Hamsik vuole riprendersi il Napoli. La concorrenza di De Guzman diventa pressante, lo slovacco chiamato alla riscossa

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Un’altra chance per Hamsik, un’opportunità da non fallire in una stagione molto tribolata. Lo slovacco nelle ultime gerarchie è finito dietro De Guzman che garantisce maggiore equilibrio per il modulo di Benitez. Immutato però il suo legame con Napoli e il Napoli: ieri l’ennesima dichiarazione d’amore per la città, arrivata dopo le parole di Mino Raiola, l’agente di Balotelli e Pogba, che per la crescita del capitano azzurro aveva auspicato il cambio di squadra. «Ogni persona la vede a modo suo, Mino ha il suo pensiero, io il mio, ma resto orgoglioso di quello che ho fatto. Sono da tanti anni qui, spero di continuare così e finché sarò contento resterò», le parole dello slovacco a Raitre. Due coppe Italia vinte in maglia azzurra, fortissima la voglia di centrare un prestigioso tris: l’Inter l’ha già battuta proprio ai quarti di finale, nel percorso del primo trofeo conquistato con Mazzarri in panchina nel 2012, dopo la sconfitta dell’anno precedente ai rigori. L’azzurro in rosa con più presenze nella manifestazione tricolore, ventuno. «Sarebbe bello vincere ancora la Coppa, vogliamo passare il turno. Mi aspetto un match difficile, l’Inter è una grande squadra e vorrà rialzarsi dopo le difficoltà». Parole da capitano, sia pure in una fase di evidente difficoltà. Benitez gli ha preferito De Guzman più volte, e non solo nell’ultima trasferta di Verona contro il Chievo, e con l’olandese in campo l’equilibrio è migliorato. Caratteristiche diverse, ora lo slovacco deve dare una risposta importante per rimettersi al centro del Napoli, l’ultima sua serata di gloria fu proprio in coppa Italia: un super gol contro l’Udinese per dare un senso a un’altra prestazione non esattamente impeccabile in una stagione contrassegnata più da ombre che da luci. Il capitano finito nell’angolo sta vivendo il momento più difficile a Napoli, un’altra annata complicata con Benitez in panchina dopo la prima caratterizzata però da un lungo infortunio. Gli azzurri hanno cambiato marcia, nel 2015 il Napoli è la squadra che ha conquistato più punti di tutte le altre e la Roma adesso è solo quattro lunghezze più su. Un risveglio della squadra che però non è coinciso con il risveglio di Hamsik, ancora sotto tono o comunque lontano dal rendimento dei suoi primi anni napoletani. Una notte fatta a misura per lo slovacco, all’Inter ha segnato un solo gol negli otto anni di Napoli, al Meazza nello 0-3 del 2011, la partita in cui sbagliò anche il rigore poi trasformato in gol da Campagnaro. Una sola rete in quindici partite e nessuna al San Paolo. L’occasione giusta per migliorare la media e lasciare il segno. Hamsik non può sbagliare più, adesso s’attende da lui l’accelerata decisiva per rimettersi al centro del Napoli: un bivio decisivo, la prova d’appello. Ultima chiamata per Marek, una chance troppo importante da non fallire. Con il 4-2-3-1 di Benitez ha sempre sofferto, mai digerita in pieno la posizione di trequartista alle spalle di Higuain o comunque della punta centrale. Un ruolo fondamentale per gli equilibri di squadra, la posizione di raccordo con il centrocampo, quella dove occorre una corsa continua, il contributo in fase difensiva e la capacità di ribaltare l’azione per attivare gli attaccanti. Un ruolo completamente diverso da quello negli anni precedenti con Mazzarri, quando lo slovacco partiva più da lontano e aveva maggiori possibilità d’inserirsi in verticali per il grande movimento di Cavani e Lavezzi. La notte della riscossa, del riscatto, la voglia matta di tornare ad essere decisivo, magari con il gol qualificazione. San Paolo pieno per la sfida all’Inter, l’atmosfera tipica delle notti magiche europee, quelle di Champions. La coppa Italia, un obiettivo al quale Hamsik tiene tantissimo, ne ha vinte già due e vuole completare il magico tris. Un esame speciale adesso che nel ruolo c’è la concorrenza di De Guzman, l’olandese volante capace con il suo dinamismo e la sua corsa continua di guadagnarsi il posto da titolare, tanto è vero che stasera comunque dovrebbe essere in campo al fianco di Hamsik. Il