San Giovanni a Teduccio. Pistole scaricate contro un negozio di telefonia pieno di clienti

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San Giovanni a Teduccio. Due raid armati in poco meno di ventiquattro ore contro un negozio, con le pistole che – nel secondo caso – non smettono di sparare nemmeno in presenza dei clienti che sono all’interno. Si può giustamente parlare di un miracolo e di una tragedia sventata di fronte a quello che è successo a San Giovanni a Teduccio. Il primo episodio è accaduto martedì sera alle 22. Il secondo alle 19,30 di ieri, quando gli uomini armati hanno deciso di alzare il tiro, rischiando di ammazzare qualcuno. Ma procediamo con ordine, partendo proprio dall’ultimo raid che ha seminato il terrore all’interno del negozio di telefonia «Tristar» che si trova al corso San Giovanni. Due persone hanno sparato numerosi colpi di pistola – almeno sei – nelle vetrine dell’esercizio commerciale nel quale erano presenti sia i dipendenti che alcuni clienti, tutti rimasti miracolosamente illesi. Il fatto si è verificato alle 19,30 in una zona centralissima del quartiere della zona orientale di Napoli, altra area fortemente battuta da fibrillazioni criminali animate da bande camorristiche che si contendono il controllo del territorio con colpi a scena aperta. Ma a rendere il tutto ancora più inquietante c’è il particolare che solo la sera precedente qualcuno aveva già sparato contro le saracinesche di quello stesso negozio: il raid era scattato alle 22 quando altri otto colpi di pistola erano stati sparati all’indirizzo del negozio. Due azioni intimidatorie messe a segno dalla stessa mano. Sui due episodi indagano i carabinieri della compagnia di Poggioreale. Dai primi accertamenti è emerso che il titolare dell’esercizio commerciale è un pregiudicato che ha precedenti per reati contro il patrimonio. L’uomo, ascoltato dai militari, ha riferito però di non aver mai ricevuto minacce o intimidazioni. Al vaglio degli inquirenti restano aperte diverse ipotesi: da quella che porta agli ambienti del racket a quella di una vendetta. Un fatto è certo: i raid si sono consumati in un contesto ambientale fortemente inquinato dalla presenza di gruppi criminali che stanno seminando la paura tra i residenti. Solo qualche mese fa a San Giovanni a Teduccio vi fu una clamorosa azione in stile di guerra concretizzatasi in un altro raid a colpi di pistola e di kalashnikov sotto l’abitazione di un pregiudicato legato alla criminalità organizzata. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino) 

San Giovanni a Teduccio. Due raid armati in poco meno di ventiquattro ore contro un negozio, con le pistole che – nel secondo caso – non smettono di sparare nemmeno in presenza dei clienti che sono all’interno. Si può giustamente parlare di un miracolo e di una tragedia sventata di fronte a quello che è successo a San Giovanni a Teduccio. Il primo episodio è accaduto martedì sera alle 22. Il secondo alle 19,30 di ieri, quando gli uomini armati hanno deciso di alzare il tiro, rischiando di ammazzare qualcuno. Ma procediamo con ordine, partendo proprio dall’ultimo raid che ha seminato il terrore all’interno del negozio di telefonia «Tristar» che si trova al corso San Giovanni. Due persone hanno sparato numerosi colpi di pistola – almeno sei – nelle vetrine dell’esercizio commerciale nel quale erano presenti sia i dipendenti che alcuni clienti, tutti rimasti miracolosamente illesi. Il fatto si è verificato alle 19,30 in una zona centralissima del quartiere della zona orientale di Napoli, altra area fortemente battuta da fibrillazioni criminali animate da bande camorristiche che si contendono il controllo del territorio con colpi a scena aperta. Ma a rendere il tutto ancora più inquietante c’è il particolare che solo la sera precedente qualcuno aveva già sparato contro le saracinesche di quello stesso negozio: il raid era scattato alle 22 quando altri otto colpi di pistola erano stati sparati all’indirizzo del negozio. Due azioni intimidatorie messe a segno dalla stessa mano. Sui due episodi indagano i carabinieri della compagnia di Poggioreale. Dai primi accertamenti è emerso che il titolare dell’esercizio commerciale è un pregiudicato che ha precedenti per reati contro il patrimonio. L’uomo, ascoltato dai militari, ha riferito però di non aver mai ricevuto minacce o intimidazioni. Al vaglio degli inquirenti restano aperte diverse ipotesi: da quella che porta agli ambienti del racket a quella di una vendetta. Un fatto è certo: i raid si sono consumati in un contesto ambientale fortemente inquinato dalla presenza di gruppi criminali che stanno seminando la paura tra i residenti. Solo qualche mese fa a San Giovanni a Teduccio vi fu una clamorosa azione in stile di guerra concretizzatasi in un altro raid a colpi di pistola e di kalashnikov sotto l’abitazione di un pregiudicato legato alla criminalità organizzata. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)