DEPURATORE MAIORI-MINORI: I TEMPI DA BRADIPO DELLA GIUSTIZIA ITALICA

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Il Consiglio di Stato si è pronunciato in questi giorni sull’annosa questione del depuratore di Maiori, e come pubblicato anche da questo giornale da Giulia Asprino, ha dato ragione al Comune, ribaltando quanto aveva precedentemente stabilito il TAR. Sembra proprio una bella notizia!
Peccato che per usufruire dei 12 milioni di fondi europei già stanziati per questa opera c’è davvero poco tempo, solo entro il 2015…
Non abbiamo dubbi che a tale verdetto si è giunti con i consueti ritmi lenti da bradipo, della burocrazia giudiziaria italica tuttavia è lecito temere che, il dover rinunciare ai fondi a causa del poco tempo disponibile, diventi il solito alibi della politica locale per accelerare tutte le complesse procedure necessarie alla realizzazione del depuratore, a scapito di quelle meno necessarie ma in grado di garantire la qualità dei progetti e quindi dell’opera finita.
Si può cogliere questa occasione per ribadire, ancora una volta ed in vista delle prossime tornate elettorali dei tre comuni più importanti della costiera, che con il proprio voto si può incidere in qualche misura, nell’obbiettivo di realizzare finalmente un rapporto più paritario tra politica e comunità, in grado di superare la figura del cittadino come soggetto passivo, non coinvolto nelle scelte ed incapace di esprimersi su decisioni che lo riguardano.
Maiori purtroppo è già stata teatro di una ricostruzione dequalificante, come spesso avviene in Italia, in nome dell’emergenza; a seguito dell’alluvione del 1954 infatti, la ricostruzione provocò danni pari forse solo a quelli dell’alluvione stessa, per quanto riguarda il patrimonio edilizio, e quasi irreparabili all’immagine architettonica, urbanistica e storica del luogo.
Stringe il cuore rivedere le antiche fotografie che testimoniano il maestoso corso di Maiori, intorno al quale si arroccavano suggestivi, sulle alture, i verdeggianti micro agglomerati urbani.
Più che giustificato quindi chi, pur auspicando la realizzazione del depuratore, avvertendo il pericolo di ulteriori scempi resti vigile tuttavia ciò non deve indurre nemmeno i cittadini ad atteggiamenti di immobilismo assoluto, eccessivamente impermeabili alle novità, permeati solo da ideologie astratte di tutela, come ormai avviene quasi sempre in Italia.
Sul tema dell’inquinamento in costiera amalfitana è utile anche ricordare che, in data 14/04/2014, nell’aula del Consiglio Provinciale di Palazzo Sant’Agostino, si svolse una seduta tra associazioni di consumatori, consiglieri provinciali ed il Comandante della Capitaneria del Porto di Salerno, il Capitano Maurizio Trogu.
In quell’occasione si apprese dell’esistenza di importanti indagini di natura penale in corso, in particolare di «indagini aerofotogrammetriche e di rilevamento della mappatura termica, capaci di svelare immissioni illecite in mare, da parte di aziende che sversavano illecitamente nel fiume Sele, che come sappiamo contribuisce non poco all’inquinamento del mare campano.
Per quanto riguarda la Costa d’Amalfi e i comuni di Maiori e Minori, si apprese anche di indagini sul corso d’acqua “reginna maior”, circa allacci privati illeciti ed accertamenti sull’inquinamento dovuto al passaggio di imbarcazioni, sui livelli di immissioni in atmosfera di prodotti di combustione e per la filiera attinente allo smaltimento rifiuti delle navi stesse.
E’ trascorso quasi un anno da questo significativo evento e sarebbe interessante sapere quali siano stati gli sviluppi successivi, i cui esiti come annunciato si sarebbero dovuti avere già prima dell’estate scorsa e quali siano stati i provvedimenti presi a seguito di queste indagini.
