Ancora senz’acqua i comuni del Cilento, riforniti con i potabilizzatori. Tempi lunghi per riparare la condotta

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Si allungano i tempi per la riparazione della condotta Faraone che serve una quindicina di comuni del Cilento. Quaranta metri di tubatura sono stati danneggiati dalle mareggiata di questi giorni, per cui i cittadini sono rimasti a secco. I lavori dovevano terminare ieri sera. Ma per il maltempo non è stata rispettata la tabella di marcia. «Sempre più critica la situazione dell’acquedotto Faraone». A lanciare l’allarme è il Consac che ha la competenza nella gestione della condotta, che percorre la valle del Mingardo fino a Palinuro dove si sdoppia in due: una che prosegue in direzione del Golfo di Policastro, l’altra verso nord fino alla piana dell’Alento. «Due nuove guasti – si legge in una nota del Consorzio idrico vallese – che si sono succeduti in poche ore, hanno interessato la condotta adduttrice del Faraone, il primo nel Comune di Alfano, località Mancelli, ed il secondo a Pisciotta, in località Coste di Fiumicello». «Le conseguenze di questi ennesimi guasti – prosegue la nota – hanno comportato l’interruzione del servizio di erogazione idropotabile fin dalle prime ore di domenica, nei centri abitati di Torre Orsaia, Centola S. Nicola, Camerota capoluogo, S. Giovanni a Piro, Pisciotta, frazioni periferiche di Ascea, Casalvelino Scalo e Marina, Omignano Scalo, Vallo Scalo, Pioppi, Acciaroli, Agnone». Particolarmente grave è il guasto di Pisciotta, cagionato da un mareggiata che ha letteralmente spezzato la tubazione che è collocata sulla “linea di battigia”. Quaranta metri di tubo, scoperto, a ridosso della costa di Pisciotta, sono stati spezzati dalla furia del mare lasciando a secco i rubinetti di diversi comuni. I lavori di riparazione, in corso per tutta la giornata di ieri proseguiranno anche oggi, resi molto difficoltosi dalle condizioni avverse meteo-marine. Consac, intanto, ha riattivato i potabilizzatori di Angellara e Ascea-Paino, ma tale approvvigionamento alternativo introduce «aggravi economici per i notevoli consumi elettrici e impiantistici connessi, con possibile riverbero negativo sulla tariffa». L’acqua, in particolare a Vallo Scalo e Omignano Scalo, è arrivata solo nella tarda serata di ieri. La situazione della condotta Faraone è stata da tempo segnalata dal Consac. In un incontro tenutosi a novembre, il Consorzio rese noto ai sindaci la situazione con i connessi rischi di interruzione improvvisa dell’erogazione idrica. Alla fine della scorsa stagione estiva l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, aveva assunto l’impegno a finanziare il progetto elaborato da Consac per la sostituzione di 12 km di condotta. «Nonostante il tempo trascorso e gli impegni assunti – denuncia Consac – allo stato nessuna risposta concreta è pervenuta». I rappresentanti delle amministrazioni comunali hanno adottato delibere con le quali hanno sollecitato la Regione Campania affinché assegnasse il finanziamento richiesto, pari a 6,5 milioni di euro. (Andrea Passaro – La Città di Salerno) 

Si allungano i tempi per la riparazione della condotta Faraone che serve una quindicina di comuni del Cilento. Quaranta metri di tubatura sono stati danneggiati dalle mareggiata di questi giorni, per cui i cittadini sono rimasti a secco. I lavori dovevano terminare ieri sera. Ma per il maltempo non è stata rispettata la tabella di marcia. «Sempre più critica la situazione dell’acquedotto Faraone». A lanciare l’allarme è il Consac che ha la competenza nella gestione della condotta, che percorre la valle del Mingardo fino a Palinuro dove si sdoppia in due: una che prosegue in direzione del Golfo di Policastro, l’altra verso nord fino alla piana dell’Alento. «Due nuove guasti – si legge in una nota del Consorzio idrico vallese – che si sono succeduti in poche ore, hanno interessato la condotta adduttrice del Faraone, il primo nel Comune di Alfano, località Mancelli, ed il secondo a Pisciotta, in località Coste di Fiumicello». «Le conseguenze di questi ennesimi guasti – prosegue la nota – hanno comportato l’interruzione del servizio di erogazione idropotabile fin dalle prime ore di domenica, nei centri abitati di Torre Orsaia, Centola S. Nicola, Camerota capoluogo, S. Giovanni a Piro, Pisciotta, frazioni periferiche di Ascea, Casalvelino Scalo e Marina, Omignano Scalo, Vallo Scalo, Pioppi, Acciaroli, Agnone». Particolarmente grave è il guasto di Pisciotta, cagionato da un mareggiata che ha letteralmente spezzato la tubazione che è collocata sulla “linea di battigia”. Quaranta metri di tubo, scoperto, a ridosso della costa di Pisciotta, sono stati spezzati dalla furia del mare lasciando a secco i rubinetti di diversi comuni. I lavori di riparazione, in corso per tutta la giornata di ieri proseguiranno anche oggi, resi molto difficoltosi dalle condizioni avverse meteo-marine. Consac, intanto, ha riattivato i potabilizzatori di Angellara e Ascea-Paino, ma tale approvvigionamento alternativo introduce «aggravi economici per i notevoli consumi elettrici e impiantistici connessi, con possibile riverbero negativo sulla tariffa». L’acqua, in particolare a Vallo Scalo e Omignano Scalo, è arrivata solo nella tarda serata di ieri. La situazione della condotta Faraone è stata da tempo segnalata dal Consac. In un incontro tenutosi a novembre, il Consorzio rese noto ai sindaci la situazione con i connessi rischi di interruzione improvvisa dell’erogazione idrica. Alla fine della scorsa stagione estiva l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, aveva assunto l’impegno a finanziare il progetto elaborato da Consac per la sostituzione di 12 km di condotta. «Nonostante il tempo trascorso e gli impegni assunti – denuncia Consac – allo stato nessuna risposta concreta è pervenuta». I rappresentanti delle amministrazioni comunali hanno adottato delibere con le quali hanno sollecitato la Regione Campania affinché assegnasse il finanziamento richiesto, pari a 6,5 milioni di euro. (Andrea Passaro – La Città di Salerno)