Sorrento. Finti operatori Gori in azione nel centro storico. 84enne li caccia di casa e sventa la truffa

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Sorrento. All’inizio erano i finti addetti dell’Enel. Poi scoccò l’ora dei falsi postini. Adesso, invece, si tenta di mettere a segno la truffa 2.0 spacciandosi per operatori della Gori. Provare per chiedere. «Signora, avete sentito delle bollette “pazze”? Quanto dovete pagare? Vi facciamo lo sconto». Domande a dir poco strane, che hanno immediatamente insospettito un’anziana di Sorrento che, senza esitare un istante, quando ha temuto il peggio ha chiuso la porta in faccia a due giovani entrati in azione nella mattinata di ieri e che speravano di poter incassare soldi in contanti. Ma la vittima del raggiro – per fortuna fallito – una 84enne, vedova, che vive in un appartamento del centro storico insieme alla figlia, non ha ceduto alla “tentazione” di allargare i cordoni della borsa e mettere fine alla telenovela delle bollette pazze. Fatture, quelle al centro di una convulsa querelle amministrativa che adesso – oltre a essere oggetto di “confronto” tra i sindaci dell’Ato 3 e i vertici della società che gestisce le risorse idriche con il recupero delle partite pregresse 2006-2011 – offrono lo spunto migliore per truffatori dell’ultimora intenzionati a raggirare ignare anziane di Sorrento. Il caso “Gori” c’è stato ieri. I truffatori, giovani e dal volto insospettabile, vestiti “in borghese”, dopo aver guadagnato l’ingresso di un condominio del centro hanno bussato alla porta della signora, probabilmente adocchiata minuti prima quando stava rincasando, dopo aver fatto la spesa. Sono bastati pochi istanti per agire. L’84enne ha aperto la porta senza timori ai quei due finti operatori Gori, che sono subito andati al sodo invitando la signora a saldare i conti delle partite pregresse. E con uno sconto. Tutto da quantificare. All’improvviso è spuntata la figlia della donna che, capita la situazione, ha chiesto ragguagli ai falsi operatori. L’anziana ha capito che qualcosa non quadrava e ha chiuso la porta ai giovani. Poi l’allarme rivolto ai vicini e la caccia ai truffatori che si sono dileguati nel nulla. Passa il tempo ma l’incubo truffe a Sorrento resta sempre attuale. Basti pensare all’episodio shock avvenuto qualche mese fa quando un finto legale riuscì a spillare duemila euro in contanti a una 90enne del centro storico raggirata con uno stratagemma chiaro. L’uomo si presentò a casa della nonnina informandola dell’arresto del nipote. «Con duemila euro lo riusciamo a liberarlo» la rassicurazione per la donna. Ai primi tentennamenti, quindi, il colpo di teatro: una telefonata. Ovvero quella del nipote: «Nonna, paga l’avvocato e stai tranquilla. Presto potrò tornare da te». Dall’altra parte della cornetta, ovviamente, un complice del truffatore che ottenuti i soldi scappò a piedi lungo piazza Tasso. (Salvatore Dare – Metropolis) 

Sorrento. All’inizio erano i finti addetti dell’Enel. Poi scoccò l’ora dei falsi postini. Adesso, invece, si tenta di mettere a segno la truffa 2.0 spacciandosi per operatori della Gori. Provare per chiedere. «Signora, avete sentito delle bollette “pazze”? Quanto dovete pagare? Vi facciamo lo sconto». Domande a dir poco strane, che hanno immediatamente insospettito un’anziana di Sorrento che, senza esitare un istante, quando ha temuto il peggio ha chiuso la porta in faccia a due giovani entrati in azione nella mattinata di ieri e che speravano di poter incassare soldi in contanti. Ma la vittima del raggiro – per fortuna fallito – una 84enne, vedova, che vive in un appartamento del centro storico insieme alla figlia, non ha ceduto alla “tentazione” di allargare i cordoni della borsa e mettere fine alla telenovela delle bollette pazze. Fatture, quelle al centro di una convulsa querelle amministrativa che adesso – oltre a essere oggetto di “confronto” tra i sindaci dell’Ato 3 e i vertici della società che gestisce le risorse idriche con il recupero delle partite pregresse 2006-2011 – offrono lo spunto migliore per truffatori dell’ultimora intenzionati a raggirare ignare anziane di Sorrento. Il caso “Gori” c’è stato ieri. I truffatori, giovani e dal volto insospettabile, vestiti “in borghese”, dopo aver guadagnato l’ingresso di un condominio del centro hanno bussato alla porta della signora, probabilmente adocchiata minuti prima quando stava rincasando, dopo aver fatto la spesa. Sono bastati pochi istanti per agire. L’84enne ha aperto la porta senza timori ai quei due finti operatori Gori, che sono subito andati al sodo invitando la signora a saldare i conti delle partite pregresse. E con uno sconto. Tutto da quantificare. All’improvviso è spuntata la figlia della donna che, capita la situazione, ha chiesto ragguagli ai falsi operatori. L’anziana ha capito che qualcosa non quadrava e ha chiuso la porta ai giovani. Poi l’allarme rivolto ai vicini e la caccia ai truffatori che si sono dileguati nel nulla. Passa il tempo ma l’incubo truffe a Sorrento resta sempre attuale. Basti pensare all’episodio shock avvenuto qualche mese fa quando un finto legale riuscì a spillare duemila euro in contanti a una 90enne del centro storico raggirata con uno stratagemma chiaro. L’uomo si presentò a casa della nonnina informandola dell’arresto del nipote. «Con duemila euro lo riusciamo a liberarlo» la rassicurazione per la donna. Ai primi tentennamenti, quindi, il colpo di teatro: una telefonata. Ovvero quella del nipote: «Nonna, paga l’avvocato e stai tranquilla. Presto potrò tornare da te». Dall’altra parte della cornetta, ovviamente, un complice del truffatore che ottenuti i soldi scappò a piedi lungo piazza Tasso. (Salvatore Dare – Metropolis)