svolta per il trasferimento del complesso monumentale della Santissima Trinità e Paradiso al Comune di Vico Equense. Un procedimento bloccato da mesi perché si attende (invano) il varo della legge che consentirebbe alla città di “riappropriarsi” di un plesso storico che ancora oggi fa capo all’omonimo istituto pubblico che è ancora di competenza del ministero della pubblica istruzione. Così, dopo l’iniziativa lanciata dai consiglieri di minoranza con l’hashtag per il premier Matteo Renzi, scende in campo anche Cinque. Il sindaco, insomma, spinge sull’acceleratore e auspica l’approvazione della proposta di legge firmata da parte di 22 parlamentari (primi firmatari gli onorevoli Luisa Bossa e Salvatore Piccolo del Partito democratico), che ancora deve essere approvata. La sesta commissione cultura della Camera dei Deputati non si riunisce da tempo e a Vico Equense, di contro, continua a salire la preoccupazione. In tal senso, il sindaco ha confermato già di potersi far carico, rispettando i limiti imposti dal patto di stabilità, dei due dipendenti part-time dell’istituto e del debito nei confronti dell’Inps di 302mila euro, peraltro già dilazionato. A sposare la causa del “ritorno” dell’istituto al Comune di Vico Equense anche gli esponenti del gruppo civico di minoranza In Movimento per Vico, che da anni spingono per l’acquisizione del complesso monumentale al patrimonio indisponibile comunale per destinarlo all’uso pubblico. (Salvatore Dare – Metropolis) 

Vico Equense. Il sindaco Gennaro Cinque scrive ufficialmente alla commissione cultura della Camera dei Deputati chiedendo una svolta per il trasferimento del complesso monumentale della Santissima Trinità e Paradiso al Comune di Vico Equense. Un procedimento bloccato da mesi perché si attende (invano) il varo della legge che consentirebbe alla città di “riappropriarsi” di un plesso storico che ancora oggi fa capo all’omonimo istituto pubblico che è ancora di competenza del ministero della pubblica istruzione. Così, dopo l’iniziativa lanciata dai consiglieri di minoranza con l’hashtag per il premier Matteo Renzi, scende in campo anche Cinque. Il sindaco, insomma, spinge sull’acceleratore e auspica l’approvazione della proposta di legge firmata da parte di 22 parlamentari (primi firmatari gli onorevoli Luisa Bossa e Salvatore Piccolo del Partito democratico), che ancora deve essere approvata. La sesta commissione cultura della Camera dei Deputati non si riunisce da tempo e a Vico Equense, di contro, continua a salire la preoccupazione. In tal senso, il sindaco ha confermato già di potersi far carico, rispettando i limiti imposti dal patto di stabilità, dei due dipendenti part-time dell’istituto e del debito nei confronti dell’Inps di 302mila euro, peraltro già dilazionato. A sposare la causa del “ritorno” dell’istituto al Comune di Vico Equense anche gli esponenti del gruppo civico di minoranza In Movimento per Vico, che da anni spingono per l’acquisizione del complesso monumentale al patrimonio indisponibile comunale per destinarlo all’uso pubblico. (Salvatore Dare – Metropolis)