capitano stavolta proprio non può fallire. (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Un’altra chance per Hamsik, un’opportunità da non fallire in una stagione molto tribolata. Lo slovacco nelle ultime gerarchie è finito dietro De Guzman che garantisce maggiore equilibrio per il modulo di Benitez. Immutato però il suo legame con Napoli e il Napoli: ieri l’ennesima dichiarazione d’amore per la città, arrivata dopo le parole di Mino Raiola, l’agente di Balotelli e Pogba, che per la crescita del capitano azzurro aveva auspicato il cambio di squadra. «Ogni persona la vede a modo suo, Mino ha il suo pensiero, io il mio, ma resto orgoglioso di quello che ho fatto. Sono da tanti anni qui, spero di continuare così e finché sarò contento resterò», le parole dello slovacco a Raitre. Due coppe Italia vinte in maglia azzurra, fortissima la voglia di centrare un prestigioso tris: l’Inter l’ha già battuta proprio ai quarti di finale, nel percorso del primo trofeo conquistato con Mazzarri in panchina nel 2012, dopo la sconfitta dell’anno precedente ai rigori. L’azzurro in rosa con più presenze nella manifestazione tricolore, ventuno. «Sarebbe bello vincere ancora la Coppa, vogliamo passare il turno. Mi aspetto un match difficile, l’Inter è una grande squadra e vorrà rialzarsi dopo le difficoltà». Parole da capitano, sia pure in una fase di evidente difficoltà. Benitez gli ha preferito De Guzman più volte, e non solo nell’ultima trasferta di Verona contro il Chievo, e con l’olandese in campo l’equilibrio è migliorato. Caratteristiche diverse, ora lo slovacco deve dare una risposta importante per rimettersi al centro del Napoli, l’ultima sua serata di gloria fu proprio in coppa Italia: un super gol contro l’Udinese per dare un senso a un’altra prestazione non esattamente impeccabile in una stagione contrassegnata più da ombre che da luci. Il capitano finito nell’angolo sta vivendo il momento più difficile a Napoli, un’altra annata complicata con Benitez in panchina dopo la prima caratterizzata però da un lungo infortunio. Gli azzurri hanno cambiato marcia, nel 2015 il Napoli è la squadra che ha conquistato più punti di tutte le altre e la Roma adesso è solo quattro lunghezze più su. Un risveglio della squadra che però non è coinciso con il risveglio di Hamsik, ancora sotto tono o comunque lontano dal rendimento dei suoi primi anni napoletani. Una notte fatta a misura per lo slovacco, all’Inter ha segnato un solo gol negli otto anni di Napoli, al Meazza nello 0-3 del 2011, la partita in cui sbagliò anche il rigore poi trasformato in gol da Campagnaro. Una sola rete in quindici partite e nessuna al San Paolo. L’occasione giusta per migliorare la media e lasciare il segno. Hamsik non può sbagliare più, adesso s’attende da lui l’accelerata decisiva per rimettersi al centro del Napoli: un bivio decisivo, la prova d’appello. Ultima chiamata per Marek, una chance troppo importante da non fallire. Con il 4-2-3-1 di Benitez ha sempre sofferto, mai digerita in pieno la posizione di trequartista alle spalle di Higuain o comunque della punta centrale. Un ruolo fondamentale per gli equilibri di squadra, la posizione di raccordo con il centrocampo, quella dove occorre una corsa continua, il contributo in fase difensiva e la capacità di ribaltare l’azione per attivare gli attaccanti. Un ruolo completamente diverso da quello negli anni precedenti con Mazzarri, quando lo slovacco partiva più da lontano e aveva maggiori possibilità d’inserirsi in verticali per il grande movimento di Cavani e Lavezzi. La notte della riscossa, del riscatto, la voglia matta di tornare ad essere decisivo, magari con il gol qualificazione. San Paolo pieno per la sfida all’Inter, l’atmosfera tipica delle notti magiche europee, quelle di Champions. La coppa Italia, un obiettivo al quale Hamsik tiene tantissimo, ne ha vinte già due e vuole completare il magico tris. Un esame speciale adesso che nel ruolo c’è la concorrenza di De Guzman, l’olandese volante capace con il suo dinamismo e la sua corsa continua di guadagnarsi il posto da titolare, tanto è vero che stasera comunque dovrebbe essere in campo al fianco di Hamsik. Il capitano stavolta proprio non può fallire. (Roberto Ventre – Il Mattino)