crac della Deiulemar il giorno della verità

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Arriva il giorno della verità per le 13.000 famiglie messe in ginocchio dal crac della Deiulemar compagnia di navigazione. Domani mattina, infatti, il tribunale di Torre Annunziata si dovrebbe esprimere su un crocevia chiave per il destino degli obbligazionisti travolti dal fallimento da 800 milioni di euro dell’ex colosso armatoriale. Sulla scrivania del giudice Vincenzo Del Sorbo della sezione fallimentare c’è, infatti, il ricorso che rischia di estromettere dal fallimento della società di fatto le famiglie che hanno investito i risparmi di una vita nelle cedole «carta-straccia» emesse dall’ex banca privata di Torre del Greco. Un provvedimento che renderebbe praticamente nulle le speranze di recupero dei fondi investiti dai risparmiatori, in particolare dopo il flop del tesoretto fantasma venuto fuori dalla compagnia di navigazione. Il patrimonio annesso al fallimento personale degli armatori – confermato anche in appello – rappresenta, come ribadito in questi mesi dagli esperti, la fetta più grossa del crac. L’atteso verdetto dovrebbe spingere alle porte del tribunale una folta delegazione di risparmiatori: i vertici dei principali comitati di obbligazionisti hanno infatti chiamato a raccolta il popolo dei «truffati» nel corso delle ultime ore, ribadendo l’importanza della decisione che dovrebbe essere emessa domani mattina. Un nuovo viaggio verso il tribunale di Torre Annunziata che arriva a poco più di una settimana dal corteo di protesta culminato nell’incontro tra una delegazione di risparmiatori e il giudice delegato al fallimento Deiulemar, Massimo Pelascandolo. Vertice nel corso del quale gli obbligazionisti sono stati messi al corrente dell’ammontare complessivo dei beni contenuti nel paniere della crac della compagnia- 20 milioni- e delle ipoteche che paralizzano gli immobili dell’impresa. Una doccia gelata che potrebbe essere cancellata- per i risparmiatori- dall’accesso ai tesori personali della dinastia armatoriale capitanata dalle famiglie Iuliano, Lembo e Della Gatta.di CIRO FORMISANO Metropolis

Arriva il giorno della verità per le 13.000 famiglie messe in ginocchio dal crac della Deiulemar compagnia di navigazione. Domani mattina, infatti, il tribunale di Torre Annunziata si dovrebbe esprimere su un crocevia chiave per il destino degli obbligazionisti travolti dal fallimento da 800 milioni di euro dell’ex colosso armatoriale. Sulla scrivania del giudice Vincenzo Del Sorbo della sezione fallimentare c’è, infatti, il ricorso che rischia di estromettere dal fallimento della società di fatto le famiglie che hanno investito i risparmi di una vita nelle cedole «carta-straccia» emesse dall’ex banca privata di Torre del Greco. Un provvedimento che renderebbe praticamente nulle le speranze di recupero dei fondi investiti dai risparmiatori, in particolare dopo il flop del tesoretto fantasma venuto fuori dalla compagnia di navigazione. Il patrimonio annesso al fallimento personale degli armatori – confermato anche in appello – rappresenta, come ribadito in questi mesi dagli esperti, la fetta più grossa del crac. L’atteso verdetto dovrebbe spingere alle porte del tribunale una folta delegazione di risparmiatori: i vertici dei principali comitati di obbligazionisti hanno infatti chiamato a raccolta il popolo dei «truffati» nel corso delle ultime ore, ribadendo l’importanza della decisione che dovrebbe essere emessa domani mattina. Un nuovo viaggio verso il tribunale di Torre Annunziata che arriva a poco più di una settimana dal corteo di protesta culminato nell’incontro tra una delegazione di risparmiatori e il giudice delegato al fallimento Deiulemar, Massimo Pelascandolo. Vertice nel corso del quale gli obbligazionisti sono stati messi al corrente dell’ammontare complessivo dei beni contenuti nel paniere della crac della compagnia- 20 milioni- e delle ipoteche che paralizzano gli immobili dell’impresa. Una doccia gelata che potrebbe essere cancellata- per i risparmiatori- dall’accesso ai tesori personali della dinastia armatoriale capitanata dalle famiglie Iuliano, Lembo e Della Gatta.di CIRO FORMISANO Metropolis