Speriamo quindi che nonostante i ritardi nella costruzione del depuratore, opera indispensabile non solo per Maiori e Minori ma per tutta la Costiera Amalfitana, il mare possa essere un po’ più pulito la prossima estate, soprattutto se verranno messe in atto, per tempo, tutte le misure a disposizione, per prevenire il fenomeno dell’inquinamento sulla scorta di quanto già emerso fino ad oggi.Il Consiglio di Stato si è pronunciato in questi giorni sull’annosa questione del depuratore di Maiori, e come pubblicato anche da questo giornale da Giulia Asprino, ha dato ragione al Comune, ribaltando quanto aveva precedentemente stabilito il TAR. Sembra proprio una bella notizia!
Peccato che per usufruire dei 12 milioni di fondi europei già stanziati per questa opera c’è davvero poco tempo, solo entro il 2015…
Non abbiamo dubbi che a tale verdetto si è giunti con i consueti ritmi lenti da bradipo, della burocrazia giudiziaria italica tuttavia è lecito temere che, il dover rinunciare ai fondi a causa del poco tempo disponibile, diventi il solito alibi della politica locale per accelerare tutte le complesse procedure necessarie alla realizzazione del depuratore, a scapito di quelle meno necessarie ma in grado di garantire la qualità dei progetti e quindi dell’opera finita.
Si può cogliere questa occasione per ribadire, ancora una volta ed in vista delle prossime tornate elettorali dei tre comuni più importanti della costiera, che con il proprio voto si può incidere in qualche misura, nell’obbiettivo di realizzare finalmente un rapporto più paritario tra politica e comunità, in grado di superare la figura del cittadino come soggetto passivo, non coinvolto nelle scelte ed incapace di esprimersi su decisioni che lo riguardano.
Maiori purtroppo è già stata teatro di una ricostruzione dequalificante, come spesso avviene in Italia, in nome dell’emergenza; a seguito dell’alluvione del 1954 infatti, la ricostruzione provocò danni pari forse solo a quelli dell’alluvione stessa, per quanto riguarda il patrimonio edilizio, e quasi irreparabili all’immagine architettonica, urbanistica e storica del luogo.
Stringe il cuore rivedere le antiche fotografie che testimoniano il maestoso corso di Maiori, intorno al quale si arroccavano suggestivi, sulle alture, i verdeggianti micro agglomerati urbani.
Più che giustificato quindi chi, pur auspicando la realizzazione del depuratore, avvertendo il pericolo di ulteriori scempi resti vigile tuttavia ciò non deve indurre nemmeno i cittadini ad atteggiamenti di immobilismo assoluto, eccessivamente impermeabili alle novità, permeati solo da ideologie astratte di tutela, come ormai avviene quasi sempre in Italia.
Sul tema dell’inquinamento in costiera amalfitana è utile anche ricordare che, in data 14/04/2014, nell’aula del Consiglio Provinciale di Palazzo Sant’Agostino, si svolse una seduta tra associazioni di consumatori, consiglieri provinciali ed il Comandante della Capitaneria del Porto di Salerno, il Capitano Maurizio Trogu.
In quell’occasione si apprese dell’esistenza di importanti indagini di natura penale in corso, in particolare di «indagini aerofotogrammetriche e di rilevamento della mappatura termica, capaci di svelare immissioni illecite in mare, da parte di aziende che sversavano illecitamente nel fiume Sele, che come sappiamo contribuisce non poco all’inquinamento del mare campano.
Per quanto riguarda la Costa d’Amalfi e i comuni di Maiori e Minori, si apprese anche di indagini sul corso d’acqua “reginna maior”, circa allacci privati illeciti ed accertamenti sull’inquinamento dovuto al passaggio di imbarcazioni, sui livelli di immissioni in atmosfera di prodotti di combustione e per la filiera attinente allo smaltimento rifiuti delle navi stesse.
E’ trascorso quasi un anno da questo significativo evento e sarebbe interessante sapere quali siano stati gli sviluppi successivi, i cui esiti come annunciato si sarebbero dovuti avere già prima dell’estate scorsa e quali siano stati i provvedimenti presi a seguito di queste indagini.
Speriamo quindi che nonostante i ritardi nella costruzione del depuratore, opera indispensabile non solo per Maiori e Minori ma per tutta la Costiera Amalfitana, il mare possa essere un po’ più pulito la prossima estate, soprattutto se verranno messe in atto, per tempo, tutte le misure a disposizione, per prevenire il fenomeno dell’inquinamento sulla scorta di quanto già emerso fino ad oggi.